La sfida toscana del riordino istituzionale
Di: Alice D'Ercole, Patrizia Bernieri, Monica Pagni
lun 02 feb, 2015
Protesta province

La mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori delle Province, che in questi mesi ha visto impegnata la CGIL e la FP CGIL in inziative, manifestazioni, presìdi e occupazioni in tutto il territorio regionale ha avuto una parola d'ordine chiara: difesa dei servizi pubblici. La Legge di stabilità del Governo Renzi ha infatti ridotto di 1 miliardo di euro le risorse per l'anno 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi dal 2017. Un taglio che oltre a mettere in ginocchio gli Enti Provincia e quindi la continuità nell'erogazione dei servizi da parte di questi Enti, di fatto rischia di vanificare la riforma Delrio che lo stesso Governo aveva varato solo qualche mese prima.
Di fronte a questo caos normativo e finanziario, avevamo due strade: la prima, cavalcare la legittima protesta. E l'altra, sollecitare la Regione ad individuare una strada che provasse a riformare il sistema, riqualificando i servizi e dando risposte a cittadini e lavoratori. La Regione è intervenuta, unica in Italia, individuando un percorso di riordino delle funzioni improntanto ai principi di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione e semplificazione dei processi decisionali. L'iter consiliare di approvazione della legge è in corso, ed è fondamentale che questo venga accompagnato dal confronto e da un necessario accordo con le organizzazioni sindacali.
Il riordino delle funzioni delle Province per la CGIL deve rappresentare l'occasione per riqualificare i servizi, per migliorare il rapporto tra i cittadini e le amministrazioni pubbliche, per sburocrattizare e snellire le procedure. Questo lo si può fare semplificando i percorsi ma strutturando tutte le attività di servizio, a partire da quelle che verranno riallocate su Regione e Comuni fino ad arrivare a quelle che rimarranno nelle Province. Manutenzione delle scuole e delle strade, servzi di tutela del territorio (a partire da quelli legati al dissesto idrogeologico), Protezione Civile, Centri per l'Impiego e politiche della formazione sono tutte attività e servizi che devono essere efficientati ma il cui valore e la continuità nell'erogazione non può essere messo in discussione. Questo è possibile solo attraverso una riorganizzazione che garantisca la continuità dei servizi attraverso la valorizzazione della professionalità delle tante lavoratrici e lavoratori pubblici, precari e del sistema degli appalti e delle partecipate delle Province che da anni sono impegnati nelle attività di servizio diretto ed indiretto ai cittadini.

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