Marmo: bisogna revocare le concessioni quando non si rispettano le regole
Di: Paolo Gozzani
ven 15 apr, 2016
Paolo Gozzani

Di fronte alla gravità dell’incidente del 14 aprile nella cava di Colonnata a Carrara, tutti abbiamo il dovere di aggiungere al cordoglio parole chiare sulla necessità di fermare una corsa alla produzione che impone troppo spesso ritmi e modalità di lavoro inaccettabili in un ambiente pericoloso e difficile come la cava, perché rischiano, molto più che altrove, di avere esiti letali.
Negli anni studi, prescrizioni e controlli si sono moltiplicati grazie allo scrupolo e alla passione di tanti operatori che oggi, di fronte al crescendo di incidenti spesso mortali a cui assistiamo, sono giunti fino al punto di denunciare pubblicamente un senso di frustrazione e di impotenza. E’ evidente che in questo mondo, accanto ad imprenditori sensibili ed attenti, sopravvivono e talvolta prosperano sacche di insofferenza alle regole di tutti i generi, fiscali, ambientali, urbanistiche e di sicurezza che, producendo proprio grazie a questo buoni margini di profitto, trascinano anche imprese più sane in una sorta di vortice concorrenziale, che si traduce in un eccesso di pressione nell’ambiente di lavoro e dunque in incidenti.
A tutto questo è ora di dire basta. I grumi di interesse che resistono a tutti gli sforzi di costruire un modello di produzione condiviso, sicuro per chi ci lavora, compatibile con l’ambiente e alleato della comunità in cui prospera, devono essere rimossi una volta per tutte, perché stanno determinando un peggioramento generale delle condizioni di lavoro e un comprensibile e diffuso sentimento di indignazione civile, purtroppo ormai non lontano dal rigetto generalizzato per questo tipo di industria. Noi che abbiamo sempre creduto che l’identità di questo territorio sia inscindibilmente legata al lavoro del marmo vogliamo che chi questo lavoro lo fa e lo ama lo faccia però nella massima sicurezza, per sé e per il territorio.
Per questo chiediamo alle pubbliche amministrazioni, quando si accertano responsabilità gravi di violazione delle regole, di colpire chi ne è responsabile con la revoca delle concessioni. Soprattutto nei casi in cui violazioni irresponsabili provochino disastri e perdite di vite umane.

(l'autore è segretario generale della Cgil di Massa Carrara)

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