I Centri per l'impiego rischiano il collasso: le istituzioni ci ascoltino
Di: Silvano Leoni
mer 12 ott, 2016
Silvano Leoni

I Centri per l’Impiego sono a rischio collasso in Toscana: in ognuno dei vari punti della nostra regione alle 9 la mattina già ci sono oltre 100 persone in attesa, mentre mille dipendenti vivono nell’incertezza su chi sia il loro datore di lavoro e sul proprio futuro. La situazione non è più sostenibile. Tanto per fare un esempio, nei giorni scorsi il Centro per l’Impiego di Portoferraio ha vissuto momenti di tensione e una rissa sfiorata per la pressione dei lavoratori stagionali che dovevano accedere agli sportelli, per accreditarsi e poter fruire dei pur modesti ammortizzatori sociali. In tutta la regione gli afflussi sono altissimi ma le risposte vengono date a tutti, ma questo solo grazie alla grande disponibilità delle lavoratrici e lavoratori: a tutti i livelli. E questo quadro già difficile potrebbe peggiorare, per via delle nuove azioni che il governo metterà in campo (a partire dall’applicazione del Jobs Act), che vedono i Centri per l’Impiego snodo centrale di tutte le politiche attive per il lavoro. Inoltre, il Governo produce norme che impediscono il rinnovo dei contratti e contestualmente pretende che i Centri per l’Impiego rispondano alla crescente domanda dei disoccupati, stagionali o meno.
Una situazione non più accettabile, si lavora nell'incertezza assoluta. C’è l’incertezza di tutti lavoratori e lavoratrici di fronte ad un sistema bloccato, dove il datore di lavoro è bicefalo (dipendenti di diritto delle Province ma di fatto sottoposti alla Regione). C’è l’incertezza delle lavoratrici e lavoratori a tempo determinato che per l’ennesimo anno sono costretti a guardare con terrore al 31 dicembre, data di scadenza dei contratti già da diversi anni rinnovati in deroga . C’è l’incertezza delle lavoratrici e lavoratori in appalto per la riassegnazione della gara.
E le istituzioni cosa fanno? La Regione ha messo in campo energie e risorse economiche, anche per il 2017, per gestire i Centri; il Governo, al momento, ha assicurato solo a parole la copertura economica della propria parte per il 2017. Noi rivendichiamo certezze per tutti i lavoratori e le lavoratrici, a partire dal rinnovo dei contratti a Tempo determinato senza aspettare la gogna del 31 dicembre (magari in una ennesima legge milleproroghe). Il Governo deve fare la sua parte: stanziare risorse e mettere in campo azioni immediate che permettano il rinnovo dei tempi determinati (con l'obiettivo della stabilizzazione). Alla Regione chiediamo poi il coraggio di procedere con l’istituzione di una Agenzia per il Lavoro che possa assorbire tutto il sistema, dando finalmente certezze gestionali e garanzia di pari trattamento, anche economico, a tutti/e gli/le addetti/e. Pensiamo sia possibile, come altre regioni limitrofe hanno fatto, e crediamo che l’immobilismo in attesa del Referendum Costituzionale crei solo ulteriori danni e inutili incertezze.
Al di là infine di qualsiasi esito referendario, non cambierà la centralità dei Centri per l’Impiego nel percorso delle politiche attive per il lavoro. Che il sistema si organizzi a livello centrale con diramazioni regionali o che tutto ritorni in capo alle regioni, il problema si dovrà affrontare ed anticipare i tempi permetterebbe ai/alle lavoratori/lavoratrici dipendenti ed all’indotto di avere certezze per il futuro. All’utenza permetterebbe risposte ancora più puntuali, grazie al fatto che finalmente ci sarebbe un soggetto titolato alla gestione complessiva e unitaria del servizio; soggetto che potrà, ad esempio, assumere personale a copertura del turn over o per stabilizzare il precariato (cosa al momento impossibile): ad oggi vanno in pensione persone altamente formate e competenti, ma non c’è chi possa assumere per coprire quei posti. Senza risposte concrete riteniamo, insieme a Cisl e Uil di categoria, che la mobilitazione a livello locale e nazionale non potrà che crescere di tono, con la dichiarazione dello stato di agitazione e, se necessario, dello sciopero.

(l'autore è membro della segreteria di Fp Cgil Toscana)

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