LA PRIMA CONFERENZA STAMPA DI SUSANNA CAMUSSO SEGRETARIO GENERALE
Di: Paolo Serventi Longhi [rassegna.it]
mer 03 nov, 2010
Susanna Camusso

"Se dovessi dire cosa penso degli scandali privati del presidente del Consiglio sarei censurata a priori. C’è un inaccettabile tendenza ad offendere le donne, considerate come merce da usare e da vendere, senza alcun rispetto per la dignità delle persone". È terminata con una risposta ad una domanda sulla vicenda della vita privata del premier la prima conferenza stampa di Susanna Camusso da segretaria generale della Cgil. "Lo dico da tempo – ha proseguito Camusso –, sul metro della condizione della donna si misura la democrazia di un paese, e nel nostro stiamo tornando indietro. Dobbiamo recuperare la capacità di indignarci, di reagire, contro le offese, l’umiliazione delle donne sennò toccheremo davvero il fondo".

Susanna Camusso è entrata nella saletta riservata ai giornalisti, numerosissimi, accompagnata da Guglielmo Epifani, il quale ha ringraziato l’informazione ed ha ribadito la sua soddisfazione per l’elezione di Susanna. "Ora – ha aggiunto – mi metterò un po’ di lato. Mi dedicherò alla ricerca, all’informazione, alla scuola quadri. Non è un ripiego, sento la necessità di riflettere e di studiare. Ma resterò nella Cgil, e non farò mancare certo il mio contributo".

La neo segretaria ha risposto alle domande sulla situazione politica, economica e sociale: "Il governo ha cercato di dividere il sindacato – ha detto – usando la crisi per peggiorare le condizioni e i diritti dei lavoratori. L’Italia è l’unico paese in cui non vi sia stato un serio confronto tra governo e sindacati per discutere su come uscire dalla crisi. Larga parte delle organizzazioni imprenditoriali hanno seguito per molto tempo lo stesso schema. Noi dobbiamo però cogliere i segnali che vengono da chi nel mondo dell’impresa cerca risposte condivise alla crisi stessa, risposte che siano diverse da quelle che il governo ha dato, poche o nessuna".

Quanto alla Fiat, Camusso ha sottolineato l’esigenza che sia confermata la cassa integrazione per ristrutturazione, ma non ha commentato il negoziato in corso sulla cig in deroga per Pomigliano. "La Fiom – ha aggiunto, rispondendo ad una domanda – è un pezzo della Cgil. Qualche volta abbiamo avuto opinioni diverse, ma le risposte ai lavoratori metalmeccanici sono un problema sia della Fiom sia della Cgil. Noi chiediamo alla Fiom che sappia anche proporre".

Sull'unità sindacale, Camusso ha posto il problema di come riprendere il filo di un rapporto "purtroppo" interrotto: "Occorre partire – ha rilevato – dalle regole della democrazia e della rappresentanza". Sui rapporti con l’opposizione politica, la segretaria generale ha sottolineato che "la Cgil è gelosa della propria autonomia. Sappiamo però – ha osservato – che non siamo autosufficienti e che siamo attenti a quanto sostengono le forze di cambiamento e di progresso. Ma siamo preoccupati per la frantumazione di queste forze che rappresentante l’alternativa a questo governo. Si può comunque ripartire dal lavoro e ragionare insieme".

Lo sciopero generale? "Dobbiamo decidere se, come e quando spenderlo. Nel momento in cui servirà a raggiungere determinati risultati. Del resto ne abbiamo fatti tre in un anno e mezzo di scioperi generali". Come dobbiamo chiamarla, segretaria o segretario generale? "Ne abbiamo discusso. In Cgil c’è la tradizione di riconoscere la funzione e non la persona, perciò segretario generale". Ma lei davvero – hanno insistito i giornalisti - come vorrebbe essere chiamata? E Camusso, sorridendo: "Chiamatemi un po’ come vi pare".

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