Concordia: Scelta politica quella di Renzi per Genova
Di: Mirko Lami
mar 01 lug, 2014
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Dopo varie conferenze dove ne a destra ne a manca si son presi le responsabilità, hanno fatto in modo che questa palla la prendesse direttamente il Consiglio dei Ministri che ha deciso; ci dispiace per altri porti, dice il Presidente Renzi, la Concordia viene smaltita in Italia, a Genova.
Una decisione presa su indicazione dell'armatore della Costa e giudicando il porto di Genova pronto logisticamente e con le adeguate professionalità per lo smantellamento. Lasciando chiaramente intendere che Piombino non è stato scelto in quanto le infrastrutture necessarie non sono al momento disponibili e lanciando dubbi sulla professionalità delle maestranze e delle ditte. Ci permettiamo di sottolineare che se il porto di Piombino è in ritardo è anche per responsabilità del governo che ha dato in ritardo i permessi necessari per l'avvio dei lavori e che comunque a settembre questi saranno finiti, certamente a Genova ci sono valide professionalità ed esperienze nella cantieristica, ma sia Piombino come la provincia di Livorno non sono da meno come storicamente riconosciuto nella costruzione e riparazione navale a livello internazionale, fa specie che nessuno se lo sia ricordato. Questi nostri dubbi ci fanno pensare che la scelta di Renzi di portare la Concordia a Genova, in barba agli impegni assunti di fronte al Presidente della Regione, alle istituzioni locali e alle organizzazioni sindacali al momento della firma dell'accordo di programma, rappresenta una chiara scelta politica che nulla a che vedere dal punto di vista tecnico e ambientale. Il dato di fatto è che, Genova tra qualche giorno avrà il relitto e Piombino ha un accordo di programma che si sviluppa in tre o quattro anni e che deve essere costruito cammin facendo. Ma nel frattempo i lavoratori devono vivere attraverso gli ammortizzatori sociali? E il territorio come fa a vivere? Questa scelta riduce notevolmente la possibilità di reimpiego in tempi brevi dei lavoratori oggi in cassa in deroga, cig e contratti di solidarietà a 800 euro al mese con negozi che chiudono, PMI che non sanno come affrontare il rientro dal periodo estivo, artigiani che si perdono, insomma un territorio che sta subendo un dramma sociale mai conosciuto a cui la “Concordia” avrebbe dato una boccata di ossigeno. Questa scelta inoltre rischia di far venir meno la possibilità che dei privati investano per la costruzione di un bacino di carenaggio per attività di smantellamento e riparazione navale. Se questa non è stata una scelta politica, ci smentisca e allora si assuma fino in fondo la responsabilità di proseguire in tempi rapidi sulla strada indicata dall'accordo senza più tentennamenti e prese per i fondelli.
Piombino ha tutti gli elementi per produrre acciaio e deve tornare a produrlo, attraverso nuovi impianti come il corex, il forno elettrico, l'hisarna, per puntare su energie rinnovabili, su termovalorizzatori, inceneritori facendo un businnes come hanno fatto in Austria, in Germania, valorizzando le nuove infrastrutture portuali sul commerciale, turistico e industriale, in sinergia con gli altri porti della toscana. Come sindacato continueremo insieme alle Istituzioni locali e alla Regione ad incalzare il Governo ed a fare proposte ma sta allo stesso Governo lavorare velocemente ed assumersi le responsabilità di far uscire la città da un declino economico e sociale altrimenti inesorabile.
Mirko Lami Coord. CGIL Piombino Val di Cornia

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