LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE
Di: Andrea Brachi - Segretario Generale FP Cgil Toscana
lun 14 lug, 2008
Brachi Andrea
Avevano promesso che l'Italia si sarebbe rialzata... più sviluppo e lavoro, meno tasse, più sicurezza alla nostre città con più fondi alle forze dell'ordine, più forza alle famiglie... e così via...
Il “decreto legge 112”, la delega al governo “finalizzata all’ottimizzazione della produttività nel lavoro pubblico” insieme al disegno di legge contenente le “misure per lo sviluppo economico…” dicono l'esatto contrario.
Lo stesso Governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni (vice Presidente di Forza Italia) dichiara che le proposte avanzate dal Governo sulla sanità sono “inaccettabili ed insostenibili. Ci vengono presentatati dei tagli pesantissimi con decreto legge, nemmeno con un disegno di legge, senza la possibilità di discutere; nemmeno prendere o lasciare: solo bastonate”.
Domandiamoci cosa rischiano le Regioni per quanto riguarda la sanità pubblica. Semplice: di ridurre i servizi, di avere meno posti letto e meno personale e di fare pagare il ticket anche a carico delle categorie ora esenti (anziani con patologie invalidanti, malati oncologici, a prescindere dal reddito). È davvero un ottimo risultato!!! E dove è finito il bonus bebè che doveva essere varato nel primo Consiglio dei Ministri?
L'unica cosa fatta è stata quella di cancellare l'ICI, l'unica tassa davvero federale che permetteva ai Comuni di dare servizi essenziali soprattutto per i cittadini più deboli. Per non ricordare che il 14 aprile Silvio Berlusconi prevedeva una “soluzioni italiana per Alitalia entro un mese da oggi”. Ancora: si sono inviati 3.000 militari nelle grandi città e nello stesso tempo, con i vari interventi di “riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni” si sono tagliati 6.000 posti nelle Forze dell’Ordine! Quante promesse, quante bugie, quanta demagogia!!!
Per le Pubbliche Amministrazioni la ricetta “Tremonti/Brunetta” prevede tagli e solo tagli, pesanti, senza un vero e proprio “piano industriale”. Si era promesso più sicurezza e più fondi per le Forze dell’Ordine. Guarda caso è uscita, il 13 giugno 2008, una circolare del Viminale che stabilisce che gli accreditamenti per le manutenzioni ordinarie sono sospesi così che sarà impossibile, per esempio, comprare il toner per le stampanti, cambiare una lampadina, aggiustare un auto di servizio. Anche una circolare riservata del Ministero della Giustizia giudica la “situazione insostenibile con conseguenze estremamente negative per il funzionamento della giustizia”.
Vedete, siamo di fronte non solo a pesanti attacchi ai diritti ed al salario dei dipendenti pubblici, ma si sta procedendo allo smantellamento dello stato sociale. Non potremo più garantire per tutti servizi pubblici essenziali come la sanità, la giustizia, la sicurezza, l’educazione, indispensabili a tutti i cittadini ma soprattutto a quelli più deboli.
Per tutte queste ragioni la Funzione Pubblica CGIL si è opposta e si oppone ai vari decreti, ai disegni di legge che questo Governo sta adottando sulle Pubbliche Amministrazioni. Il blocco delle assunzioni (1 assunzione ogni 10 pensionamenti) colpisce in maniera indiscriminata a prescindere dalle reali situazioni. Come può un Comune medio piccolo (che in Toscana sono il 75% e che non hanno più di 50 dipendenti) continuare a gestire i servizi se deve aspettare, prima di assumere un nuovo dipendente che ne siano andati in pensione dieci?
Certo la soluzione per questo Governo è semplice: si privatizza! Ben vengano i privati a gestire la gran parte dei servizi pubblici: sanità, assistenza agli anziani, alla prima infanzia, alla sicurezza, alla tutela dell’ambiente ed altro ancora. Privato è meglio, ci dicono. Peccato che spesso non è così! Dove si è privatizzato, dopo qualche anno, si è potuto verificare che i costi non sono diminuiti e che la qualità non è aumentata.
Viene spontanea una domanda: ma perché non fare si che le Pubbliche Amministrazioni non gestiscano meglio i servizi, con più efficienza ed efficacia prima di darli in mano ai privati?
Sarà che questi servizi producono un giro di soldi tali da far gola a qualcuno? Che è un affare (per pochi…) che si mettano sul mercato? Fra l’altro sarà il mercato a stabilire le regole ed i costi, cosa conviene fare o cosa è meglio non fare, con la buona pace di chi ha bisogno.
Per tutte queste ragioni dobbiamo fermarli, prima che continuino su questa strada. Qui non è solo in gioco la dignità dei lavoratori pubblici, la loro professionalità, qui è in gioco lo stato sociale, i beni comuni (sanità, istruzione, ambiente, sicurezza).
Per questo invitiamo i cittadini a sostenere la nostra battaglia che è anche contro i disservizi, gli sprechi, l’inutile burocrazia. Certo noi siamo anche contrari all'attacco dei nostri diritti, dei nostri salari e siamo stanchi della demagogia e delle campagne di stampa contro tutti i dipendenti pubblici, delle inutili generalizzazioni. Ma siamo altresì contrari allo smantellamento del servizio pubblico perché garantisce i diritti fondamentali a tutti i cittadini.
Possiamo dire che meno dipendenti pubblici è uguale a meno servizi per i cittadini, più povertà e più disuguaglianza. Coloro che guadagnano molto, quelli che evadono, potranno permettersi la loro sanità privata , la loro istruzione privata ed invece i poveri, i più deboli, i lavoratori dipendenti si dovranno arrangiare.
Stiamo organizzando, unitariamente a Cisl-Fps e Uil-Fpl, in tutte le città, in ogni Azienda sanitaria, nei Comuni, nelle Amministrazioni Provinciali, presidi e manifestazioni di protesta. Cercheremo di spiegare ai cittadini che l'attacco a noi è un attacco, non più tanto velato, ai loro diritti, alla loro sicurezza, al loro reddito. Per questo deve essere una battaglia comune!

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