Landini, «Una grande manifestazione, per un vero cambiamento»
9 Feb

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“Sarà una grande manifestazione, perché c'è una grande voglia di cambiamento. E sarà l'occasione per chiedere al governo che si apra una vera trattativa con il sindacato, per arrivare a un cambiamento vero”. Così il nuovo segretario generale della Cgil Maurizio Landini, intervenuto domenica 27 gennaio alla trasmissione tv “1/2 h in più”, in onda su Rai Tre e condotta da Lucia Annunziata, parlando dell’appuntamento dei sindacati per sabato 9 febbraio a Roma.

Il giudizio sul governo è molto duro: “Si sono definiti il ‘governo del cambiamento’, ma non stanno cambiando quasi nulla e, quando lo fanno, spesso è in peggio”. Da un punto di vista più nettamente politico, Landini afferma di continuare a “considerare Lega e Cinque stelle due soggetti diversi. Bisogna cercare di capire quali sono le diversità, anche se oggi sta prevalendo il peggio di questa loro unione. I Cinque stelle? Sono la forza che ha raggiunto il maggior numero di voti, ma li si deve giudicare per quello che stanno facendo, ed è il tratto di destra che oggi prevale. Lega e Cinque stelle comunque fanno un giochino, fanno finta che uno è governo e uno è opposizione”.

Molto difficili sembrano i rapporti dell’esecutivo con i sindacati. “Il governo ha sbagliato a non venire al congresso di Bari”, dice Landini. “Un paese così complesso come l'Italia – aggiunge – non lo si cambia da soli. Per cambiarlo devi coinvolgere tutte le grandi associazioni di rappresentanza dei lavoratori nel confronto e nella discussione. Il governo non deve necessariamente essere d'accordo con i sindacati, ma non può non confrontarsi con noi”.

Landini ha anche affrontato le due misure principali varate dal governo. “Noi non critichiamo la lotta contro la povertà, non diciamo che non si deve fare il provvedimento, ma critichiamo come lo si sta facendo, perché oggi si è poveri anche lavorando”, illustra a proposito del reddito di cittadinanza: “Andava allargato lo strumento del passato governo, il Rei, e ampliati gli ammortizzatori sociali per tutti”. Riguardo alle pensioni, infine, per Landini l’esecutivo “non deve spacciare quota 100 per un cambiamento della Fornero, così non si cambia nulla”.

Tra i tanti temi toccati nel corso dell’intervista condotta da Lucia Annunziata, anche quello dell’immigrazione. “Bisogna smettere di usare le persone a fini elettorali”, ha affermato Landini a proposito della situazione della Sea Watch 3: “Sono persone in ostaggio di chi li vuole usare a fini elettorali, mi auguro che nelle prossime ore ci sia una reazione della società civile”. Per il segretario Cgil “è folle far credere agli italiani che il problema è l'invasione dei migranti, quando sono di più i giovani italiani che vanno all'estero per lavorare. Si cerca di raccontare un mondo che non esiste”. Infine, la Tav: “Ho i dubbi e le perplessità di sempre, ma la maggioranza della Cgil non si è detta contraria alle grandi opere, c'è appunto una maggioranza che dice che i cantieri bloccati vanno riaperti”.

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Sindacati in piazza il 9 febbraio. Cgil, Cisl e Uil organizzeranno una grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma, “per sostenere la piattaforma sottoposta ai lavoratori, per cambiare le scelte dell'esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito"

Cgil, Cisl e Uil organizzeranno una grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma sabato 9 febbraio "per sostenere le proposte unitarie contenute nella piattaforma sottoposta ai lavoratori, per cambiare le scelte dell'esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito". I sindacati ne hanno dato notizia con un comunicato unitario, in cui "valutano positivamente il percorso di mobilitazione svoltosi negli scorsi mesi a sostegno della piattaforma unitaria”.
“Il consenso delle decine di migliaia di lavoratori, pensionati e giovani” alle proposte di Cgil, Cisl, Uil, “emerso in occasione delle centinaia di assemblee organizzate su tutto il territorio nazionale”, è stato pressoché unanime e “ha rappresentato un primo importante momento di confronto e discussione delle proposte sindacali con i lavoratori e i pensionati italiani sul documento consegnato nello scorso mese di dicembre al presidente del Consiglio che si era impegnato a dare continuità al confronto, mai avvenuto, su alcuni capitoli indicati dal sindacato".
"La legge di bilancio appena approvata - per i sindacati - ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili che non hanno trovato riscontro nella legge di stabilità avanzata dal Governo".

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Durissimo il giudizio di Cgil, Cisl e Uil sulla manovra del governo

“Una Legge di Bilancio sbagliata, miope, recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale . Per rispondere ad una impostazione di politica economica assolutamente sbagliata e che non recepisce le richieste della piattaforma unitaria Cgil, Cisl e Uil sono pronte alla mobilitazione unitaria che culminerà con una grande manifestazioni nazionale a Gennaio ”.
È il duro giudizio che Cgil, Cisl e Uil esprimono in una nota unitaria sul Maxiemendamento approvato questa notte con voto di fiducia al Senato e che aggiungono per le modalità della sua approvazione, rappresenta una grave lesione alla democrazia parlamentare”.
“Nel testo approvato da Palazzo Madama non c’è il minimo sforzo per intercettare le urgenti e profonde necessità espresse dai territori, dal lavoro, dalle categorie più deboli.
Di fronte alle enormi difficoltà dei lavoratori, dei pensionati, dei disoccupati, dei giovani, si risponde con la logica assurda e incoerente delle spese correnti e dei tagli al capitale produttivo. Le risorse per gli investimenti - già limitate - sono drasticamente ridotte, bloccando così gli interventi in infrastrutture materiali e sociali – a partire da sanità e istruzione - necessaria leva per la creazione di lavoro, la crescita e la coesione sociale territoriale. Si fa cassa con il taglio dell’adeguamento all’inflazione per le pensioni sopra i 1522 euro lordi al mese, il blocco delle assunzioni nella PA fino a novembre e le risorse –insufficienti- per il rinnovo dei contratti pubblici. Nessuna risposta sugli ammortizzatori e neppure sul versante fiscale per lavoratori e pensionati dove invece si sceglie di introdurre la flat tax e nuovi condoni. Una legge di bilancio che colloca per il 2020 e 2021 sulle spalle degli italiani un debito di oltre 50 miliardi in virtù delle clausole di salvaguardia, vincolando così anche per il futuro qualunque spazio per interventi espansivi che facciano ripartire il paese.
Un andamento che non risparmia, ma anzi infierisce di più sulle aree deboli del Mezzogiorno, come dimostra il drammatico ridimensionamento del cofinanziamento europeo per la convergenza territoriale.
Quella voluta dal Governo è una Manovra che non qualifica la spesa, e umilia economia reale e competitività, schiaccia la centralità della buona occupazione e del lavoro nelle dinamiche di crescita e di coesione nazionale.
Lasciare che la politica economica italiana sia ridotta a questo significa condannare il Paese al declino e alla definitiva rottura del suo tessuto sociale e produttivo.
Cgil, Cisl e Uil non possono che condannare questo andamento ed esprimere il più forte dissenso a tale politica economica. Per questo il sindacato confederale, oggi unito in un fronte compatto di proposta sulla base di una piattaforma programmatica condivisa e sostenuta da decine di migliaia di lavoratori e pensionati annuncia l’apertura di una stagione di mobilitazione e di lotta nelle categorie e sui territori che culminerà con una grande manifestazione nazionale unitaria a Gennaio.

Creato il:dom 23 dic, 2018 4:13 pm

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