Un edile non può lavorare fino a 67 anni
Di: Giulia Bartoli
mar 14 lug, 2015
Giulia Bartoli

La Toscana sarà presente all'importante manifestazione di sabato a Roma dove i lavoratori delle costruzioni si incontrano per chiedere a gran voce la modifica delle legge Fornero sulle pensione, una politica industriale diversa, investimenti e attenzione alla legalità.
Il mandato congressuale che i lavoratori ci hanno dato, a partire da una fortissima richiesta proveniente dalle assemblee di base fino all'approvazione di un ordine del giorno al Congresso Nazionale della CGIL, partiva da una affermazione: “I lavori non sono tutti uguali”. E sulla base di questo, il settore sicuramente più penalizzato si è dato appuntamento a Roma. L'obiettivo prioritario è cambiare la Legge Fornero e far sì che questo diventi un obiettivo Confederale di CGIL CISL e UIL. E la Segreteria Unitaria di lunedì scorso sembra andare in questa direzione. Per noi è solo l'inizio, pronti alla mobilitazione se non cambia questa condizione di ingiustizia sociale. Non è pensabile che un cavatore, un edile possono stare in quella condizione lavorativa fino a 65, 67 anni, aumentando enormemente il rischio di incidenti sul lavoro. Oltre a non garantire un turn over con i giovani, senza lavoro o sotto il ricatto della precarietà.
La nostra idea è quelle di rendere sì più flessibile l'accesso alla pensione ma senza penalizzazioni in considerazione della gravosità del lavoro che una persona ha svolto nella vita, a partire dai nostri settori.
In preparazione della manifestazione del 18 luglio la Fillea ha organizzato una iniziativa a Carrara il 10 luglio con i cavatori del distretto Apuo Versiliese. Sono esasperati, sono persone che hanno fatto delle cave la loro vita ma ora arrivati ad un certo punto sono esausti. Sotto il sole cocente d'estate, il freddo d'inverno e coi figli, magari a casa, disoccupati, per i quali vorrebbero un futuro diverso. Ma sono sempre orgogliosi del loro essere cavatori.
Chiediamo inoltre una diversa politica industriale, investimenti che facciano ripartire il settore edile e i comparti affini, creando occupazione per i giovani anche attraverso un'idea diversa di sviluppo che parta dall'innovazione e dalla qualificazione dei settori dei materiali da costruzione.
E poi occorre intervenire sul mercato del lavoro con politiche diverse rispetto al Jobs Act. Va cambiata la norma che introduce il Durc on-line (che non certifica la regolarità in tempo reale, cancella le verifiche della regolarità a livello di cantiere, inibisce la possibilità di agganciare la congruità tra versamenti, costo del lavoro e ammontare dell'appalto e non viene previsto alcun meccanismo che contrasti l'evasione contributiva), va vietato l'utilizzo dei vaucher e occorre contrastate le false partite Iva o le false cooperative. Servono infine regole diverse sugli appalti: un'occasione è il recepimento della direttiva UE con le modifiche al Codice.

 

(l'autrice è Segretaria generale di Fillea Cgil Toscana)

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