L'occasione di sviluppo occupazionale nei trasporti toscani
Di: Gianfranco Conti
lun 09 nov, 2015
Gianfranco Conti

I trasporti sono un settore in cui il lavoro è sotto attacco e si rilevano diverse emergenze: dall'occupazione giovanile, dal peso sull'ambiente della mobilità non regolata (inquinamento), al ruolo di Regioni ed Enti locali nella programmazione dei trasporti, alla tutela della sicurezza, allo smembramento dei diritti dei lavoratori, fino alla concorrenza sleale ed alla illegalità diffusa, specialmente negli appalti. Nonostante tutto questo, l'occasione che si pone, in Toscana in particolare, è quella di aumentare i posti di lavoro e con un'occupazione “buona”. Come?
Stiamo assistendo a profonde trasformazioni nel mercato del lavoro europeo e nazionale, dove sempre più spesso si registra una domanda di accesso con caratteristiche di temporaneità da parte di donne, giovani generazioni ed immigrati; mentre l’offerta di lavoro stabile risulta sempre più ridotta e indirizzata verso professionalità alte, soprattutto nei sistemi industriali, anche a causa degli incrementi dell’automazione.
Se è vero che l’economia del prossimo futuro produrrà sviluppo ed occupazione solo nella convergenza tra comunicazione digitale, energie rinnovabili e mobilità, assisteremo all'aggressione della finanza ai trasporti, preceduta dalla fase ormai in corso di ribasso del valore di acquisto di infrastrutture (strade, ferrovie, porti, aeroporti, interporti, ecc), allo sviluppo e trasformazione della logistica (verso l'automazione), a cui seguirà una crescita dell’offerta e del profitto.
In Toscana, come già anticipato nelle elaborazioni della FILT, lo sviluppo qualitativo/quantitativo dell’offerta di mobilità potrà/dovrà sostenere la ripresa economica, se privilegerà gli accessi al patrimonio ambientale, storico e culturale che la regione ancora conserva, attraverso appunto l'integrazione tra le tre tecnologie di sviluppo (digitale-enerigia rinnovabile-mobilità).
Il lavoro che attende il sindacato, oltre a quello di difesa (e ripristino) dei diritti e della qualità della vita, dovrà essere indirizzato verso la rivendicazione di buona occupazione, pretendendo che le imprese che utilizzano infrastrutture costruite con i soldi di tutti e servizi ugualmente finanziati dalla collettività, diano risposte al bisogno di lavoro dei cittadini, specialmente delle giovani generazioni: tutto questo spesso scontrandosi con le scelte politico-economiche dell’UE, del Governo nazionale e locale.
Ed è qui che l'agenda delle cose da fare si apre su alcuni punti nodali: intanto, la razionalizzazione dei sistemi di trasporto di persone e merci e la connessione dei nodi ferroviari, stradali marittimi ed aeroportuali regionali, attraverso l’indirizzo pubblico; bisogna poi affermare la responsabilità sociale delle imprese (affidatarie di servizio/infrastruttura pubblico/a) attraverso Obblighi di Servizio; così come ci vogliono interventi di controllo sulle regole per la sicurezza, gli sgravi fiscali e previdenziali, sulle tariffe ai cittadini, sulle applicazioni contrattuali e l'uso di incentivi ed agevolazioni, che debbono sempre garantire sviluppo occupazionale. Alcuni esempi: la prossima apertura della Variante di Valico autostradale deve garantire standard di sicurezza almeno pari agli enormi quantità di risorse ambientali e di denaro investite, attraverso il lavoro di donne ed uomini che ne controllino costantemente la manutenzione; la rete ferroviaria regionale e quella stradale, insieme a quelle nazionali di transito, debbono veder garantito un mantenimento in efficienza adeguato ai bisogni di una regione ad alta attrattiva e questo può decisamente produrre lavoro e di qualità; l'unificazione della gestione degli aeroporti di Pisa e Firenze, dei tre porti commerciali di Livorno, Piombino e Marina di Carrara, degli interporti di Gonfienti e Guasticce, di tutti gli altri, tanti, nodi che esistono nei trasporti toscani, se gestiti correttamente possono produrre importanti occasioni di sviluppo economico in generale, ma anche di incremento importante dei posti di lavoro; la stessa riforma del servizio su autobus, la riorganizzazione dei treni regionali, l'integrazione governata della mobilità delle persone tra strada, ferro, mare e aria può produrre stabilità ed incrementi occupazionali, come è già avvenuto, ad esempio, per i traghetti verso l'Arcipelago.
Per raggiungere questi importanti obiettivi di buona occupazione soprattutto giovanile, serve una grande iniziativa della categoria, assieme alla CGIL, un'iniziativa che sappia battere su diversi fronti: a partire da quello dell'informazione, con campagne per rivendicare la qualità del sistema trasporti e del lavoro nel settore proprio come occasioni di sviluppo occupazionale, rivolgendosi ai cittadini, ai giovani appunto, per spiegare le opportunità occupazionali derivanti dal rilancio della qualità del lavoro e della responsabilità sociale delle imprese. Indispensabile, è poi, coinvolgere Prefetture ed Enti locali per il controllo delle regole, per far reggere il sistema. Infine, non è più prorogabile l'apertura di una regionalizzazione delle questioni della Piana Fiorentina e della Piattaforma Logistica Costiera, che sono grandi temi confederali, a cui la categoria, la FILT, può garantire il suo contributo d'analisi e di proposte, sempre nella ricerca di quella riorganizzazione del sistema dei trasporti, utile allo sviluppo economico (ed all'occupazione), piuttosto che al solo, puro e semplice profitto e finanziario.
Questo è il momento in cui la ripresa seppur lenta dello sviluppo economico e dei consumi sta producendo intensificazione della mobilità sia dei passeggeri sia (soprattutto) delle merci, come dimostrano gli incrementi di traffico registrati nei nostri porti, interporti, aeroporti e scali ferroviari: tutto questo si può e si deve accompagnare proprio dal ripristino pieno dei diritti di chi lavora, della qualità della vita e del salario, che può produrre come conseguenza immediata l'ampliamento dell'offerta di occupazione, anche e soprattutto in Toscana. Alle cittadine ed i ai cittadini spetta il compito di intensificare le proprie iniziative, anche sostenendo le rivendicazioni sindacali in questa direzione.

(l'autore è segretario generale di Filt Cgil Toscana)

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