Per strozzare le Province si colpiscono i lavoratori e i servizi ai cittadini
Di: Alice D'Ercole
mer 20 lug, 2016
Alicee D\'Ercole

Dopo l'agonia, pare arrivare il momento del colpo di grazia. Non c'è pace per le Province, nuovamente in stato di agitazione. Infatti il Governo, con il Decreto Enti Locali in queste ore in discussione in Parlamento, intende aumentare ulteriormente i tagli. E questi tagli, simili in realtà a un prelievo forzoso, non solo impediranno alle Province di erogare servizi fondamentali per i cittadini (tra cui manutenzione strade, manutenzione edifici scolastici, trasporto pubblico locale), ma porteranno gli Enti ad un dissesto indotto che colpirà duramente le lavoratrici ed i lavoratori, i quali si vedranno tagliare gran parte del salario accessorio e che vedranno a rischio anche lo stipendio (come già accade in realtà del Sud, dove per mesi non è stato erogato).
In Toscana, dove la situazione fino ad ora registrava una situazione critica ma più sotto controllo, il taglio ammonta a ben 41 milioni di euro. E se il Decreto in questione non verrà modificato in sede di conversione, tutte le Province della nostra regione andranno in dissesto, con conseguenze molto negative per servizi e lavoratori.
E qui siamo quasi al paradosso di una situazione intollerabile: è vergognoso e inammissibile che il Governo stesso operi in maniera da strozzare i propri enti territoriali. Per queste ragioni CGIL, CISL e UIL Funzioni Pubbliche nazionali hanno indetto per venerdì 22 luglio assemblee contemporanee in tutte le sedi delle Province italiane (oggi, intanto, è partita la Città Metropolitana di Firenze, dove l'assemblea ha votato l'occupazione della Sala del Consiglio metropolitano). In Toscana le assemblee si terranno contemporaneamente a partire dalle ore 11: sono stati invitati parlamentari dei territori, consiglieri regionali e sindaci. A loro sarà chiesto di impegnarsi affinché in sede di conversione del Decreto vengano ridotti drasticamente i prelievi forzosi sul comparto delle Province/Città Metropolitane (per evitare il dissesto di più delle metà degli enti a livello nazionale); vengano tolte per le Province e le Città Metropolitane tutte le sanzioni previste per lo sforamento del patto di stabilità 2015 (comprese quelle che causano la drastica diminuzione del salario accessorio); vengano previste norme adeguate per poter rinnovare i contratti a tempo determinato. E' chiaro che in mancanza del raggiungimento di questi obiettivi la protesta salirà di tono: i lavoratori e le lavoratrici delle Province hanno già dimostrato grande capacità di lotta con le occupazioni contemporanee di tutti gli enti nel 2014/2015. Se sarà necessario farlo di nuovo, nessuno si tirerà indietro.

(l'autrice è segretaria generale Fp Cgil Toscana)

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