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sabato 11 febbraio 2012

EDITORIALE

lun 06 feb, 2012
Alessio Gramolati
gramo4
Nel film “Johnny Stecchino”, quando Roberto Benigni ascolta lo “zio” su quali siano i problemi di Palermo, questi ripete convintamente “una grave piaga che ci diffama agli occhi del mondo … il traffico … il traffico!” Noi in questi giorni, setimane, mesi, ci sentiamo ripetere...l’art. 18!! ....
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IX Congresso Cgil Toscana - 18 e 19 marzo
IX Congresso Cgil Toscana 2010

Programma IX Congresso

Documento conclusivo Scarica il Documento conclusivo IX Congreso Cgil Toscana

PDF Scarica la relazione di Alessio Gramolati, Segr. Generale Cgil Toscana

Video Clip Telegiornale TG3 Toscana del 19.03.2010 con intevista a Alessio Gramolati

Video Clip Telegiornale Canale 10 del 16.03.2010 con intervista a Alessio Gramolati

PDF Scarica il PROGRAMMA in formato PDF

CD Naviga i contenuti aggiornati del CD che verrà consegnato in occasione del congresso regionale della Cgil Toscana

PDF Scarica la sintesi del Bilancio Sociale 2008-2009

 

Comunicato stampa nr 7

Gramolati rieletto segretario generale della Cgil Toscana

Montecatini Terme 19.03.2010. - I 114 membri dell direttivo della Cgil Toscana, 43% donne, sono stati eletti a voto segreto, su lista bloccata, dai delegati al 9° congresso regionale i cui lavori si sono svolti a Montecatini Terme ieri ed oggi: 401 gli aventi diritto, 339 i votanti, 2 le schede nulle, 11 gli astenuti, 21 i contrari, 305 i favorevoli pari all'89.97%.

Il direttivo convocato seduta stante ha rieletto, anche in questo caso a voto segreto, alla segreteria generale della Cgil Toscana Alessio Gramolati: 114 gli aventi diritto, 94 i votanti, 2 le schede nulle, 2 gli astenuti, 6 i voti contrari, 84 i voti favorevoli.

Alessio Gramolati aveva assunto la guida della confederazione due anni fa, in sostituzione di Luciano Silvestri chiamato a Roma per assumere incarichi a livello nazionale.

La riconferma di oggi, avvenuta in sede congressuale, con il 91.30% dei voti espressi dal direttivo, dopo una relazione ampiamente condivisa dai delegati intervenuti nel dibattito e apprezzata, in sede di conclusioni, dalla segretaria nazionale Morena Piccinini, con un voto unanime sul documento conclusivo, reinsedia saldamente Alessio Gramolati alla guida della associazione, non solo sindacale, di gran lunga più grande in Toscana. nb

 

Comunicato stampa nr 6

Montecatini Terme 18.03.2010. - Omaggiati di una speciale piantina della FlorAmiata, la Impatiens, le delegate, i delegati e gli invitati tutti del IX Congresso regionale della Cgil della Toscana, in corso da oggi al Palacongressi dell’importante centro termale pistoiese, hanno così potuto apprezzare il segno della solidarietà, valore fondante del sindacato, richiamato a più riprese dalla relazione del Segretario generale Gramolati.
E’ stato lo stesso sindacalista ad illustrarne storia e significato in chiusura del suo intervento: “ L’abbiamo scelta volutamente perché ha radici lontane , nella Nuova Guinea, -ha detto Gramolati alludendo alla solidarietà con quanti giungono nel nostro Paese anche da oltreoceano- ma oggi è coltivata in Italia. L’abbiamo scelta perché simboleggia la storia di una trasformazione che inizia con una miniera e finisce in una serra “ ha aggiunto con riferimento all’azienda che la produce.
La terra che circonda ogni piantina viene dalla Sicilia ed è anch’essa una terra speciale: proviene da possedimenti confiscati alla mafia, sottratti pertanto al malaffare, ed oggi coltivati da tanti giovani che per questa attività hanno costituito una cooperativa.
Ed infine la confezione. Plastica? Ma neanche per sogno! “Abbiamo troppo abusato del nostro generoso territorio –ha sottolineato Gramolati pensando all’inquinamento ed allo scempio ambientale del pianeta e preannunciando la distribuzione in sala del ‘simbolo del riscatto’- ed oggi dobbiamo restituirgli solo ciò che può trasformare: anche questo package è frutto del lavoro di una cooperativa della cittadina di Londa ed è biodegradabile al cento per cento”.

