Gli operai forestali sono a rischio: una lotta a tutela del territorio
Di: Damiano Marrano
mar 22 mar, 2016
Damiano Marrano

In Toscana lavorano circa 500 forestali per assolvere ai compiti di cura del patrimonio forestale, che ammonta a 110.526 ettari (circa 172 ettari ad operaio). Si spendono parole importanti sul ruolo della forestazione in Toscana (che è il territorio più boscato d'Italia), sulla prevenzione dell'ambiente e la salvaguardia idrogeologica, sulla manutenzione e l'usufruibilità del bosco nella nostra regione anche con interventi di antincendio, ma non si capisce di chi sono le responsabilità su questa materia, chi la gestisce, chi ci lavora e con quali prospettive.
E' arrivato il momento di fare chiarezza e di indicare chi e come debba occuparsi della tutela dell'ambiente boschivo, della sua prevenzione e manutenzione. In qualunque situazione, dal servizio antincendio alle emergenze invernali, gli operai forestali sono stati sempre in prima fila con capacità operativa ad affrontare le calamità.
In questo 2016, a sorpresa, la Regione Toscana nel suo bilancio non ha stanziato alcun finanziamento per il settore forestazione, così di colpo gli operai forestali spariscono dalla scena, il loro lavoro finisce, diventano inutili come presenza territoriale. La loro occupazione diventa precaria, i loro stipendi a rischio. La Regione e Le Unioni dei comuni vogliono assumersi una responsabilità così grave?
E' per queste ragioni che il 23 marzo gli operai forestali toscani scioperano, con l'obiettivo di dare una prospettiva per il settore forestale della nostra regione. E' invece fondamentale ridare protagonismo al ruolo degli operai forestali, non solo nell'ambito della gestione del patrimonio forestale regionale ma anche rispetto al ruolo di prevenzione e difesa che si è andato negli anni consolidando, e che ha creato i presupposti per allargarne le competenze.
Per questo servono risposte certe, coerenti con le affermazioni fatte in sede di campagna elettorale e nel programma di legislatura di questa Giunta regionale. Al Presidente Rossi chiediamo e dal Presidente Rossi pretendiamo una presa di posizione coerente, pubblica e chiara. La deve a tutti i toscani. A quelli che vivono nelle zone rurali e montane e quelli che vivono a valle e nelle città, e che della manutenzione montana e forestale fanno un elemento di sicurezza.
Lo sciopero, unitario a livello sindacale, vale come forte denuncia di una situazione che può ma non deve tracollare. E' un gesto forte e simbolico ma anche un monito per tutti ad assumere comportamenti istituzionali di governo del territorio e di responsabilità. La nostra iniziativa per dedicare centralità a questo settore non è isolata, perché non è isolata l'attenzione ai temi ambientali e all'assetto idrogeologico. La mobilitazione continuerà con determinazione e tenacia.

(l'autore è segretario generale di Flai Cgil Toscana)

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