Chiusura Prefetture: lo Stato arretra a Prato e Massa Carrara
Di: Sergio Frivoli, Anna Rita Scarola
gio 08 ott, 2015
Prefettura

La Prefettura di Prato, insieme ad altre ventidue prefetture sul territorio nazionale, è stata fatta oggetto del piano di riordino posto in essere dal governo nell’ambito della generale riforma della Pubblica Amministrazione, che prevede la soppressione di alcuni uffici che dovrebbero essere accorpati ad altri; nel caso di Prato l’accorpamento dovrebbe avvenire con la prefettura di Pistoia.
La decisione di sopprimere alcune sedi prefettizie, lungi dall’essere una misura di contenimento della spesa, si caratterizza come un inequivocabile arretramento della presenza dello Stato dal territorio.
In un momento di massima emergenza in materia di gestione dell’immigrazione, della sicurezza e del controllo del territorio, pensare di accorpare ventitré Prefetture significa togliere capacità di intervento allo Stato e ridurre importanti servizi ai cittadini.
Le specificità e le criticità del territorio pratese sono ben note; l’istituzione di un tavolo denominato “Patto per Prato sicura” come necessario strumento di raccordo tra governo ed istituzioni locali per fronteggiare le gravi emergenze legate alla sicurezza ed alla immigrazione, attivato paradossalmente proprio presso la Prefettura di Prato, dimostra in maniera palese che la strada intrapresa dal governo di ridurre notevolmente la presenza dello Stato a Prato non va nella direzione della maggiore tutela dei cittadini nell’ambito della sicurezza e dei servizi.
Anche a Prato è partita la mobilitazione dei lavoratori e nei prossimi giorni verranno organizzate iniziative che coinvolgeranno i lavoratori del comparto sicurezza (personale civile della Questura e Vigili del Fuoco) al fine di sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza.

(Sergio Frivoli – coordinatore delle Funzioni Centrali FP CGIL Prato)

Il Governo pensa di chiudere 23 prefetture. Il Decreto sulla nuova riorganizzazione del Ministero dell’interno priverebbe 23 province tra cui Massa Carrara di presidi essenziali di sicurezza e legalità. Risultato: comunità locali con meno tutele in tema di immigrazione, emergenze, calamità, lotta alla criminalità organizzata, aiuti alle vittime di usura, estorsione e terrorismo. E i lavoratori lasciati nella completa incertezza su destinazione e futuro professionale. La provincia di Massa Carrara in questi ultimi anni è stata investita dalla chiusura e dal declassamento degli uffici dello stato presenti sul territorio. Il continuo smantellamento dei servizi dello Stato e lo spostamento di uffici nella provincia di Lucca stanno trasformando Massa Carrara in una Provincia di serie “B” . Tutto ciò comporterà per il territorio anche una perdita sul piano economico sociale con conseguente perdita di ricchezza perché i lavoratori garantiscono coesione sociale, integrazione e convivenza civile.

(FP CGIL Massa Carrara - ill Segretario Provinciale delle Funzioni Centrali Anna Rita Scarola)

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