La buona occupazione per il diritto alla salute
Di: Alice D'Ercole
lun 02 mar, 2015
Alice D\'Ercole

La FP CGIL, insieme con le altre organizzazioni sindacali confederali di categoria, ha firmato l'intesa con l'Assessore al Diritto alla Salute sulla stabilizzazione del lavoro precario e sulla valorizzazione delle professioni in sanità.
L'intesa impegna la Regione all'applicazione del DPCM sulla proroga dei contratti di lavoro precario, e dà l'avvio alle procedure per la stabilizzazione di tutti coloro che da più di tre anni lavorano nel sistema sanitario toscano attraverso contratti a tempo determinato senza mai la certezza del loro rinnovo. Adesso le procedure per la stabilizzazione prendono il via e con queste la certezza di buona e stabile occupazione a garanzia del diritto alla salute.
E' un risultato importante al quale da mesi la categoria della Funzione Pubblica sta lavorando. Ma l'accordo impegna la Regione anche alla valorizzazione dei tanti lavoratori della sanità che da anni lavorano nella cura e assistenza delle persone senza rinnovo del contratto. Vengono confermate le risorse da destinare alla produttività, ovvero a quella parte di salario accessorio che è destinata alla valorizzazione del buon lavoro e al raggiungimento di obiettivi di qualità dei servizi. Viene riconosciuto quale tempo di effettivo lavoro il tempo destinato al cambio divisa. Un diritto che nel mondo del lavoro privato è consolidato oggi viene riconosciuto anche ai lavoratori della sanità.
E ancora gli impegni presi nell'ambito del processo di riordino del sistema sanitario, in primo luogo alla costituzione di un tavolo permanente che accompagni la riorganizzazione e apra il confronto sulle relazioni sindacali, sulla valorizzazione professionale, a partire dal riconoscimente in legge dei dipartimenti infermieristico e tecnico sanitario, sui modelli organizzativi e organizzazione del lavoro, a partire dal necessario adeguamento delle dotazioni organiche a garanzia della qualità e diffusione dei servizi ai cittadini. E' infatti dal rispetto del giusto orario di lavoro e dei necessari riposi per il recupero psicofisico che passa la qualità delle prestazioni; e questi in sanità possono essere garantiti solo da un'adeguata dotazione organica di inferimieri ed OSS.
E' per questo che la riorganizzazione del sistema dovrà essere l'occasione per immettere nuova forza nel sistema, per invertire la prassi che fa pesare i tagli sulle spalle di lavoratori e cittadini e che in questi anni ha costruito la garanzia e continuità dei servizi, a discapito della qualità degli stessi, basandoli sul mancato mancato rispetto delle norme europee sull'orario di lavoro.
Infine le paventate staffette tra infermieri ed OSS legate alla mera logica di risparmio sono un'idea sbagliata. Infatti non si può pensare di sostituire un infermiere con un tecnico: non per ragioni di casta ma per la tutela della salute dei cittadini. Le riforme non si devono calare dall'alto ma si costruiscono con la partecipazione di tutti i protagonisti - medici, infermieri, OSS, tecnici sanitari, amministrativi e tecnici - e a partire dai luoghi dove si lavora e si garantiscono le prestazioni. Perché è qui che ci sono competenze e conoscenze per migliorare, a vantaggio del sistema e dei cittadini, i servizi e la loro qualità.

* (l'autrice è segretario generale di Fp Cgil Toscana)

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