EPIFANI: "UNITI PER BATTERE LA CRISI"
Di: Palo Andruccioli (da rassegna.it)
sab 04 apr, 2009
Epifani Guglielmo (icona)
Alle 12,33 il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha cominciato a parlare davanti a un Circo Massimo ormai completamente gremito. “Io credo – ha detto - che comprenderete perché è un grande motivo di orgoglio e di emozione parlare in questa piazza. Insieme in questa piazza dove 3 milioni di persone scrissero una pagina della Storia e dove rispondemmo alla follia disumana del terrorismo. E' una soddisfazione averla riempita di nuovo e non era scontato”. Queste le prime parole del segretario. “Voglio ringraziare voi tutti, tutti quelli che sono venuti qui oggi. Grazie a voi, grazie tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita di questa grande manifestazione. E voglio ringraziare in modo particolare i giovani. Questa manifestazione parla al futuro, parla soprattutto a loro. Poi un grande grazie al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per l'equilibrio e la fermezza con cui svolge il suo compito e per l'attenzione civile che mette sui temi dei morti sul lavoro”. E a proposito di serietà, il segretario della Cgil ha invitato il governo e i tanti commentatori ad avere più rispetto per la democrazia e per le assemblee dei lavoratori che in questi mesi sono state sbeffeggiate.

Il leader ha ripercorso poi tutte le tappe che dal settembre del 2008 a oggi hanno fatto crescere la mobilitazione della Cgil nel paese e ha ribadito tutte le critiche al governo Berlusconi che prima ha sottovalutato la crisi, poi ha messo in campo politiche assolutamente insufficienti. La crisi non si è capita e si è sperato su una ripresa dei consumi che non è arrivata, ma l'esecutivo ha fatto anche di peggio: si è approfittato della crisi per tentare di ridurre i diritti dei lavoratori. Lo si è fatto, per esempio, con l'accordo separato voluto dalla Confindustria. “Alla riunione dei ministri del Lavoro europei la ministra americana del Lavoro ha detto che non si deve approfittare della crisi per ridurre i diritti – ha spiegato Epifani - Noi siamo perfettamente d'accordo con lei, ma è proprio quello che si è tentato di fare in Italia con l'accordo separato sulla contrattazione. Noi avevamo ragione. Altri hanno avuto torto".

Ma l'intervento di oggi di Epifani è stato tutto all'insegna dell'unità. “Per affrontare la crisi si deve stare insieme”, ha detto. Le difficoltà sono sempre più gravi e colpiscono soprattutto i precari, gli immigrati, le donne e gli ultracinquantenni. Ma le politiche che sono state messe in campo dal governo sono insufficienti. E' necessario discutere quindi un intervento serio. “Per questo – a suo giudizio -. "Ma prima di tutto – ha spiegato specificato – è necessario superare la cultura dell'autosufficienza, a cominciare anche dal sindacato”. Nel merito delle politiche, ha parlato del rilancio degli investimenti di politica industriale: è necessario bloccare i licenziamenti e aumentare la cassa integrazione, sono fondamentali le politiche a favore degli anziani, dei pensionati che sono stati colpiti dalla crisi. Centrale anche una nuova politica fiscale.

"Perché – ha chiesto Epifani al governo – l'esecutivo non ha voluto, non vuole fare di più? Perché ha stanziato solo 4 miliardi per fronteggiare la crisi? Perché non percepisce l'urgenza di serie politiche industriali, per l'edilizia, per i servizi pubblici? Perché mette in cantiere solo misure faroniche per i lavori pubblici? E non fa niente per le piccole e medie imprese, e accelerare la domanda e aumentare l'occupazione?" E' forte la critica verso la maggioranza: "Non va bene aspettare che passi la nottata - dice - è dalla nottata che dipende il nuovo giorno". La Cgil vuole “un tavolo vero di confronto”. E visto che il presidente del consiglio, prima di partire per Londra aveva parlato di impegno sociale (ma qui Epifani è stato interrotto da una bordata di fischi e urla – che sono durati 3 minuti -. rivolti contro Berlusconi). “Chiedo, chiediamo al presidente del Consiglio se le sue parole sono dette con sincerità, di aprire subito un tavolo sulla crisi. Per dare risposte ai problemi urgenti che il paese pone. Almeno per una volta il governo ci dia un tavolo vero di confronto".

La crisi – ha detto poi il segretario – può avere anche un altro effetto molto grave: aumentare le divisioni e la xenofobia. Se si alimentano le paure e le diffidenze – ha detto Epifani - l'Italia uscirà dalla crisi più chiusa, più xenofoba e chiusa in se stessa. Ognuno dovrà arrangiarsi da solo, è evidente che il paese sarà più corporativo e chiuso in se stesso. Se si interviene per alimentare le rendite di posizione e non si incentiva il capitale di rischio, la ricerca e l'innovazione, dalla crisi usciremo più deboli e individualisti. Gli ultimi resteranno ultimi e i forti più forti. Un paese immobile nelle gerarchie sociali".

Come si esce allora dall'immobilismo in cui l'Italia si è cacciata? "In questi mesi abbiamo fatto 5.000 intese aziendali, ma il governo non ha accompagnato questo sforzo e dall'accordo separato non è venuto nulla di buono”, ha detto Epifani. “Noi chiediamo che la contrattazione non sia limitata. Per queste ragioni proponiamo a Cisl e Uil di realizzare un grande referendum unitario che sia vincolante anche per la Cgil. Per questo riteniamo che sia importante rilanciare la democrazia nel sindacato e regole certe di rappresentanze. Non è neanche buono irridere l'assemblea dei lavoratori come è stato fatto in questi mesi. Esigiamo rispetto per la democrazia".

Infine un discorso sulla moralità (anzi amoralità) della crisi. "Al G20 sono state fatte scelte importanti che non sappiamo se funzioneranno. Troppo scarse sono le risorse per l'Africa e i paesi più poveri. Ci vorrebbe invece una seria lotta contro i paradisi fiscali, contro la piaga dei super-stipendi e super-bonus per i top manager. Ci vuole moralità, non è giusto pagare un manager duemila volte il salario di un apprendista o di un giovane operaio. Si possono pagare salari di 10mila lavoratori con un solo stipendio di un super-manager". Un lungo applauso del Circo Massimo ha chiuso l'intervento.

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