O SI CAMBIA O SI VA GIU' NON SI PUO' FARE CASSA SUI PIU' POVERI
Di: Alessio Gramolati
dom 04 dic, 2011
gramo4

Per tempo, e spesso inascoltati, abbiamo denunciato la gravità della situazione del Paese. Senza esitazione abbiamo salutato come una discontinuità la nascita del nuovo Esecutivo. Il fatto che non sia il governo dei peggiori a dare soluzione ai problemi che ha generato rappresenta un fatto positivo. Così come rassicurano il rigore e l'irreprensibilità delle persone che compongono il nuovo governo, a partire dal Presidente del Consiglio Professor Monti. I propositi annunciati all'atto dell'insediamento, dichiarando di voler raggiungere l'obbiettivo del risanamento dei conti pubblici, unitamente a quello della crescita e dell'equità, rappresentavano una novità positiva. Per tutto questo il nostro giudizio sulla manovra è scevro da preconcetti ed è rigorosamente ancorato al merito. Ed è sul merito che il nostro giudizio è negativo.
La manovra, per le parti che conosciamo, manca della discontinuità che era stata annunciata: manca in primo luogo l'equità, deboli sono gli interventi sulla crescita, incerto il risultato del risanamento. Di nuovo a pagare sono solo i ceti produttivi e i pensionati; quelli, per capire, che avevano già pagato con oltre 150 miliardi di euro le finanziarie e le manovre del governo Berlusconi. Di nuovo si è rinunciato a chiamare alle proprie responsabilità quella parte che fino ad oggi ha dato poco o nulla per uscire dalla crisi. Non c'è una patrimoniale sulle grandi ricchezze, troppo debole l'iniziativa contro evasione ed elusione fiscale, non si fa abbastanza verso chi ha scudato i capitali e verso chi li detiene all'estero. Di nuovo indenni le rendite finanziarie.
Contrasteremo queste ipotesi e questi interventi e indicheremo le alternative affinché la manovra cambi. Sappiamo che la posta in gioco è altissima. C'è un Paese sul baratro. Si deve evitare il fallimento e con esso il fallimento dell'euro. Noi pensiamo che restare in Europa sia un bene per l'Italia ma vogliamo restarci con la dignità di un grande Paese che difende e rispetta il valore del lavoro e dello stato sociale. Vogliamo rimanere europei e da europei diciamo che non si può fare cassa sui più poveri e sui contribuenti onesti. Perché questa è la vecchia politica, quella che minando coesione sociale ed equità ci ha portati sul baratro. O si cambia o si va giù.

Condividi questo contenuto

Le ultime notizie

21-10-2019
La Regione convocherà la proprietà dell'azienda ....
21-10-2019
Agevolare la realizzazione di investimenti inseriti in processi ....
21-10-2019
In Italia sono oltre un milione e 260 mila i bambini che vivono ....
21-10-2019
"Sono qui per esprimere amicizia, stima e solidarietà ....
21-10-2019
Continua lo stato di agitazione sindacale dei lavoratori dell’Autogrill ....
©CGIL TOSCANA - progetto sviluppato con il CMS ISWEB« di ISWEB S.p.A. | Credits | Privacy CHI SIAMO ISCRIVITI
Italiano     English     Franšais     Deutsch     Espa˝ol     Russo
Questo Sito Utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Se vuoi saperne di pi¨ leggi la Cookies Policy Ok (Informativa Estesa)