Comunicato stampa nr 5

Assenza di politiche industriali nazionali: 'Collaborazione interistituzionale per sollecitare il governo'

Montecatini Terme 18.03.2010. “E’ innegabile che la Toscana”, argomenta nella sua relazione al congresso della Cgil Toscana Alessio Gramolati, “paga pesantemente la mancanza di una strategia e di adeguate politiche industriali nazionali.
Questa assenza ha un riverbero drammatico soprattutto sulle vicende che coinvolgono grandi gruppi multinazionali. Il caso della siderurgia con l’area industriale piombinese, ma anche in maniera più diffusa l’automotive, la cantieristica e la chimica hanno necessità di interlocutori e confronti che non possono essere confinati nella dimensione locale. In vertenze come queste serve un intervento concreto del governo nazionale che ad oggi non si è manifestato. Comuni province e regione sono lasciati soli”.
“Serve uno scatto di responsabilità”, e sempre Gramolati che parla, “possiamo sollecitarlo anche con il pieno coinvolgimento di tutte le forze politiche della nostra regione a tutti i livelli, a partire da quelli parlamentari. In più di una circostanza la collaborazione interistituzionale ha consentito di condividere una serie di iniziative per la salvaguardia del nostro patrimonio professionale e produttivo. Troverei importante, fermo restando le differenze ed i rispettivi ruoli, si determinasse uno spazio operativo volto a realizzare di nuovo quelle positive circostanze conosciute nel passato”. nb

 

Comunicato stampa nr 4

Non più accettabile la sovrapposizione burocratica che dilata di anni i tempi di decisione di nuovi insediamenti. Efficienza e qualità del servizio pubblico unita alla modernizzazione del sistema infrastrutturale

Montecatini 18.03.2010. Il tema dell'efficienza e della qualità dei servizi pubblici e l'esigenza di modernizzare modernizzazione le infrastrutture non poteva mancare nella relazione di Alessio Gramolati al ) congresso della Cgil Toscana e non è mancata.

“Il pubblico, ha detto tra l'altro, 'può diventare una vera occasione di promozione di politiche industriali se riesce a coinvolgere i lavoratori attraverso un’autonoma iniziativa contrattuale. Un’azione che attraverso l’organizzazione del lavoro migliori l’efficienza e la qualità, e produca una maggiore semplificazione della pubblica amministrazione e dei servizi. Lo stesso spirito deve guidare la nostra iniziativa per l’aggregazione dei servizi pubblici locali. 34 società dei trasporti, 39 società dei rifiuti, quasi 7 società per l’acqua, non so quante agenzie di promozione territoriale, non rispondono più, in termini di efficienza e di costi, ai bisogni dei cittadini e soprattutto inibiscono qualsiasi politica di investimento. Così come non è più accettabile la sovrapposizione burocratica che dilata di anni i tempi di decisione per nuovi insediamenti”.
“Dieci anni”, questo il tempo necessario per politiche serie, due legislature, secondo Gramolati, “in cui portare a termine il processo di modernizzazione infrastrutturale che da tempo investe la Toscana. E che oggi sembra in caduta libera, affidato com’è alle quotidiane variazioni d’umore di questo o quel sindaco. Un sistema capace di vedere le opportunità in una chiave di insieme nella quale la redistribuzione dei vantaggi infrastrutturali su tutti i territori rappresenta il vero valore aggiunto per ciascun territorio. Facendo del collegamento tra la piattaforma logistica costiera, l’alta velocità e capacità, la due mari e il corridoio tirrenico un’occasione di sviluppo e di coesione con l’Europa per tutta l’Italia centrale” nb

 

Comunicato stampa nr 3

“Per la toscana un nuovo sviluppo basato su conoscenza e innovazione; economia verde; valorizzazione del capitale umano e lotta alla povertà”. “Il compito di fare tutto questo va affidato ad una nuova stagione di contrattazione”

Montecatini Terme 18.03.2010.- Centrale nella relazione di Gramolati al 9° congresso della Cgil Toscana in corso a Montecatini terme le proposte, le linee guida per far uscire in avanti la nostra regione dalla crisi.

