Industria 4.0, arriva la rivoluzione: come prepararsi alle nuove professioni
Di: Mirko Lami
ven 23 set, 2016
Mirko Lami

Il Governo ha presentato a Milano il “Piano Italia 4.0” le proposte cioè che il nostro Paese si appresta ad affrontare con “industria 4.0”.

Cosa cambierà nel mondo del lavoro, nel prossimo futuro, con l'arrivo di industria 4.0

Si sta parlando della “quarta rivoluzione industriale”. L’espressione Industrie 4.0 è stata usata per la prima volta alla Fiera di Hannover nel 2011 in Germania.
Finora le rivoluzioni industriali del mondo occidentale sono state tre:
nel 1784 con la nascita della macchina a vapore e di conseguenza con lo sfruttamento della potenza di acqua e vapore per meccanizzare la produzione;
nel 1870 con il via alla produzione di massa attraverso l’uso sempre più diffuso dell’elettricità, l'avvento del motore a scoppio e l'aumento dell’utilizzo del petrolio come nuova fonte energetica;
nel 1970 con la nascita dell’informatica, dalla quale è scaturita l'era digitale destinata ad incrementare i livelli di automazione avvalendosi di sistemi elettronici e delle informazioni tecnologiche.

Quali potrebbero essere gli effetti della quarta rivoluzione industriale sul mercato del lavoro

Gli osservatori stanno cercando di capire come cambierà il lavoro, quali nuove professionalità saranno necessarie e quali invece presto potrebbero scomparire. Dalla ricerca "The Future of the Jobs" presentata al World Economic Forum è emerso che, nei prossimi anni, fattori tecnologici e demografici influenzeranno profondamente l’evoluzione del lavoro. Alcuni (come la tecnologia del cloud e la flessibilizzazione del lavoro) stanno influenzando le dinamiche già adesso e lo faranno ancora di più nei prossimi 2-3 anni. L'effetto sarà la creazione di 2 nuovi milioni di posti di lavoro, ma contemporaneamente ne spariranno 7, con un saldo netto negativo di oltre 5 milioni di posti di lavoro. Secondo la ricerca , a livello di gruppi professionali le perdite si concentreranno nelle aree amministrative e della produzione: rispettivamente 4,8 e 1,6 milioni di posti distrutti e queste perdite saranno compensate attraverso quattro segmenti, l’area finanziaria, il management, l’informatica e l’ingegneria.

Gli interventi annunciati

Il Governo mette a disposizione quasi 10 miliardi di risorse pubbliche aggiuntive tra il 2017 e il 2020, che si spalmeranno sulle finanze pubbliche in otto anni. Altri 7,5 miliardi già stanziati si sommano per il piano banda ultralarga.
Un'operazione che si prevede coinvolga otto milioni di studenti nel programma Scuola Digitale, di cui 250mila in alternanza scuola-lavoro, sul tema industria 4.0. Ci sarà poi un finanziamento per 900 dottorati di ricerca specializzati, che collaboreranno soprattutto con poli universitari di eccellenza a cui verrà commissionato il compito di fare formazione e sperimentare con le imprese e le nuove tecnologie 4.0.
Il mondo del lavoro cambierà con l'ingresso di nuove tecnologie che faranno sparire alcune mansioni come, a suo tempo, l'arrivo del motore a scoppio fece sparire i “cocchieri” che guidavano le carrozze. In compenso si creeranno anche nuove alte professionalità, i roboto, banilizzo, dovranno pur essere riparati.
Ne parleremo il 24 e 25 ottobre a Torino, in un convegno europeo organizzato da CGIL nazionale, Fondazione Ebert, Cgil Piemonte.

Cosa pensa la Cgil del 'Piano Italia 4.0'

In premessa la Cgil apprezza il metodo seguito questa volta dal governo che ha coinvolto le parti sociali.
Per questo la Cgil parteciperà costruttivamente ai lavori della cabina di regia del Piano, che ora si deve concretizzare con investimenti pubblici e privati. Aggiunge la Cgil che nel progetto il lavoro dovrà rivestire un ruolo strategico, bisogna fare investimenti cospicui in formazione. Per vincere la sfida competitiva il lavoro deve essere di qualità, basta precarizzazione, con il lavoro pagato a voucher l'Italia resterà necessariamente al palo.
Bisogna agire, agire bene ed agire in fretta. Gli annunci non restino tali, le risorse annunciate siano soldi veri. Nessuno pensi che abbiamo molti anni a disposizione, qualcuno nell'industria ha già fatto i primi passi, gli altri dovranno rapidamente investire per restare nel mercato.

(intervento pubblicato il 22-9-2016 da La Nazione Piombino)

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