Il D.L. Enti Locali aumenta la disuguaglianza tra chi può curarsi e chi no
Di: Patrizia Bernieri
mer 05 ago, 2015
Patrizia Bernieri

Ancora una volta a colpi di fiducia in Parlamento, si sta procedendo allo smantellamento dello stato sociale del nostro Paese, frutto e risultato importante di battaglie che in anni passati noi come sindacato e i partiti della sinistra hanno contribuito a costruire. Dopo la scuola pubblica, con i tagli contenuti nel D.L. Enti Locali si procede verso la negazione ai cittadini di diritti fondamentali come l'istruzione e la sanità. Perché di questo si tratta, altro che risparmi. Evitiamo la presa in giro. Sono ormai evidenza statistica gli effetti prodotti dalla crisi economica e dagli interventi di contrasto sbagliati operati in continuità dai vari governi tecnici e politici - di diversa natura - che si sono succeduti nel Paese. Per primo, l'aumento della disuguaglianza come mai prima era accaduto. Tra chi con la crisi si è arricchito e chi si è impoverito, tra chi lavora e chi il lavoro lo ha perso o non riesce a trovarlo, con dati tragici per i giovani. Tra chi può curarsi e chi no. Si procede disciplinatamente ed in piena continuità, al di là delle alzate di testa teatrali e mediatiche del Presidente del Consiglio, al rispetto della più bieca politica di austerità imposta dalla C.E. o meglio dai paesi più forti nella U.E.
Con il voto del D.L. Enti locali si è proceduto ad un ennesimo taglio di 2,3 miliardi alle Regioni per la sanità. Arrivando così al taglio di 17,5 miliardi dal 2009, come certifica la Corte dei Conti. Crediamo che nessuna parola possa nascondere quanto si sta facendo del nostro sistema sanitario pubblico. Sono i fatti e i numeri che parlano. Parlano il numero crescente delle persone che rinunciano a curarsi per motivi economici ed il numero di coloro che sono già ora costretti a rivolgersi - pagando - al privato, per avere certezza nei tempi della cura e della diagnosi. In Toscana si è proceduto da tempo ad una riorganizzazione del sistema regionale che ha garantito quella sostenibilità economica utile ad evitare il commissariamento, e a offrire servizi dignitosi. Obiettivo raggiunto già ora, prima della nuova legge di riordino e di riduzione delle ASL, attraverso la razionalizzazione della rete ospedaliera e della spesa farmaceutica, la realizzazione di una centrale unica degli acquisti e soprattutto di grandi sacrifici da parte di molti dei lavoratori che vi operano. Sia quelli pubblici, pensiamo per esempio agli addetti ai pronto soccorso, che quelli privati degli appalti, pulizie mense e altro per i quali il taglio lineare del 5% previsto nel D.L. - se non arginato - può diventare devastante.
In Toscana quanto viene indicato di fare per ridurre i costi impropri dal livello nazionale si è già fatto. 'Abbiamo già dato', come ha sostenuto pubblicamente l'assessore Saccardi con la quale avremo modo di ragionare nel confronto previsto dall'accordo sulle relazioni sindacali. Nella nostra regione ora è prioritario portare a definitivo compimento la realizzazione del piano programmato dei servizi territoriali come Case della salute e cure intermedie, parte essenziale della riorganizzazione, e procedere alla riduzione delle liste di attesa in modo qualitativamente e quantitativamente omogeneo in tutti i territori regionali.

Condividi questo contenuto

Le ultime notizie

23-08-2019
“La salvaguardia idrogeologica deve essere una priorità ....
23-08-2019
Il numero di chi fugge dall'Italia è quasi quadruplicato ....
23-08-2019
Il 23 agosto 2007 ci lasciava Bruno Trentin. "Intellettuale di ....
23-08-2019
Un 69enne di Fucecchio (Firenze) è rimasto ferito dopo ....
23-08-2019
Sanità privata, si fa ancora più forte la mobilitazione ....
©CGIL TOSCANA - progetto sviluppato con il CMS ISWEB« di ISWEB S.p.A. | Credits | Privacy CHI SIAMO ISCRIVITI
Italiano     English     Franšais     Deutsch     Espa˝ol     Russo
Questo Sito Utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Se vuoi saperne di pi¨ leggi la Cookies Policy Ok (Informativa Estesa)