“Occorre” dice “ridisegnare un nuovo sviluppo fondato su tre linee di azione convergenti: conoscenza e innovazione; economia verde; valorizzazione del capitale umano e lotta alla povertà”. “Cosa significa questo in concreto?”, si domanda Gramolati e risponde: “prendiamo il caso della crisi climatica e energetica. Nonostante un sordo sabotaggio da parte italiana, un anno fa la Ue ha adottato il famoso pacchetto clima e energia [entro 2013 Italia dovrà ridurre le emissioni climalteranti del 13% e accrescere l'uso di energia da fonti rinnovabili fino al 17%], la proposta che avanziamo alla Toscana è che le due prossime legislature si concentrino su questa sfida, caricandosi autonomamente sulle spalle la responsabilità di attuare quell’impegno. Si tratta di allestire un piano nel quale assegnare un ruolo fondamentale alla Toscana meridionale e alle straordinarie potenzialità dei suoi distretti rurali. Superando per questa via il “dualismo” del modello toscano. Un piano che punti ad una crescita industriale e di qualificazione dei servizi verso questi nuovi obiettivi. Dieci anni, nel corso dei quali concentrare il massimo delle risorse, ricerche e formazione allo scopo di strutturare filiere produttive e di servizio di eccellenza, anche ricorrendo a forme mirate di fiscalità. Costruendo relazioni qualificate con i numerosi campioni tecnologici presenti in tutti i sistemi territoriali e promuovendo l’arrivo di nuovi, in uno stretto rapporto con l’Università e la ricerca. Definendo grandi piattaforme tecnologiche per energie alternative anche come momento di qualificazione e riconversione di importanti siti industriali come quello costiero o quello pratese che debbono collocarsi su una fascia produttiva a un più alto valore aggiunto senza abbandonare la propria responsabilità verso il sistema ambientale e sociale toscano”.
Noi pensiamo che la costruzione di tutto questo debba essere affidato a una nuova stagione di contrattazione. Una contrattazione che si concentri a livello regionale su un numero selezionato di progetti, ne condivida gli obiettivi e ne misuri i risultati”. “Misurare i progetti avviati e i loro risultati”, dice ancora Gramolati rappresenta una vera rivoluzione nel rapporto tra politica e cittadini”.
nb

 

Comunicato stampa nr 2

'Disoccupazione di massa di lungo periodo con conseguenze evidenti'
Il congresso dedicato all'ultima vittima del lavoro.


Montecatini Terme 18.03.2010. Alessio Gramolati ha inizito la sua relazione dedicando il congresso all'Ultima vittima sul lavoro, Emiliano Bessi, 49 anni, morto per vivere, ha detto. “Migliorare il lavoro, migliorare la Toscana” è il titolo del 9° congresso della Cgil toscana,Gramolati nella sua relazione ne spiega fin dalle prime battute il significato.
“Solo migliorando il lavoro possiamo affrontare alcuni dei nodi critici che stanno insidiando il modello di coesione al quale la nostra regione si ispira.
E non vi è dubbio che la prima condizione per migliorare il lavoro è difenderlo.
D’altra parte l’evidenza della situazione è sotto gli occhi di tutti. Il Paese ha visto balzare il tasso di disoccupazione al’8,6%, dato non reale in quanto vanno sommati tutti coloro che fruiscono di ammortizzatori sociali e che non avranno un posto di lavoro quando questi finiranno”, così argomenta intorno al nodo il centrale della crisi, quello della occupazione. “Non avremo una ripresa prima di un paio d’anni”, continua, e ne occorreranno, con gli attuali tassi di crescita, almeno dieci per raggiungere i livelli precedenti la crisi.
Ciò renderà la situazione occupazionale ancora più difficile perché non troveranno risposte oltre agli esclusi anche una parte consistente di chi si affaccia al mercato del lavoro.
Dovremo fare i conti con una disoccupazione di massa di lungo periodo con conseguenze evidenti”. nb

 

Comunicato stampa nr 1

Firenze 17.03.2010. 401 delegati in rappresentanza di 510.635 iscritti al 31 dicembre 2009, 2588 in più rispetto all'anno precedente, si apprestano a dare vita al 9° congresso della Cgil Toscana in programma, domani giovedì 18 e venerdì 19 marzo, al Centro Congressi di Montecatini Terme (Viale Amendola, 2). Una platea congressuale -177 donne (44%) e 224 uomini, 294 in attività e 107 pensionati- eletta sulla base della percentuale dei voti raccolti dai due documenti congressuali alternativi - 87.6% documento Epifani, 13.4% documento Moccia - che, dopo gli adempimenti da statuto e regolamento, ascolterà la relazione del segretario generale Alessio Gramolati.

