Diciamo no alla riduzione di salari e diritti e facciamo sciopero
Di: Cinzia Bernardini
mer 04 nov, 2015
Cinzia Bernardini

Sabato 7 novembre i 300mila lavoratori della Grande distribuzione, i 60mila della Distribuzione Cooperativa e i 10 mila di Confesercenti in tutta Italia faranno sciopero per il mancato rinnovo del CCNL. In Toscana sono 20mila i lavoratori della GDO e più di 10mila quelli della Cooperazione.

Sono oramai 22 mesi che i tre Contratti nazionali sono scaduti. Le trattative non hanno fatto avanzamenti significativi e Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL nazionali hanno proclamato, a fine settembre, due giornate di sciopero generale per il 7 novembre e il 19 dicembre in quei comparti. Le OO.SS., unitariamente, avevano presentato una Piattaforma unica, uguale per le quattro associazioni di settore, Confcommercio, Federdistribuzione, Confesercenti e Cooperazione, nella consapevolezza del difficile contesto sociale ed economico del Paese e delle difficoltà proprie e comuni di tutto il settore, anche alla luce del calo dei consumi registrato negli ultimi anni. Poi, quella che sembrava la svolta; alla fine di marzo 2015, dopo una lunga e difficile trattativa, si è arrivati al rinnovo del CCNL con Confcommercio, dimostrazione di come i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali siano riusciti a fare sintesi e a trovare i giusti equilibri per dare una risposta salariale e normativa ai quasi 2 milioni di addetti del commercio. A fronte di questo importante rinnovo, le OO.SS. avevano chiesto a Federdistribuzione, Cooperazione e Confesercenti di riprendere i tavoli di confronto per andare alla sottoscrizione dei CCNL in tempi brevi; ma prima Federdistribuzione, poi la Cooperazione e per ultima Confesercenti, seppur con modalità diverse, hanno fatto proposte inaccettabili che, nei fatti, impediscono il rinnovo del contratto.

Tutte e tre le associazioni chiedono un arretramento dei diritti normativi e una diminuzione del costo del lavoro:
- Federdistribuzione attraverso la cancellazione degli scatti di anzianità, la diminuzione dei permessi retribuiti, l’aumento della flessibilità dell’orario, norme di riduzione dei livelli retributivi e indisponibilità a riconoscere l’aumento salariale con le stesse modalità del CCNL Confcommercio ed altre richieste tese a destrutturare il Contratto.
- la Cooperazione attraverso il peggioramento delle condizioni normative ed economiche dei nuovi assunti, la diminuzione del costo dell’ora lavorata, la riduzione delle maggiorazioni per il lavoro straordinario, domenicale e festivo, supplementare e notturno, il peggioramento del trattamento economico della malattia, interventi peggiorativi per le cooperative minori, deroghe al CCNL per il Sud, ribadendo la pregiudiziale del recupero del differenziale di costo tra il contratto della cooperazione e quello del commercio privato.
- Confesercenti attraverso un ulteriore peggioramento complessivo delle tutele economiche e normative, con la richieste di deroghe al CCNL su base dimensionale.

Richieste, anche diverse, ma con l’obiettivo comune della diminuzione dei diritti e del costo del lavoro e per questo inaccettabili e poco giustificabili, anche perché è quasi paradossale che le aziende del piccolo commercio abbiano rinnovato il Contratto e riconosciuto l’aumento salariale e le grandi aziende, private e multinazionali, e le grandi cooperative non lo vogliano fare. E' poco credibile e sostenibile, per questo diciamo “basta scuse”. Noi siamo pronti ad affrontare il confronto con la consueta responsabilità, per arrivare ad un rinnovo che abbia un progetto contrattuale condiviso per dare stabilità alle imprese e all'occupazione, ma riteniamo necessario un cambio di passo da parte delle associazioni, per riavviare un negoziato che non abbia come unico obiettivo quello di colpire il costo del lavoro.

Perché, se non è accettabile per le aziende private, lo è ancor meno per le Cooperative, anche per i loro valori fondanti, tra i quali la difesa dell’occupazione, del salario e dei diritti dei propri collaboratori. Valori che appartengono a quella distintività cooperativa che ha contribuito alla solidità economica delle cooperative stesse, e che ha permesso loro di rispondere alla crisi meglio delle aziende private e multinazionali. Anche per questo chiediamo alla Cooperazione di andare rapidamente al rinnovo del Contratto, perché la distintività sia anche contrattuale, distintività non solo verso i soci e sui prezzi, ma anche verso le lavoratrici ed i lavoratori che sono parte fondamentale del mondo cooperativo; ed è grave che anche le cooperative toscane (Coop Centro Italia, Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno) con comunicati, riunioni del personale e colloqui individuali, tentino di screditare le posizioni delle Organizzazioni Sindacali e soprattutto di limitare la partecipazione allo sciopero. Comportamenti che fino ad oggi avevamo conosciuto solo nel commercio privato. Così come sono ancora più inaccettabili le richieste di Federdistribuzione, dopo che le loro aziende associate hanno, in questi anni, disdettato i Contratti Integrativi (Metro, Pam, Carrefour, Ikea, Auchan) e aperto procedure di riduzione del personale che hanno avuto ricadute pesanti sulle condizione economiche e di qualità del lavoro dei dipendenti, nonostante l’azione dei sindacati volta a trovare soluzioni.

In Toscana sono state fatte e si stanno effettuando molte centinaia di assemblee in tutte le aziende aderenti a Federdistribuzione e alla Cooperazione, che hanno visto la sentita e attiva partecipazione di tantissime lavoratrici e tantissimi lavoratori, per condividere e confermare le ragioni dello sciopero. Vogliono il rinnovo del Contratto nazionale, che tuteli il loro potere di acquisto, che confermi salario e diritti, ma anche vogliono affermare il valore del Contratto nazionale, come insieme di regole normative ed economiche a tutela di tutti i lavoratori, opponendosi all’attacco al CCNL che il governo e le associazioni padronali stanno facendo. Tante lavoratrici e tanti lavoratori si ritroveranno sabato mattina, 7 novembre, davanti alla Prefettura di Firenze, insieme ai sindacati, per manifestare. Saremo tanti e determinati per quella che è solo la prima tappa di una grande mobilitazione per i diritti, il salario e per la conquista del Contratto nazionale.


P.s.: si invitano tutti gli iscritti della CGIL ad astenersi dal fare la spesa sabato prossimo, per manifestare, anche così, la vicinanza ed il sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori delle Grande Distribuzione e della Cooperazione.

(l'autrice è segretaria generale Filcams Cgil Toscana)

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