La nostra campagna per un No consapevole contro disinformazione e tatticismi
Di: Elisa Porciatti
mer 30 nov, 2016
Elisa Porciatti

Da mesi ormai il dibattito politico italiano verte su un solo argomento: il Referendum Costituzionale. Fin da subito però, come sindacato studentesco, la Rete degli Studenti Medi, abbiamo condannato come il contenuto effettivo della riforma fosse continuamente in secondo piano rispetto a posizionamenti politici strategici. La Costituzione, come ci dicono i nostri genitori, i nostri nonni, come abbiamo imparato sui banchi di scuola, non è un pezzo di carta qualunque che un governo propone per propri tatticismi. La Costituzione rappresenta il perimetro democratico entro cui devono muoversi le Istituzioni. Questo errore, grave, non è stato fatto solo da parte del Sì, ma anche da molti esponenti politici che hanno sostenuto il No, che si sono concentrati per l'intera campagna in una lotta incondizionata contro la figura di Renzi. Un'occasione mancata da parte di tutti quindi, visto che poteva essere un ottimo momento per affrontare una reale discussione sulla nostra Costituzione che sì, è imperfetta, ma tramite una vera discussione partecipata da tutti nel merito poteva essere migliorata. Il risultato che c'è stato invece? Una lotta tra parti che ha solo portato più disinformazione e confusione a chi, il 4 dicembre, dovrà andare a votare.
Come Rete degli Studenti Medi quindi abbiamo cercato, soprattutto nei confronti dei più giovani che andranno a votare per la prima volta, di creare momenti di confronti e dibattito nel merito del ddl Boschi. A nostro avviso, il testo ha molti aspetti poco chiari, contorti e sbagliati. A cominciare dal Senato, in cui non è chiara la modalità di elezione dei consiglieri e sindaci che ricopriranno il ruolo di senatori, facendo inoltre venir meno il rapporto tra elettori e eletti. Anche per gli istituti che riguardano la democrazia diretta, la riforma si approccia in modo molto negativo in quanto, in un momento di profonda disaffezione politica, tale intervento va contro ad una necessaria inversione di tendenza, cioè quella della maggiore partecipazione popolare. Per quanto riguarda la ripartizione delle competenze Stato-Regioni, poi, non è stato cercato concretamente di risolvere la questione della divisone dei compiti. Ad esempio, per quanto riguarda il diritto allo studio universitario, il rischio è quello che il sistema così posto sia soltanto di facciata un investimento nazionale sul diritto allo studio stesso, ma che poi risulterà meno efficiente (ad esempio, dalla riforma non è chiaro se sarà compito dello Stato fornire risorse per la copertura totale).
Questi sono alcuni esempi per i quali abbiamo lanciato la campagna "kNOw, conoscere per dire no", cercando di dare agli studenti l'informazione necessaria per andare in cabina elettorale con un voto consapevole.
Il 5 dicembre comunque, al contrario di quello che sembra essere dalle discussioni che abbiamo sentito negli ultimi mesi, a prescindere dal risultato del referendum, non ci sarà la fine del mondo e noi, come tutte le parti sociali in Italia, saremo (e dovremo essere) sempre in prima linea per il bene sociale e la lotta per i diritti.

(l'autrice è coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi Toscana)

Condividi questo contenuto

Le ultime notizie

17-11-2017
E' iniziato oggi a Pisa, nella sede dell'Unione industriali, ....
17-11-2017
Toscana Aeroporti, martedì 21 novembre sciopero di quattro ....
17-11-2017
Nessun problema occupazionale nel breve periodo ma massima disponibilità, ....
17-11-2017
Un invito all'azienda a riaprire il confronto con le organizzazioni ....
17-11-2017
"Scuola e università in fallimento, ripartiamo dalla Toscana" ....
©CGIL TOSCANA - progetto sviluppato con il CMS ISWEB« di Internet Soluzioni Srl | Credits | Privacy CHI SIAMO ISCRIVITI
Italiano     English     Franšais     Deutsch     Espa˝ol     Russo