La relazione, subito dopo il saluto del sindaco di Montecatini Giuseppe Bellandi, sarà piena di elementi concreti, guarderà in faccia la crisi che, ben lungi dall'essere finita, continua a mordere. “La Toscana slow deve tornare a correre”, ha detto Gramolati in conferenza stampa presentando il congresso, “e nella mia relazione non mancheranno le proposte perché questo sia possibile”. Le proposte sono il frutto di un lavoro collettivo, da settimane un pool di sindacalisti ed esperti è al lavoro per questo, e sulla scia delle analisi, delle proposte e delle iniziative che la Cgil ha portato avanti in questi anni. “Due anni fa”, ha detto sempre Gramolati in conferenza stampa, “ho trovato una solida Cgil e a due anni di distanza la fotografia conferma tutta intera quella solidità, forse con un differenza apprezzabile, ci sono più donne nei posti di direzione”.

Al termine della relazione i saluti, non formali degli ospiti. Sarà Claudio Martini presidente della Giunta Regionale a parlare per primo, seguiranno gli interventi dei rappresentanti di Cisl e Uil. La carrellata dei saluti proseguirà con quelli dei rappresentanti delle delegazioni dei sindacati esteri, DGB Renania Palatinato, L.O. Svezia e CC.OO. Paesi Baschi.
Ai lavori della mattina saranno presenti i rappresentanti delle forze politiche, tutte invitate, e i parlamentari eletti in Toscana, annunciata la presenza di quelli del Pdl.

Il pomeriggio di giovedì poi, senza nulla togliere al dibattito congressuale che andrà avanti prima e dopo pranzo, sarà segnato da una iniziativa pubblica su giovani e legalità. Da diversi anni la Cgil Toscana è coprotagonista insieme ad Arci e Regione Toscana del progetto 'Liberarci dalle spine', che ha portato, negli anni, centinaia e centinaia di giovani toscani, 500 solo nel 2009, a coltivare le terre confiscate alla mafia in Sicilia e Calabria. Una folta delegazione di quei giovani raggiungerà il congresso della Cgil per raccontare la loro esperienza, per porre domande, avanzare richieste al sindacato. Con loro ci saranno anche i giovani sindacalisti toscani che hanno partecipato al progetto di Formazione della Cgil 'Ventimila'. L'incontro-tavola rotonda sarà coordinato da Raffaele Palumbo, giornalista, che di mafie si occupa e che coordina ogni anno il vertice nazionale antimafia della Fondazione Antonino Caponnetto.

Nella giornata di venerdì, in programma l'intervento del candidato alla presidenza delle Regione per il centro sinistra Enrico Rossi, le conclusioni del congresso saranno fatte dalla segretaria nazionale Morena Piccinini. Sarà la stessa Piccinini, a proporre al direttivo regionale, uscito dal voto del congresso e subito convocato, Alessio Gramolati alla segreteria generale della Cgil Toscana, nessun problema per la sua riconferma; non ci saranno, infatti, candidati alternativi. nb

 


Cgil Toscana, il 43% del direttivo è “rosa”

Gramolati rieletto segretario generale della Cgil Toscana. Concluso il congresso

di Vanna Palumbo e Roberta Lisi - Rassegna.It 19.03.2010

Montecatini Terme - In dirittura d’arrivo i lavori del Congresso della Cgil Toscana. I 114 membri del direttivo della Cgil Toscana, 43% donne, sono stati eletti a voto segreto, su lista bloccata, dai delegati al 9° congresso regionale i cui lavori si sono svolti a Montecatini Terme ieri ed oggi: 401 gli aventi diritto, 339 i votanti, 2 le schede nulle, 11 gli astenuti, 21 i contrari, 305 i favorevoli pari all'89.97%.

Il direttivo convocato seduta stante ha rieletto con il 91.30% dei voti, anche in questo caso a scrutinio segreto, Alessio Gramolati: 114 gli aventi diritto, 94 i votanti, 2 le schede nulle, 2 gli astenuti, 6 i voti contrari, 84 i voti favorevoli.

Alessio Gramolati aveva assunto la guida della confederazione due anni fa, in sostituzione di Luciano Silvestri chiamato a Roma per assumere incarichi a livello nazionale. La riconferma di oggi, avvenuta in sede congressuale, espressi dal direttivo

La giornata
La difesa appassionata del ruolo della scuola pubblica e del sistema pubblico di istruzione che contrasti il ridimensionamento operato dalla riforma Gelmini, ha scaldato la platea congressuale. A sostenerla, il candidato alla guida della Giunta regionale Toscana per il Pd, Enrico Rossi, intervenuto nella mattinata, che ha manifestato un proposito politico per il futuro della Toscana esplicitato in maniera netta: “rimettere al centro dell’azione politica della nuova giunta il lavoro e la produzione”. Le parole di Rossi sono state più volte interrotte dagli applausi, in particolare quando il candidato ha ripercorso il quadro delle aziende in crisi, parlato di reindustrializzazione della Toscana, di ripresa manifatturiera, di rilancio dell’attività produttiva: “Dobbiamo azzerare il differenziale di crescita che la Toscana ha accusato negli ultimi anni e puntare sul manifatturiero, superando la cultura della rendita, pur forte nella nostra regione”.

