Aprile decisivo per la Lucchini, sta al governo fare chiarezza
Di: Alessio Gramolati
lun 31 mar, 2014
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Aprile sarà decisivo per la Lucchini di Piombino. Ad oggi, tranne gli impegni fissati dalla Regione con l’accordo di programma, troppe cose appaiono incerte. Se non sarà fatta chiarezza ci saranno gravi conseguenze: ad aprile finirà infatti l’approvvigionamento di minerale per tenere in marcia l’altoforno; questo si spegnerà e tutta l’area a caldo con l’indotto sarà fermata, spalancando le porte della Cassa integrazione per migliaia di persone. Le conseguenze sociali ed economiche di tutta la regione, e di quella della Val di Cornia in special modo, saranno gravissime. Di fronte a questo rischio, il governo avrebbe già dovuto fare chiarezza sulle offerte e sull’affidabilità degli interlocutori che le hanno presentate. E’ da mesi che diciamo (inascoltati) che - senza ledere le norme del bando di gara e le prerogative del commissario - non si può trattare una vertenza come questa facendo a meno di un ruolo del governo ai massimi livelli, tanto più se nelle offerte si affacciano interlocutori stranieri che dichiarano di essere disponibili a investire fino a tre miliardi di euro. Perché un investimento di questa entità è di per sé un affare di stato. Se su questo ci sono ombre, come sostengono autorevoli quotidiani, è bene sia il governo a dire una parola chiara. Perché, se la proposta è credibile, va esplorata ai massimi livelli (ricordo che l'ex premier Letta si mostrò giustamente orgoglioso, dopo la visita negli Emirati, per aver trovato circa mezzo miliardo di investimenti); se invece vi sono giochi di millantatori o speculatori, questi vanno svelati e denunciati con fermezza, perché non è consentito prendersi gioco di migliaia di famiglie e del Paese. Se l’Italia vuole finalmente dimostrare di avere una politica industriale deve avere un’idea chiara di ciò che vuole, degli interlocutori che si presentano in questi processi e degli interessi che portano avanti. Anche quelli di coloro che vorrebbero veder fallito il rilancio di una siderurgia moderna e rispettosa dell’ambiente eliminando un concorrente, e accaparrandosi il suo mercato per continuare a produrre acciaio senza ricorrere a nuovi investimenti. Perché fare industria senza investire è ancora di moda nel Bel Paese e a Piombino si può dare un segno concreto di cambiamento. Anche per questo la vertenza della Lucchini sarà importante per il futuro di tutti.
Ps: c'è uno dei pretendenti che si dice pronto a fare un'offerta vincolante. E' importante che ciò avvenga, in tempi stretti e modalità chiare. Perché - come dicono a Piombino - i discorsi se li porta via il vento, e le biciclette il livornese.
 

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