Così in Dhl abbiamo rotto il muro tra lavoratori diretti e in appalto
Di: Gabrio Guidotti
mar 26 gen, 2016
Gabrio Guidotti

La prima volta che sono entrato in un magazzino della Dhl Express, multinazionale leader nel settore delle consegne espresse aeree, molti anni fa, mi aveva colpito la forte sindacalizzazione dei lavoratori dipendenti, cosa non usuale in un settore come quello del Trasporto Merci, dove il ruolo del sindacato in quegli anni era molto scarso. Ma la cosa che mi colpì ancora di più era il “vetro” che separava i lavoratori dipendenti da quelli in appalto. E oltre quel vetro le tutele per quest'ultimi, quasi tutti soci lavoratori di cooperative, erano del tutto inesistenti e nulle.”
La Filt Cgil in questi anni ha cercato di colmare questo divario mettendo “in pista” il Contratto di Filiera, unico nel suo genere, che copre tutto il settore delle merci e della logistica con lo stesso contratto di lavoro, lavoratori diretti e indiretti, superando una difficoltà comune a tante categorie della Cgil, quella della rappresentanza di tutti e tutte.
Oggi sicuramente il punto di arrivo, più avanzato, di questa battaglia per il riconoscimento delle stesse condizioni di lavoro all'interno dello stesso appalto si è ottenuto con questo importante accordo sottoscritto con le imprese in appalto, all'inizio del 2016 : da soci lavoratori a dipendenti a tutti gli effetti è sicuramente un bel passo per circa 80 lavoratori dipendenti delle quattro aziende , titolari degli appalti.
Il risultato è un primo passo nella realizzazione della nostra Piattaforma Regionale Merci che porterà a miglioramenti concreti immediati per i lavoratori: Infatti, potranno contare, oltre che su una prospettiva di più stabile occupazione, anche sull’assunzione con la piena applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di categoria, a tempo indeterminato con un giusto inquadramento e, cosa decisamente da non sottovalutare, godranno di tredicesima, quattordicesima, integrativo regionale e quant’altro disciplinato per il lavoro dipendente, oltre al riconoscimento alle indennità sulla malattia ed infortunio. Un altro aspetto fondamentale previsto nell’accordo è il passaggio da soci lavoratori a dipendenti, con l'esclusione dell’applicazione della normativa relativa al Jobs Act, che in un quadro di miglior favore troverà applicata la normativa precedente del “vecchio art.18”. Con il nuovo inquadramento poi per alcuni ci sarà la possibilità, addirittura, di salire di due livelli e si guarda anche al futuro del settore con l’obiettivo dichiarato che l’accordo siglato possa costituire un primo passo e fare da apripista per altre aziende che si occupano di consegne ‘espresse’, un settore in espansione che ha chiuso il 2015 con un fatturato di circa 6 miliardi di euro. Quindi, occupazione più stabile e maggiore sicurezza per i lavoratori, con il risultato finale di un miglior approccio verso il cliente.
E’ un primo, piccolo, passo per la riconquista di buone condizioni di lavoro per i city-courier in appalto, dopo anni e anni di gioco al ribasso, che riporta pari dignità tra lavoratori e che infrange finalmente un pezzo di quel “vetro” che divideva e separava i lavoratori.

(l'autore è membro della segreteria di Filt Cgil Toscana)

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