Rossi ha annunciato che, in caso di vittoria, istituirà un ufficio preposto ai rapporti con le multinazionali che investono in Toscana in un’ottica di sostegno a quelle aziende che punteranno sulle attività produttive e sull’agricoltura “settori che il Governo nazionale sta lasciando deperire”. Un discorso, quello del candidato alla guida della Regione, da cui è emerso con chiarezza che le risorse regionali, in caso di affermazione della maggioranza uscente, si concentreranno su quei progetti che “aumentino il vantaggio competitivo e che siano capaci di attrarre ricerca ed innovazione”. Anche l’Università toscana, che ha subìto tagli per 80 milioni di euro, sarà supportato dall’azione regionale “solo a patto che anche il nostro sistema universitario si riformi, si integri, si specializzi e garantisca una ricerca capace di valorizzare il capitale umano”.

A questo proposito, una stoccata è partita nelle parole di Rossi all’indirizzo delle imprese: “non sempre –ha detto Rossi- nel nostro mondo imprenditoriale vi è consapevolezza dell’importanza della tecnica, dell’innovazione, della ricerca, come fece un tempo la Piaggio di Pontedera puntando sulla Vespa che ci è stata invidiata nel mondo. Più spesso ci si ripiega su quell’Arcadia, quel buen ritiro, sul resort della terra Toscana e si declina alle proprie responsabilità di impresa” . Un nuovo patto fra produttori, è stata perciò la sua proposta, “un patto –ha detto- che sappia superare il vizio atavico del localismo e del municipalismo. Penso ad un modello di città-regione che non eserciti volontà di centralismo ma che sappia dare l’idea di un’unica comunità regionale”.

La “questione sociale” su cui Rossi ha voluto tornare anche in conclusione del suo ragionamento, rimane la Scuola pubblica che ha definito ‘la grande infrastruttura dell’eguaglianza’: “si tratta di una sfida –ha detto infine- da vincere insieme al sindacato. Così come vinceremo la sfida di ridare con forza centralità al lavoro alla sua difesa, alla sua dignità”.

Prima di lui l’assemblea congressuale aveva ascoltato il segretario regionale della Fiom Toscana. Mauro Faticanti, espressione della minoranza congressuale, ha accolto nel suo intervento il proposito, espresso nella relazione di Gramolati, di avviare, a conclusione di questa assise, una stagione di gestione unitaria del sindacato regionale. Faticanti ha tracciato il quadro di un Paese dove la democrazia è a rischio e dove si sta lentamente scivolando verso un regime: “non è possibile –ha rimarcato- che sia possibile esprimere il proprio voto per decidere chi debba lasciare ‘il grande fratello’ e non sia invece possibile votare sul proprio contratto di lavoro”. Inscrivendo questa anomalia in una cornice di un capitalismo che seppur reso più forte della sconfitta del comunismo, “sembra una bestia impazzita, che mangia il pianeta, incapace di autoregolarsi”. Faticanti ha riconosciuto il forte consenso della mozione di maggioranza,di cui è primo firmatario il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, come dato incontrovertibile, “ma –ha aggiunto- bisogna riconoscere contemporaneamente la vittoria nella Fiom della mozione di minoranza”, primo firmatario il segretario della Fisac Mimmo Moccia, scongiurando l’ipotesi di un sindacato dei metalmeccanici “istituzionalmente collocato all’opposizione” ed auspicando che sia la scelta dell’unità a guidare l’azione futura della Cgil. “Rappresentiamo la sola speranza per i tanti ragazzi, ragazze, giovani che ci guardano e credono nella Cgil –ha concluso Faticanti- perché convinti come noi che l’unico vero nemico sia la rassegnazione”.

