Buone pratiche di coesione sociale L'attività quotidiana della Cgil
Di: Monica Pagni*
lun 23 mar, 2015
Monica Pagni

Attraverso l’azione nazionale, e la contrattazione e le alleanze nei territori, si può contribuire a creare una società più giusta e ad agire a favore della crescita e del lavoro. Così da sempre proviamo a fare e in tal senso negli ultimi giorni abbiamo portato a buon fine tre progetti: una raccolta di firme per una proposta di legge per garanzie e tutele dei lavoratori degli appalti, un'intesa tra ARCI e SPI per l’organizzazione dei campi estivi nelle terre confiscate alle mafie, un accordo territoriale per creare occupazione con l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie.
Partiamo dal primo punto: il 19 marzo la CGIL ha organizzato una giornata dedicata alla raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sul tema degli appalti. Una percentuale elevata del lavoro oggi è concentrata negli appalti pubblici e privati. Le scorribande normative degli ultimi anni, favorendo il massimo ribasso nelle offerte hanno creato una massa di lavoratori poveri e senza tutele. In più, come è sotto gli occhi di tutti dalle cronache degli ultimi mesi, quello degli appalti è uno degli ambiti che gli interventi legislativi degli scorsi anni hanno trasformato in un’autostrada per l’illegalità. I recenti provvedimenti contro la corruzione agiscono esclusivamente su una delle due parti e quindi avranno quasi il solo effetto di aumentare la burocrazia; agire sulla normativa degli appalti invece, aumentando regole e trasparenza e ripristinando la responsabilità solidale, non solo tutela i lavoratori e i cittadini, ma riducendo la concorrenza sleale favorisce gli investimenti. E’ stimato che l’economia illegale valga tra i 60 e i 70 miliardi l’anno, molti di questi sono negli appalti altri sono “ripuliti” nell’acquisto di beni immobiliari o aziende. Con le leggi giuste e con le alleanze territoriali quei soldi possono tornare nell’economia sana, creare posti di lavoro e rendere il nostro paese un posto migliore. E quella della proposta di legge è una delle iniziative della CGIL in questo senso.
Ma non è finita qui. Infatti, nel campo degli accordi territoriali, nelle ultime due settimane in Toscana abbiamo raggiunto due intese importanti: intanto, quella tra SPI e ARCI per l’organizzazione dei campi estivi nelle terre confiscate alla mafia, in cui il ruolo dei nostri pensionati è quello di “nutrire” i ragazzi che partecipano all’esperienza dei campi. Come? Sia lavorando nelle cucine dei campi ,sia raccontando la storia del lavoro e del sindacato che già in passato aveva contribuito a liberare molte di quelle terre dal latifondismo e oggi continua la sua battaglia per liberarle dalle mafie. Quella dei campi è un’esperienza consolidata, nel 2014 circa 1000 ragazzi tra i 16 e i 19 anni sono partiti alla volta delle terre confiscate.
Ma perché non resti un’esperienza, per quanto importante, occorre trasformarla in uno stile di vita. Da qui nasce l'altra intesa, “BenTornati”, un accordo tra CGIL Toscana, ARCI Toscana Unicoop e Libera (abbiamo ancora negli occhi la meravigliosa manifestazione contro le mafie dei ragazzi di don Ciotti sabato a Bologna) per dare continuità all’esperienza dei campi, con un progetto di formazione continua sulla legalità volto nel concreto a realizzare un Piano del Lavoro per preparare i ragazzi a far rivivere i beni confiscati alla mafia in Toscana, per restituire questa ricchezza alla sua funzione sociale, al territorio e all’occupazione dei nostri giovani. La CGIL nazionale ha presentato una proposta di legge per rendere più sicuro e veloce l’iter di destinazione dei beni confiscati alla mafia: per noi è fondamentale che i beni confiscati siano riconsegnati alla collettività. E anche che i giovani toscani abbiano a disposizione gli strumenti adatti a esprimere una progettualità di lavoro e occupazione su quei beni.
“Corruzione e mafia sono due facce della stessa medaglia”, ha detto sabato don Ciotti: sostituiamole con legalità e lavoro.


* l'autrice è membro della segreteria regionale di Cgil Toscana

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