E' un voto per una nuova Europa Non la gara a chi la spara più grossa
Di: Alessio Gramolati
lun 19 mag, 2014
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Un voto di prima grandezza in un continente di mezzo miliardo di cittadini e il primo PIL del mondo, dovrà decidere con quali politiche far uscire i propri popoli dalla più lunga e grave crisi dal dopoguerra.
Perché non c’è dubbio che serva agire in quanto ciò che viviamo non è il frutto della malasorte, basti guardare al fatto che con politiche monetarie e investimenti pubblici di segno opposto al rigore e all’austerity europeo, paesi e popoli colpiti come noi dalla crisi ne stanno uscendo con una decisa ripresa manifatturiera ed esportazioni e occupazione in aumento.
Sono state quindi scelte sbagliate che c i hanno messo nella parte sbagliata del mondo e l’Italia non può dirsi estranea a queste scelte; anzi, ad essere onesti se guardiamo gli ultimi dati relativi a crescita, export, debito e occupazione vediamo che noi abbiamo problemi più gravi degli altri e non possiamo cavarcela dando la colpa solo ad altri. Eppure, piuttosto che riconoscere onestamente questa situazione ed indicarne una realistica e ragionevole via d’uscita, l’offerta politica pare tutta confinata nello spazio del populismo, come se la gara a chi la spara più grossa potesse ridurre la gravità della situazione. Come se ingiurie, invettive e promesse roboanti potessero creare qualche posto di lavoro. Anche questa è una prerogativa tutta italiana, perché in altre democrazie europee dove crescono con la crisi populismi, nazionalismi e spinte xenofobe ci sono forze politiche che li contrastano e non si mettono in gara a chi la spara più grossa. Perché anche questa volta il voto passerà e allora dovremo tornare a fare i conti con i problemi reali e con un paese ancora più lacerato e sfiduciato sulle proprie reali possibilità. Quelle possibilità saranno più grandi solo se sulla rabbia, l’esasperazione e la paura prevarrà la solidarietà e il lavoro.
Qualunque sia il nostro voto, sarà questo il faro del nostro agire.

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