Anche l'accesso al lavoro per le persone Lgbtqi è più difficile
Di: Barbara Caponi
lun 13 giu, 2016
Barbara Caponi

Per la prima volta il Pride, la manifestazione dell'orgoglio Lgbtqi (lesbico, gay, bisex, trans, queer e intersex) viene ospitato a Firenze con una grande parata che il 18 giugno attraverserà le vie del centro storico del capoluogo della Toscana. Il Toscana Pride è organizzato da una rete di 18 associazioni Lgbtqi toscane e ha ottenuto il patrocinio di circa 60 tra Comuni e Province oltre a quello della Regione. Barbara Caponi, presidente del Comitato promotore del Toscana Pride, quale il senso di questa iniziativa?

“L'iniziativa del 18 giugno fa parte di un percorso partito dal bisogno di unire le esperienze di varie sigle, per provare a diventare interlocutori delle istituzioni. Presentarsi uniti in un comitato regionale è stata una scelta giusta, abbiamo ricevuto tantissimi patrocini e adesioni da una rete trasversale, oltre al sostegno di soggetti come Cgil e Arci che sempre ci manifestano vicinanza. La scelta di Firenze non è ovviamente casuale: oltre a essere il capoluogo della regione, è una città di grandi tradizione di accoglienza e inclusione. Peccato che il Comune non abbia dato il patrocinio, è un'occasione persa. Vogliamo che il corteo di sabato dia nuovo impulso alla battaglia per il riconoscimento dei diritti e alla lotta alle discriminazioni, sabato sarà una manifestazione colorata, ricorderemo la terribile strage omofoba di Orlando e saremo tantissimi”.

Che ne pensa della legge Cirinnà?

“E' un punto di partenza, non è qualcosa che soddisfa pienamente la nostra comunità. Resta del lavoro da fare per avere pari diritti e riconoscimento. Purtroppo le discriminazioni legate agli stereotipi sono presenti nei nostri tessuti sociali, intanto bisogna partire dall'educazione per contrastare il sessismo e la violenza di genere. Ci sarebbe molto da parlare, e da fare, su temi considerati da molti tabù come prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, procreazione assistita, sessualità”.

Diritti civili da allargare di pari passo con quelli sul lavoro: c'è bisogno anche di questo?

“Sul posto di lavoro quelle più in difficoltà sono le persone trans, per questioni di visibilità. Su di loro resistono pregiudizi infondati e che vanno combattuti perché queste persone hanno bisogno di lavoro per inserirsi socialmente. L'accesso al lavoro è la prima base dell'inserimento sociale, infatti. E' stato stimato che in generale le persone Lgbtqi hanno fino al 20% di difficoltà in più nell'accesso al lavoro”.

Le politiche di welfare per le persone Lgbtqi: a che punto siamo?

“Congedi matrimoniali, previdenza, assicurazioni sanitarie sono tutele presenti per le persone Lgbtqi in alcune grandi aziende, si tratta di un tipo di sostegno che ha grandi ricadute sul contesto familiare di chi lo riceve. Le aziende che lo fanno ci vedono un beneficio di produttività perché, se uno lavora in un contesto inclusivo dove può essere se stesso, lavora meglio”.

Condividi questo contenuto

Le ultime notizie

21-07-2019
In arrivo una nuova ondata di caldo, confrontabile a quella che ....
21-07-2019
La crisi del commercio non accenna a finire: dopo la debole 'ripresina' ....
21-07-2019
"Il tempo della trattativa dovrà risolversi in tempi brevi". ....
21-07-2019
Un cedimento del terreno su cui poggiano i binari ha bloccato, ....
©CGIL TOSCANA - progetto sviluppato con il CMS ISWEB« di ISWEB S.p.A. | Credits | Privacy CHI SIAMO ISCRIVITI
Italiano     English     Franšais     Deutsch     Espa˝ol     Russo