“Non possiamo permettere che il 40mo anniversario dello Statuto dei lavoratori sia l’ultimo a causa di questi ministri e della compiacenza di Cisl e Uil”. Questa affermazione forte è uno capisaldi dell’intervento di Morena Piccini, segretaria nazionale della Cgil, a conclusione del congresso. Nel salone del Palazzo dei Congressi di Montecatini sono riecheggiate più volte le parole diritti, democrazia, lavoro. Parole che sono state il filo conduttore del ragionamento della dirigente di Corso d’Italia che afferma: “Dobbiamo avere consapevolezza del compito storico che abbiamo e dobbiamo giocare fino in fondo, anche con più fiducia in noi stessi, perché questa fase è totalmente diversa, questa crisi generale è totalmente diversa, e non è stata affrontata con strumenti giusti”. Ma di questa emergenza si sta facendo un utilizzo strumentale, dice ancora la sindacalista: “ E’ evidente che la crisi economica è usata dalla destra e dal padronato, tutto, per cambiare profondamente gli assetti sociali e il rapporto lavoro-impresa. Per realizzare un progetto di società più diseguale, meno solidale, un modello di società dove lo stato non è più garante dei diritti collettivi e le persone sono lasciate sole con se stesse”. Ed è proprio contro questo disegno che il sindacato e i lavoratori devono fare argine. Occorre impedire la riduzione dei diritti collettivi, il ridimensionamento dell’intervento pubblico nella scuola, nella sanità, nella previdenza.

Il modello sociale che questa maggioranza da anni prova ad affermare – non c’è riuscita nel 94, nel 2001 - è quello della responsabilità individuale al posto della responsabilità pubblica, del diritto che ciascuno si “contratta” in solitudine al posto dei diritti collettivi conquistati con le lotte di tanti. E le norme in materia di lavoro che questo parlamento produce sono esattamente funzionali a questo modello. Ma, sottolinea Piccinini, proprio su questo versante la Cgil ha ottenuto risultati importanti nel corso degli ultimi mesi, è riuscita ad impedire la derogabilità individuale contenuta nell’accordo separato del 22 gennaio ed è per questo che il governo ci ha riprova con il provvedimento sull’arbitrato. Dice infatti la segretaria: “Il provvedimento sull’arbitrato è un attacco a tutti i diritti fissati per legge e per contratto, non solo l’art.18 e rappresenta un grande processo di derogabilità individuale nel nome della supposta e inesistente parità tra lavoratore e impresa”. Ed aggiunge: “E’ nostro compito impedirglielo con ogni mezzo: sindacale, contrattuale, vertenziale, giurisprudenziale”.

C’è una sola strada da percorrere per sconfiggere il modello sociale dell’individualismo, della solitudine, della riduzione dei diritti, quella della riaffermazione di alcuni valori fondamentali. E per Morena Piccini sono due i valori di fondamentali da riconquistare: la dignità del lavoro e la dignità della persona. “la questione della precarietà è immediatamente connessa al fatto che il lavoro non è più al centro della vita delle persone e questo significa che non è più al centro di un racconto comune. Per questo, per noi affermare la contrattazione a tutti i livelli, la rappresentanza di tutto questo disagio, significa riconquistare questa appartenenza comune e una nuova identità sociale”. E la dignità della persona riguarda noi e riguarda anche il nostro rapporto con l’immigrazione, quante Rosarno piccole e medie ci sono in Italia si è domandata la dirigente sindacale?

Un grande compito e una grande sfida, ha ripetuto più volte nel suo intervento Piccinini, spetta alla Cgil e al sindacato tutto. Ed allora i passaggi dedicati alla sua organizzazione non potevano mancare. “Proprio la crisi rende sempre più evidente l’esigenza che il lavoratore e il pensionato sia rappresentato in tutte le sue dimensioni di vita. Per questo una rinnovata confederalità significa assumere tutti un nuovo impegno per tentare di ricostruire una identità sociale e un senso comune di fronte ai grandi processi disgregativi. Confederalità non è ognuno padrone a casa propria, ma non è neppure cessione di sovranità, è condivisione di sovranità. Confederalità significa saper riconoscere la profonda necessità di interdipendenza come valore condiviso”.

In conclusione del suo ragionamento di Morena Piccini è tornata là dove era partita: “Noi stiamo lavorando per ridefinire il ‘nuovo contratto sociale’ degli anni 2000 che ha al centro il riconoscimento della dignità del lavoro, la lotta contro le diseguglianze e la necessità di conquistare un grado elevato di giustizia sociale, il rinsaldarsi del rapporto tra diritti sociali e diritti civili, un grande processo della rappresentanza come parte più generale della questione democratica aperta nel paese”.

 

 

 


Cgil Toscana: Gramolati, piano decennale di sviluppo
La relazione del segretario generale, dal titolo “Migliorare il lavoro, migliorare la Toscana”. La proposta di un progetto 2010-2020. “Il mercato del lavoro penalizza donne, giovani e migranti. Non si può più rinviare la questione salariale”

di Vanna Palumbo e Roberta Lisi - Rassegna.It 18.03.2010

MONTECATINI TERME - “Voglio dedicare questo congresso a Emiliano Bessi, 49 anni cittadino di questa provincia, morto sul lavoro morto per vivere”. Queste le parole usate da Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil Toscana, in apertura della assise congressuale in corso a partire da oggi a Montecatini Terme.

