DIALOGO COL GOVERNO SULLA SETTIMANA CORTA MA LA MOBILITAZIONE CONTINUA
Di: Guglielmo Epifani
mar 23 dic, 2008
“È necessario avviare un tavolo sulla crisi: in questa fase e con il nuovo anno, quando fra gennaio e aprile si manifesterà il picco negativo della crisi economica, bisognerà concentrarsi sulle modalità con cui affrontare gli effetti di questa situazione”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, proponendo al direttivo della confederazione di Corso Italia un calendario d’iniziative per proseguire la mobilitazione, tra le quali una manifestazione a Roma per la fine di marzo.

Secondo il leader sindacale, “serve il contributo di tutti ed è necessario prima confrontarsi, poi tocca naturalmente al governo decidere. Fare il contrario, com’è accaduto con la riforma della scuola, determina solo confusione e incertezze”. Dev’essere chiaro, però, secondo Epifani, che “il tavolo di confronto chiesto recentemente anche dalla Confindustria non può riguardare solo le conseguenze della crisi, e cioè la gestione degli ammortizzatori sociali, ma deve partire dalle scelte di politica macroeconomica e industriale”.

I segnali continuano ad essere negativi, ha sottolineato Epifani, a partire dalle indicazioni ormai quotidiane, che riguardano crisi e occupazione e confermano le valutazioni delle Cgil, del Fmi ai richiami del governatore della Banca d’Italia, ma a fronte di questo quadro preoccupante ‘’il governo si conferma miope e l’ottimismo del presidente del Consiglio non giustificato’’. Se anche c’è stata qualche apertura sull’allargamento degli ammortizzatori sociali, le risorse non sono sufficienti né sono tempestivi i tempi di attuazione.

A proposito del dibattito sulla settimana corta e sull’utilizzo di contratti di solidarietà il segretario della Cgil ha osservato: ‘’ben venga l’avvio di un confronto con governo e imprese su tutte le forme di tutela, ed è bene che si sia passati da un’impostazione priva di senso che prevedeva la detassazione degli straordinari a questa nuova ottica. Servono politiche di sostegno contro la crisi industriale, servono anche strumenti parzialmente nuovi e soprattutto risorse più rilevanti’’. Sì, dunque, a strumenti di solidarietà a patto che ‘’siano inseriti in un quadro di tutele che evitino il distacco dei lavoratori dai posti di lavoro, non escludano i lavoratori precari e non costituiscano una furbizia per evitare al soggetto pubblico di investire tutte le risorse necessarie’’.

Epifani è tornare a ricordare le priorità della Cgil a partire dalla necessità di riduzione del prelievo fiscale per i lavoratori dipendenti e pensionati (‘’nessuno ha potuto contestare i nostri dati relativi ad un incremento del gettito Ire derivante degli effetti del drenaggio fiscale’’) e di una più equa distribuzione del peso del fisco. Inoltre ha rilevato l’assenza di una politica industriale del governo, rimarcandone il silenzio a fronte della crisi della Fiat e delle ipotesi prospettate dal suo amministratore delegato.

Per quanto riguarda le pensioni Epifani ha ribadito il no a una ‘’eguaglianza formale del pensionamento di uomini e donne’’ e indicando invece la strada della flessibilità in uscita ‘’prevista dalla riforma Dini e cancellata da Maroni’’.

Precari, pensionati, donne e Mezzogiorno sono per Epifani, i soggetti intorno ai quali concentrare l’attenzione perché sono i più colpiti in questa fase di difficoltà. Il segretario ha così proposto al direttivo un calendario di iniziative a partire da gennaio con piattaforme unitarie, dove possibile, a cominciare da quelle dei pensionati. ‘’Faremo tutte le iniziative unitarie possibili – ha detto – ma se non sarà possibile la Cgil non starà ferma perché non è accettabile l’idea di un sindacato subalterno che rinuncia e lanciare e sostenere le proprie proposte’’. Per la fine di marzo Epifani ha proposto una manifestazione nazionale a Roma per dare forza alla richiesta di cambiamento della politica economica, sociale e fiscale del governo.
da rassegna.itr

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