
lun 20 mag, 2013 Alessio Gramolati Un rapporto naturale, quello che lega la lotta alle mafie con il mondo del lavoro. E' come una proporzione geometrica: più crisi, più illegalità. Più illegalità, meno diritti. Viceversa: più lavoro porta più diritti e meno illegalità.
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CRISI: A CHI INVOCA IL CODICE DI GUERRA DICIAMO CHE LA DEMOCRAZIA VIENE PRIMA lun 16 lug, 2012 Di: Alessio Gramolati Ogni qualvolta una nuova catastrofe si abbatteva sul mondo, l’uomo ha cercato nell’irrazionale la spiegazione delle nuove sofferenze.
Questa “fuga” dalla realtà è stata sempre ben coltivata dal potere se non addirittura foraggiata. Le superstizioni consentivano di allontanare le proprie responsabilità dalle circostanze critiche che i potenti del tempo avevano il dovere di affrontare.
Pestilenze e pandemie, guerre e carestie, erano colpa di volta in volta dell’ira di Dio, degli untori, del complotto platomassonico-giudaico così come del nemico alle porte e rappresentavano comodi alibi per il potere.
Quando c’era una nuova grande sfiga la colpa era sempre di qualcun altro.
L’epidemia del nostro tempo è la crisi economica. E’ iniziata in America, l’ha generata la finanza, complice una certa politica che non l’ha contrastata, e si è propagata con la speculazione, contagiando il mondo.
Ha messo in ginocchio la sovranità degli stati e impoverito i popoli, in primo luogo i lavoratori e i piccoli risparmiatori.
Il nostro Presidente del Consiglio, Professor Mario Monti, di fronte a questa “pandemia” ha avuto modo di farci sapere il suo pensiero sulle responsabilità di quanto accade ed ha detto che “la colpa è della concertazione”!
Se non fosse per quello che sta capitando a tanti nostri concittadini, ai nostri giovani, ci sarebbe stato da ridere!
Invece dobbiamo chiederci: com’è possibile che un uomo come “super Mario” faccia un’affermazione così grossolana?
La concertazione è un strumento; nel 1993 il suo uso consentì di fronteggiare i danni prodotti dai potenti della Prima Repubblica e di far entrare l’Italia in Europa.
Nei 20 anni successivi, oltre i due terzi dei quali occupati dai governi di Silvio Berlusconi, la concertazione è stata più evocata che praticata.
Difficile credere che Monti non lo sappia. C’è quindi da ritenere che più che al passato il suo ragionamento alludesse al futuro.
Questa crisi non prevede che si possa concertare, men che mai confrontarsi e contrattare è diventata roba per ricchi. Il Presidente del Consiglio l’ha detto chiaramente : “Siamo in guerra!”. E in guerra la democrazia viene dopo.
Per noi no, la democrazia viene prima. Perché la pandemia che affrontiamo è il risultato dell’indebolimento democratico, della capitolazione della politica al potere economico e alla finanza. Solo se la democrazia ristabilisce il proprio primato sull’economia si potrà trovare l’uscita.
L’oligarchia che ci ha messi in questa situazione non ha le idee nuove per tirarci fuori. Può solo gridare “all’untore” per nascondere le proprie difficoltà e responsabilità.
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