SICUREZZA LAVORO. SUBITO I DECRETI ATTUATIVI DEL TESTO UNICO, PREVENZIONE E CONTROLLO RESTINO COMPETENZA REGIONALE
Di: Ufficio Stampa
mer 23 lug, 2008
Sicurezza sul Lavoro
Dopo un anno, il 2007, in cui si era registrata una riduzione del numero degli infortuni sul lavoro, anche di quelli mortali, i primi dati disponibili del 2008 lasciano intravvedere una curva di nuovo al rialzo. La strage continua ed è inaccettabile. Qualcosa di positivo si è comunque registrato in questi ultimi tempi: grazie all’azione del sindacato e grazie al "lavoro" che sta caratterizzando il settennato del nostro Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, l’attenzione al problema è aumentata.
Le morti sul lavoro, gli incidenti sono un po' meno routine e un po' meno colpa del destino cinico e baro. Ogni incidente è un incidente di troppo, guai ad abbassare la guardia! Per evitarlo il comune sentire, l’attenzione al problema è condizione indispensabile anche se non sufficiente. In Toscana non ci si è limitati a denunciare , si è fatto molto di più. Abbiamo un patto per la sicurezza a livello regionale fra parti sociali ed istituzioni a cui ne sono seguiti altri a livello provinciale, abbiamo una buona legge sugli appalti - sarebbe stata anche meglio senza l’intervento della consulta che ha ribadito la competenza esclusiva allo stato centrale-, si sta già lavorando alla definizione dei bandi e dei capitolati tipo. Per questi obbiettivi il sindacato, unitariamente, i lavoratori che in esso si riconoscono si sono molto impegnati.
Verificheremo i risultati, esigeremo l’applicazione puntuale di quanto liberamente pattuito, ora ci resta da fare la cosa più importante, mettere mano all’organizzazione del lavoro, verificarne condizioni, carichi, ritmi. Non ci fermeremo e non accetteremo un ritorno all’indietro.
Abbiamo accolto con soddisfazione l’approvazione del Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Si è, con questo intervento legislativo, conclusa una battaglia storica dei lavoratori e del sindacato. Il nuovo testo implementa il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e accentua l’importanza della formazione quale strumento fondamentale della prevenzione. Ma non siamo alla fine, mancano decine di decreti attuativi che di tutto hanno bisogno tranne che di ridiscutere il Testo Unico. Il nuovo governo si muove con annunci ad effetto - "piano straordinario di formazione" , "deburocratizzazione" - nel mentre persegue l’obbiettivo di ridurre gli obblighi per le imprese. Vigileremo affinché non si apra una fase di destrutturazione del sistema, che oggi vede al centro le ASL che con il servizio di prevenzione svolgono la loro azione a partire dal territorio. Sull’onda dell’emozione suscitata da gli ultimi drammatici incidenti, la prima risposta del ministro Sacconi, è stata quella del ‘Piano straordinario di Formazione’ e di più ‘Ispettori’. Misure solo apparentemente adeguate visto che il tesoro e la finanziaria hanno deciso tagli alla sanità per 6 miliardi nei prossimi tre anni. Facile prevedere, sia pure per stato di necessità, un abbattimento consistente degli investimenti in prevenzione. Si è anche annunciato un incremento degli Ispettori Centrali con un evidente rischio di destrutturazione del sistema regionale. La logica è quella del controllo ministeriale sulle politiche della prevenzione, tagliando fuori e mortificando l’intervento e la partecipazione dal basso.
Una nuova centralizzazione non è accettabile neanche nella versione della surroga alle inadempienze o al mal funzionamento dei servizi territoriali delle ASL in alcune regioni. Se da qualche parte i servizi di prevenzione e vigilanza non funzionano è necessario intervenire in quella direzione e vincolare le regioni a precisi programmi di adeguamento dei servizi. Una azione di prevenzione e vigilanza che non parta dal territorio e dal luogo di lavoro perde efficacia e finisce per assumere un ruolo prettamente burocratico. Ovviamente difendere la centralità del modello territoriale, non significa accettarne acriticamente il funzionamento, ma essere capaci di analizzarne i limiti e lavorare per superarli.

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