GOVERNO ILLIBERALE VUOLE ESCLUDERCI MA CISL E UIL NON GLI BASTERANNO
Di: Guglielmo Epifani - Segr.Generale Cgil
lun 17 nov, 2008
Epifani Guglielmo (icona)

Segretario Epifani lasciamo perdere per favore la questione della cena segreta a cui lei non è stato inviato:
Guardi quella cena cui il maggior sindacato italiano non è stato invitato è stata organizzata da Tremonti e da quella parte del governo di cui fa parte a pieno titolo il ministro Sacconi, che punta sistematicamente ad escludere la Cgil, per cui è difficile non tenerne conto. Se si muove Berlusconi non è per sorbire te e pasticcini. Ed è bene che i lavoratori sappiano, infatti, che in quelle cena si sono messe le basi per un accordo separato sul modello contrattuale e sulle misure contro la crisi.

Ma allora perché Bonanni e Angeletti dovrebbero continuare a negare, se poi lo attaccano esplicitamente, con toni che tra i sindacati confederali non si sentivano da lustri?
E' un pessimo segno, fa pensar male anche chi non vorrebbe. Le sembra comunque normale discutere le sorti dei lavoratori a casa del Presidente del Consiglio escludendo il maggior sindacato, l'Ugl, le associazioni di impresa, a cominciare dalle piccole, e il settore commerciale che paga e pagherà la recessione, per di più mentendo ai propri iscritti a al paese? Se anche noi avessimo opinioni molto diverse da Cisl e Uil, proprio per questo tali opinioni andrebbero ascoltate, tanto più che i governi responsabili nei momenti di crisi, come nota il presidente Napolitano, cercano il consenso più ampio, non gli accordi separati.

Il governo è dunque irresponsabile?
Un governo che discute soltanto con chi è d'accordo con lui è sicuramente illiberale: dovrebbe chiamare a raccolta tutte le proposte per uscire dalla crisi e invece assistiamo a posizioni puramente ideologiche, come quella del ministro Sacconi.

Ma se lei al té con i pasticcini di Berlusconi non c'era, come sa quali meravigliosi provvedimenti per il lavoratori ha promesso il governo?
A parte l'antefatto simile al 2001, quando l'allora segretario della Cisl trattò con il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini il “patto per l'Italia”, poi soprannominato patto della lavanderia dal luogo in cui Savino Pezzotta sgusciò per non farsi scoprire, e che Berlusconi non mantenne, il governo si sottrae al confronto perché le proposte contro la crisi non sono all'altezza. Che senso ha avuto detassare gli straordinari quando il lavoratori vanno in cassa integrazione? Nessuno, come ha rilevato anche la Banca d'Italia. Al massimo vedremo una politica caritatevole, nessun allargamento significativo degli ammortizzatori sociali, il contrario di quello che ha promesso di fare Obama in America.

Allora lei accusa la Cisl e la Uil di fare la cinghia di trasmissione al governo, la stessa accusa che era rivolta alla Cgil nei confronti del PCI, o, peggio, di fare il sindacato giallo.
Vedo un collateralismo sindacale con tendenze neo-corporative.

Illiberalismo, corporativismo, non vorrà pronunciare, segretario, la parola fascismo?
Aggiungerei ideologismo, la stessa logica che presiede alla vicenda delle Commissione di Vigilanza delle RAI. Già sull'Alitalia Berlusconi disse: si può fare a meno della Cgil. Noi abbiamo sempre detto che il governo di centrodestra è il risultato di un voto democratico, ma riconoscere questo non vuol dire cancellare il profilo delle nostre proposte: per cui non accettiamo diktat, né un accordo fallimentare come quello della lavanderia del 2001.


Così le dicono che è bolscevico.
La storia della Cgil è la storia di un grande corpo riformista, per cui dicano quello che vogliano, ma è falso.

Eppure, l'impressione è che lei sia troppo sensibile all'ala meno dialogante della Cgil, quella che fa capo a Giorgio Cremaschi.
Guardi che Cremaschi è un radicale liberale, non certo un bolscevico: E' bolscevico chi teme che le condizioni economiche e sociali si aggravino ancora, con una parte sempre più larga di lavoratori che ne soffrirà, in un paese sempre più ineguale?

Vede il rischio che si torni agli anni cupi del terrorismo?
Non c'è nessun segnale in questa direzione: Il movimento dei ragazzi è pacifico, salvo qualche provocazione di gruppi di destra sulla scuola. Mi sembra che ci sia forza e maturità.

Scusi Epifani, i suoi colleghi Bonanni e Angeletti dicono realisticamente: questo governo è molto forte, governerà per altri 4 anni e mezzo, se non prendiamo almeno quello che ci da, noi che fine faremo da qui al 2013?
La buttano in politica. Vorrei ricordare che noi facemmo lo sciopero generale contro il governo Prodi. Il fatto che il governo Berlusconi è forte e durerà non può uccidere la coerenza. E comunque noi siamo sempre disponibili a mediare.

Su quali basi?
Sospensione della detassazione degli straordinari, più tutela per i precari e per chi sta peggio, più cassa integrazione in deroga, politiche fiscali adeguate, cominciando dalla detassazione della tredicesima. Le sembra estremismo o il meglio della tradizione sindacale?

Ma Berlusconi dice che non voi non tratta perché significherebbe trattare col PD e con Veltroni, che dalla crisi tra i sindacati non trae certo vantaggio.
Certo che no. E gli effetti sono in molti campi, a cominciare dal Parlamento, non solo nel PD, che è un partito plurale per il quale l'unità sindacale è un punto di riferimento, ma anche il PD deve usare la bussola per il proprio orientamento.

Cosa direbbe a Berlusconi e Tremonti per farsi invitare a prendere almeno un cappuccino?
A crisi eccezionale, risposte eccezionali. Conviene anche al governo.

intervista al quotidiano La repubblica del 16.11.2008.-

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