Chi pensa di intimidirci con atti vandalici sappia che non fermerà la nostra attività
Di: Claudio Renzetti
mer 28 set, 2016
Renzetti Claudio

Venerdì 23 settembre la Cgil di Grosseto ha scoperto di essere nei pensieri di qualcuno che ha ideato d’intimidirci, spaccando un paio di specchietti retrovisori e lasciando dei cavetti elettrici tagliati sotto una nostra macchina. Non sappiamo chi possa essere stato né per quale motivo l’ha fatto, ma chiunque sia scoprirà che abbiamo le spalle larghe e che non ci scoraggiamo nemmeno per cose molto più gravi.
Che si è trattato di un gesto palese d’intimidazione lo abbiamo capito solo venerdì mattina. Già nella nottata precedente avevamo trovato rotto il vetro dello specchietto di una Fiat Punto, ma avevamo pensato a un semplice atto di vandalismo. All’episodio successivo abbiamo collegato i due fatti, anche perché le nostre macchine non hanno alcun simbolo che possa identificarle, erano le sole danneggiate e si trovavano in mezzo a tante altre.
Ad ogni modo noi siamo tranquilli, e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto. Attendendo con fiducia i risultati delle indagini delle forze dell’ordine.
Non sottovalutiamo certi segnali, ma siamo consapevoli del ruolo che abbiamo. Ogni anno in provincia di Grosseto gestiamo circa 300 vertenze, alcune delle quali molto grosse. Siamo un’organizzazione costantemente esposta su tanti fronti sociali perché ci mettiamo sempre la faccia e non rinunciamo mai a dire cosa pensiamo. Dalla difesa dei valori antifascisti della Costituzione, alla denuncia di abusi e situazioni di illegalità, come nel caso del caporalato in agricoltura. Con la nostra gente che ha documentato le condizioni indegne dei lavoratori reclutati dai caporali, costretti in centinaia a dormire in accampamenti posticci vicino all’ippodromo, all’argine dell’Ombrone o in capannoni nelle zone artigianali, o ha denunciato azioni di reclutamento nelle vicinanze dei centri di accoglienza dei richiedenti asilo.
Recentemente non abbiamo ricevuto minacce particolari e siamo abituati a gestire in autonomia e con ruvida autorevolezza tutte le questioni che spesso insorgono con un certo tipo di imprenditori, compreso quelli del sistema degli appalti pubblici. Non ho idea di chi possa essere stato, non me la sono fatta e non sono abituato a farmela. Di gente alla quale rompiamo le scatole ce n’è tanta, può essere stato chiunque. Di sicuro la cosa non ci toglie il sonno e la serenità e ci carica ulteriormente per continuare la nostra attività con passione e determinazione.

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