“Migliorare il lavoro, migliorare la Toscana” non è solo il titolo della due giorni di lavori ma anche il filo conduttore della proposta politica e sindacale che il leader sindacale ha rivolto alla platea di delegati, dei numerosi ospiti in rappresentanza delle istituzioni locali, dei partiti di maggioranza e opposizione, di Arci, Anpi, Università, Confesercenti, Legacoop, Pubbliambiente, Istituto Gramsci, Anci, organizzazioni sindacali della regione, della Svezia, dei Paesi Baschi e della Germania.

Dopo una breve analisi sulla condizione del lavoro in Toscana e una riflessione preoccupata sulla situazione del Paese a partire dallo scontro istituzionale in atto, questione ineludibile perché “E’ un tema che dobbiamo porci tutti perché la democrazia non è lo spazio di una parte, ma lo spazio dove alberga la libertà di ciascuno di noi e, come diceva Bruno Trentin , Gramolati ha motivato la scelta di dedicarsi alle proposte per il futuro del territorio: “Solo migliorando il lavoro possiamo affrontare alcuni dei nodi critici che stanno insidiando il modello di coesione al quale la nostra regione si ispira. E non vi è dubbio che la prima condizione per migliorare il lavoro è difenderlo”. E prosegue il segretario “dovremo – infatti - fare i conti con una disoccupazione di massa di lungo periodo con conseguenze evidenti”.

Convinto che il futuro del lavoro abbia bisogno di una nuova stagione di sviluppo, Gramolati ha delineato il progetto di “Preparare una Toscana 2020 collegata a Europa 2020” sapendo che le 4 principali sfide da affrontare globalizzazione, cambiamento demografico, cambiamento climatico, energia. “Occorre ridisegnare un nuovo sviluppo fondato su tre linee di azione convergenti: conoscenza e innovazione; economia verde; valorizzazione del capitale umano e lotta alla povertà”.

“Cosa significa questo in concreto di fronte alla nullità progettuale del governo Berlusconi?”, si domanda il segretario e risponde: “prendiamo il caso della crisi climatica e energetica. Nonostante un sordo sabotaggio da parte italiana, un anno fa la Ue ha adottato il famoso pacchetto clima e energia [entro 2013 Italia dovrà ridurre le emissioni climalteranti del 13% e accrescere l'uso di energia da fonti rinnovabili fino al 17%], la proposta che avanziamo alla Toscana è che le due prossime legislature si concentrino su questa sfida, caricandosi autonomamente sulle spalle la responsabilità di attuare quell’impegno. Si tratta di allestire un piano nel quale assegnare un ruolo fondamentale alla Toscana meridionale e alle straordinarie potenzialità dei suoi distretti rurali. Superando per questa via il “dualismo” del modello toscano.

Un piano che punti ad una crescita industriale e di qualificazione dei servizi verso questi nuovi obiettivi. Dieci anni, nel corso dei quali concentrare il massimo delle risorse, ricerche e formazione allo scopo di strutturare filiere produttive e di servizio di eccellenza, anche ricorrendo a forme mirate di fiscalità. Costruendo relazioni qualificate con i numerosi campioni tecnologici presenti in tutti i sistemi territoriali e promuovendo l’arrivo di nuovi, in uno stretto rapporto con l’Università e la ricerca. Definendo grandi piattaforme tecnologiche per energie alternative anche come momento di qualificazione e riconversione di importanti siti industriali come quello costiero o quello pratese che debbono collocarsi su una fascia produttiva a un più alto valore aggiunto senza abbandonare la propria responsabilità verso il sistema ambientale e sociale toscano”. Noi pensiamo che la costruzione di tutto questo debba essere affidato a una nuova stagione di contrattazione.

Una contrattazione che si concentri a livello regionale su un numero selezionato di progetti, ne condivida gli obiettivi e ne misuri i risultati”. “Misurare i progetti avviati e i loro risultati”, dice ancora Gramolati rappresenta una vera rivoluzione nel rapporto tra politica e cittadini”.

Il progetto decennale per lo sviluppo della Toscana 2010-2020 che lancia Gramolati si focalizza sulla necessità di “concentrare il massimo delle risorse, della ricerca e della formazione per strutturare filiere produttive e di servizio di eccellenza. Anche - sottolinea il segretario - ricorrendo a forme mirate di fiscalità”.

