IN 60.000 A FIRENZE PER UNIVERSITA' E RICERCA PUBBLICHE E DI QUALITA'
Di: Ufficio Stampa
mar 21 ott, 2008
In 60.000 hanno sfilato per le vie del centro cittadino, si sino ritrovati in Piazza San Marco, nella piazza della sede centrale dell’ateneo fiorentino, che in poco tempo si è riempita all'inverosimile. Prima che il corteo partisse. di avanzamento in avanzamento, si è riempita tutta via Cavour e Via Martelli. Il corteo era già in piazza Signoria e Piazza san Marco era ancora stracolma: la più grande manifestazione del settore scuola che mai sia stata fatta nel capoluogo toscano.

La manifestazione regionale dei lavoratori dell’Università, degli Enti di Ricerca e dell’Afam era stata indetta dalle organizzazioni sindacali della toscana FLC CGIL, CISL UNIVERSITA’, FIR CISL, UIL PA UR e organizzata insieme alle rappresentanze degli studenti universitari. Imponente la risposta degli studenti universitari cui si sono aggiunti gli studenti medi impegnati nell’occupazione dello loro scuole. Sono arrivati da tutta la Toscana, da citare i 3000 arrivati di buon ora, in treno, da Pistoia.

Le scelte del governo rischiano di portare al fallimento gli atenei e gli istituti di alta formazione artistica e musicale, mettere in discussione il diritto allo studio universitario, disperdere le competenze che hanno consentito di far avanzare la nostra ricerca scientifica.
L'ulteriore riduzione di personale e finanziamenti pubblici escluderà il nostro sistema di ricerca dai grandi progetti europei, senza un adeguato cofinanziamento è infatti impossibile partecipare ai bandi o accedere a commesse esterne.

Per battere queste scelte sono scesi in piazza  professori, ricercatori, precari, studenti, lavoratori, ma anche genitori e semplici cittadini che hanno a cuore il futuro della scuola, che vogliono pubblica e di qualità. In tanti e molto determinati, a guardarli netta è stata la sensazione  che la giornata di oggi è solo l’inizio di una battaglia difficile certo, ma che si può vincere.

Gli slogan nel corteo chiedono investimenti in cultura e ricerca, chiedono stabilità per i precari, l’esatto contrario di quello che il governo e i suoi ministri stanno facendo. E gli studenti non sembrano avere dubbi: "con questa riforma a scuola non si torna", hanno urlato in continuazione. nb



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