MORTI SUL LAVORO NO EFFETTI COLLATERALI
Di: Alessio Gramolati - Segr. Generale Cgil Toscana
lun 01 set, 2008
Alessio Gramolati 02
E’ un fatto che il lavoro in Italia paga il suo tremendo tributo di sangue. Non c’è anno nel quale non si contino le vittime di infortuni e di incidenti spesso mortali, quasi sempre evitabili. Era forse inevitabile l’inferno della Thyssen Link esterno, quello di Porto Marghera Link esterno, di Molfetta Link esterno e gli altri cento, mille inferni? Se esiste un indice per rappresentare la svalutazione del lavoro, basta guardare e leggere in questo girone infernale fatto di lutti e di dolore. Esiste in questo un grande tema che si chiama sicurezza, eppure viene trattato con un certo strabismo.
E’ come se queste vittime, quelle sul lavoro, fossero vittime “minori”, in qualche modo inevitabili, appunto.
Fossimo in guerra si direbbe effetti collaterali. Ma non siamo in guerra. Nonostante ciò le vittime sul lavoro hanno superato, nella stessa unità di tempo, quelle che gli USA hanno avuto nella guerra in Iraq. C’è quindi una grande questione nazionale ancora tutta da riconsiderare nella sua dirompente attualità. Una questione non archiviabile, come per fortuna non smette di ricordarci il presidente Giorgio Napolitano Link esterno, perché ogni vittima non solo è un lutto insopportabile, ma soprattutto è un fatto evitabile.
La sicurezza sul lavoro non è una chimera, è un obiettivo giusto e possibile, presuppone e necessita di impegno, rigore e coerenza.
In Toscana, la mia regione, si è fatto molto. Hanno fatto molto i sindacati confederali, le istituzioni e le parti sociali. Abbiamo buone leggi, molto buona quella sugli appalti pubblici, servizi ispettivi e di prevenzione attenti anche se non sempre coordinati tra loro e da potenziare. Nonostante ciò infortuni e lutti non si fermano. Sappiamo che dietro a ciascuno di essi ci sono precise responsabilità, a volte comportamenti negligenti, che vanno condannati e puniti. Ma a noi questo non basta: perché sappiamo che dietro ad ogni vittima c’è la sconfitta di tutti, anche nostra. Il lavoro è vita, è occasione di emancipazione economica e sociale. Non possiamo accettare che si trasformi nel suo contrario. Nessuno dovrebbe accettarlo, e nessuno lo accetta, a parole, ma le chiacchiere stanno a zero, sono i fatti a contare. E’ un fatto l’impegno delle nostre categorie sul terreno che ci è proprio, quello dell’intervento sindacale sull’organizzazione del lavoro. Su come prevenire i rischi, su come costruire una sensibilità e un controllo reale sul lavoro, su come costruire una cultura della legalità e sicurezza. Su questi problemi da tempo chiediamo la disponibilità della associazioni di impresa ad aprire tavoli di contrattazione locali ed aziendali. E’ un tema questo da affrontare con grande rigore e coerenza e mal si concilia la disponibilità che in Toscana abbiamo trovato ai tavoli contrattuali con la richiesta di Confindustria di ridurre le sanzioni per chi non rispetta le norme. E’ un fatto, di contro, l’assenza dei decreti attuativi del T.U. sulla Sicurezza Link esterno. Un fatto insopportabile è anche la decisione della Umbria Olii Link esterno che, ad un anno e più di distanza dal tragico rogo a Campello sul Clitunno Link esterno dove morirono 4 operai, si è rivolta al magistrato per chiedere 35 milioni di danni alle famiglie delle vittime Link esterno.
Manovra del governo sbagliata e inadeguataSono un fatto, infine, le scelte del governo tese a deregolare il mercato del lavoro. Orario più lungo, mano libera sugli straordinari, contratto a termine anche per l'attività ordinaria, deroga a livello aziendale della durata massima di 36 mesi, deroga al diritto di precedenza nell'assunzione a tempo indeterminato per i lavoratori che abbiano già un contratto di lavoro a termine nella medesima azienda, cristallizzazione di fatto dello stato di precarietà nulla hanno a che vedere con la sicurezza che richiede regole certe ed esigibili, rapporti il più possibile stabili, conoscenze e saperi che non si costruiscono con il job on call Link esterno.

Editoriale del 23 Luglio 2008 a cura di Alessio Gramolati sulla sicurezza sul lavoro

Raggiungi la sezione del Portale dedicata ad Alessio Gramolati, Segretario Generale Cgil Toscana

► INAIL: dati infortuni Link esterno

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Link esterno

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