“Dobbiamo fare del ‘pubblico’ un reale e concreto presidio di legalità”, prosegue il leader sindacale, sostenendo che “il pubblico non può essere confinato nel ruolo di ufficiale pagatore degli errori del privato, ma deve rompere ogni alterità con il privato stesso”. Una azione che per Gramolati è possibile solo attraverso un forte protagonismo dei lavoratori che migliori l’efficienza e la qualità come dimostra il modello sanitario regionale. Il processo riformatore presente nel suo progetto esclude scenari come quelli che oggi annoverano “34 società di trasporti, 39 società di rifiuti, 7 società per l’acqua e numerose agenzie di promozione territoriali che non rispondono più in termini di efficienza e di costi ai bisogni dei cittadini e che inibiscono qualsiasi politica di investimento”.

Problemi che, insieme a quello che Gramolati individua come ulteriore ostacolo rappresentato dai localismi, si frappongono a ogni scelta di sistema. Una scelta che va compiuta subito e per la quale il sindacalista propone un metodo di governo rigoroso e trasparente: obiettivi limitati e concentrati per consentire finalmente il monitoraggio periodico dei risultati, un dibattito pubblico incardinato su dati e problemi reali, l’accertamento delle responsabilità. In questa “rivoluzione nel rapporto tra politica e cittadini, la Toscana –aggiunge – può diventare un laboratori avanzato”.

Ridurre le diseguaglianze tra i sessi, tra le generazioni e tra le genti è uno dei capitoli più significativi della relazioni di apertura del 9 congresso della Cgil Toscana che si è aperto questo mattina a Montecatini Terme con l’intervento del segretario uscente Alessio Gramolati. Obiettivo importante che deve essere contestuale al processo di sviluppo.

Il mercato del lavoro toscano penalizza donne, migranti e giovani
Per Gramolati, le donne sono penalizzate sia nell’accesso al lavoro, con un tasso di occupabilità lontano dagli obiettivi di Lisbona e più basso che in altre regioni del centro nord, che nei livelli retributivi, più bassi del 16 p.c. rispetto agli uomini. Analogamente per i giovani: “sono gli ultimi ad entrare stabilmente nel mercato del lavoro e i primi ad uscirne nei processi di crisi, vittime di un modello che trasforma quello che dovrebbe essere un trampolino, in trappola”. “Addirittura – prosegue il sindacalista- la Toscana è 20 punti sotto la media europea quanto ad utilizzazione dei giovani con titolo di studio”. Per quanto riguarda gli immigrati, aggiunge il segretario “nonostante la buona legge regionale, assai diversa normativa nazionale, si registrano preoccupanti criticità che la crisi tende ad esasperare, a partire dal superfruttamento e dal lavoro nero e minorile”.

La questione salariale: la terra della seconda casa e non del primo lavoro
“Non si può rinviare – dice Gramolati – la questione salariale che vede le nostre retribuzione ai livelli più bassi del centro nord.” Il ciclo economico che si è concluso con la crisi ha indicato la Toscana più come luogo di consumo che di produzione e innovazione. “Siamo quelli della seconda casa e non del primo lavoro”. Sotto accusa per il segretario, “l’alto consumo del territorio oggi sopito dalla crisi ma, a suo dire, che potrebbe ripresentarsi in nome dell’emergenza e in assenza di nuovo sviluppo”. Sotto accusa anche il rapporto tra industria e territorio. “Un rapporto da sanare e - per il sindacalista - questo compito tocca all’industria, rea di un modo sbagliato di fare impresa”. “A risentirne secondo il leader della Cgil, una occupazione stabile, la tutela ambientale, l’innovazione”. Queste le ragioni della necessità “di fare sistema” e di “ricostruire un blocco sociale trainante e culturalmente coeso che attorno al valore del produrre, dell’innovare, dell’integrare esprima tutto il valore del lavoro, il gusto degli obiettivi nuovi e di una nuova cittadinanza sociale”.

Le conclusioni del suo intervento Gramolati le dedica al sindacato cui spetta, insieme agli altri soggetti, realizzare quel sistema “attraverso una nuova stagione contrattuale e una nuova pratica concertativa che liberi l’azione sindacale dai burocratismi autoreferenziali dove le divisioni l’hanno confinata. Una pratica sindacale innovativa che rigetta l’idea di un sindacato contemplativo e che risponda alla domanda di libertà, al bisogno di emancipazione con iniziative di riscatto civile. Per noi – aggiunge- questa idea passa attraverso la contrattazione, la democrazia e l’autonomia, le sole che definiscono il carattere sindacale di un’organizzazione”.

Creato il: ven 12 mar, 2010 5:38 pm
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