All'Obihall, per far parlare (di nuovo) di giustizia sociale
Di: Alessio Gramolati
lun 07 lug, 2014
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Il nostro Paese è con ancora tanti problemi, molti dei quali riconducibili alla grande questione del lavoro. Il lavoro non è sufficiente per tutti e quello che c'è è precario. Dobbiamo partire da qui per affrontare gli ostacoli alla possibilità di ripresa e di una crescita virtuosa. Ad aver portato sofferenza tra le persone è un carico di ingiustizie che si sono prodotte, sul fisco come sugli aspetti previdenziali. Tanta gente è fuori dal mercato del lavoro anche perché si è creato uno spostamento di tempi improponibile per accedere alla pensione, bloccando il turnover. La legge Fornero è stata costruita senza confronto, e come tutte le cose fatte senza l'ascolto ha prodotto danni impressionanti come quello degli esodati. Si è tolto molto ai padri scaricando insopportabili incertezze sui figli, che andranno in pensione a 67-70 anni senza poter vivere dignitosamente: non possiamo permetterci di condannare alla povertà intere generazioni. Poi c'è la questione del reddito. Si sono intraprese iniziative a favore dei lavoratori, ma non coprono l'interezza del mondo del lavoro. Così come restano fuori incapienti, pensionati, gente che arriva a 1.400 euro al mese: pagano tanto sul piano fiscale senza avere benefici dai primi provvedimenti. Cosa fare? Intanto, riaprire una discussione su queste cose, rifiutando il modello dei pochi che decidono per tutti senza confrontarsi con nessuno. Noi vogliamo partire dall'ascolto di lavoratori, giovani e pensionati: giovedì 10 luglio, all'Obihall di Firenze, i protagonisti all'Attivo di Cgil-Cisl-Uil della Toscana saranno i delegati di queste categorie sociali. Dopo, partirà una campagna di assemblee, nel maggior numero possibile di luoghi di lavoro, leghe e territori, dove le persone tornino a parlare dei loro problemi e dei loro diritti. Sì, perché la crisi non sparisce cancellando i diritti delle persone. C'è infatti un punto che non sfugge: in Europa la crisi la pagano i ceti meno abbienti, ed è il motivo per cui il nostro continente non riesce a ripartire. In altre parti del mondo, dove hanno puntato sulla redistribuzione, c'è ripresa. Da noi manca la giustizia sociale. Proprio quella che il movimento sindacale vuole riportare al centro di questa vertenza.

10 LUGLIO HOBIHALL FIRENZE ASSEMBLEA QUADRI E DELEGATI CGIL CISL UIL TOSCANA

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