La fettunta alle mense scolastiche di Montevarchi e l'esempio di Don Milani
Di: Daniele Monticelli
mar 14 nov, 2017
Monticelli

Mettere assieme il prete della Barbiana ed uno dei simboli della nostra tradizione culinaria e della storia e cultura contadina sembrerebbe cosa ovvia e quasi banale. Ma se la fetta di pane condita con olio di oliva (quella che da noi in Toscana si chiama appunto “fettunta”) è quella che si vorrebbe fornire nelle mense di Montevarchi o di Grosseto ai figli di quei genitori che non hanno pagato la retta della mensa scolastica, ecco che arriva la difficoltà. Ci riferiamo alle notizie che sono apparse sui media relative al mancato pagamento delle rette per le mense scolastiche di alcune scuole di quelle località da parte di numerose famiglie e della decisione delle Amministrazioni Locali di non fornire più la mensa ai figli dei “morosi” o, in alternativa e in maniera assolutamente parziale, magari servire la fettunta.
Il problema del pagamento delle rette per le mense scolastiche ha assunto negli ultimi anni una dimensione sempre più significativa anche nella nostra regione ma questa volta non sembra che si tratti solo di impossibilità di far fronte ai pagamenti per ristrettezze economiche. E’ significativo che un attimo dopo l’annuncio del provvedimento si sia drasticamente ridotto il numero degli inadempienti.
Allora forse il problema è un altro: quello cioè di una grave sottovalutazione, se non di una (ancor più grave) svalutazione della scuola, dei suoi valori e dell’importanza dell’Educazione e della Conoscenza nella nostra società in cui ormai si misura tutto in termini “quantitativi” e non qualitativi. La scuola quindi come servizio sociale di “parcheggio” per le famiglie che devono andare a lavorare; la scuola del voto numerico come espressione di competenze acquisite quando positivo e di abbandono e separazione quando è negativo. La scuola della competizione come valore.
Noi crediamo fermamente che si debba fare altro e che questo Paese abbia bisogno invece di una grande campagna di rilancio dei valori della Conoscenza, dell’Istruzione, della Scuola Pubblica e della Comunità Educante.
Le Organizzazioni Sindacali più rappresentative del mondo della Scuola hanno presentato quello che è un “manifesto ideale” e non solo, in cui viene rilanciata l’idea di scuola come “bene comune”. È sulla base dei valori e dell’idea di scuola pubblica della Costituzione contenuti nel manifesto che la FLC CGIL, insieme alle altre organizzazioni sindacali promotrici, avvierà il confronto sul nuovo contratto. Le nostre iniziative fanno esplicito riferimento a due ricorrenze per noi significative: il settantesimo anniversario della Costituzione e il cinquantesimo anniversario della morte di don Lorenzo Milani. Nel Manifesto si legge fra l’altro: “La scuola opera per offrire a tutte e a tutti, senza lasciare indietro nessuno, le migliori opportunità di crescita in vista di un inserimento attivo e consapevole nella società e nel mondo del lavoro, e orienta le scelte di ciascuno promuovendo talenti, vocazioni e aspirazioni di cui tutti sono portatori”. Il prossimo 18 novembre sarà l’occasione per ribadire questo nostro intendimento con l’iniziativa “100 Appuntamenti per la Scuola” in tutt’Italia e, in particolare per la Toscana, nella manifestazione che vedrà la presenza di coloro che hanno contribuito alla stesura del Manifesto e dei Segretari generali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, che si svolgerà a Vicchio, Comune nel Mugello di cui Barbiana è frazione, con successiva visita alla scuola fondata dal Priore. E magari lassù a Barbiana sarà offerta a tutti una fetta di pane condita con l’olio, ma sarà un’altra “fettunta”.

(L'autore è Segretario della FLC CGIL Toscana)

(L'intervento è stato pubblicato su La Nazione del 14-11-2017 in questa versione:

Mettere assieme il prete di Barbiana e la fettunta, uno dei simboli della nostra tradizione culinaria e della storia e cultura contadina, sembrerebbe cosa banale. Ma se la fetta di pane condita con olio di oliva è quella che si vorrebbe fornire nelle mense di Montevarchi o di Grosseto ai figli di quei genitori che non hanno pagato la retta della mensa scolastica, ecco che arriva la difficoltà. Il problema del pagamento delle rette per le mense scolastiche ha assunto negli ultimi anni una dimensione sempre più significativa anche nella nostra regione, ma questa volta non sembra che si tratti solo di impossibilità di far fronte ai pagamenti per ristrettezze economiche. E’ significativo che a Montevarchi, un attimo dopo l’annuncio del provvedimento, si sia drasticamente ridotto il numero degli inadempienti.
Allora forse il problema è un altro: quello cioè di una grave sottovalutazione, se non di una (ancor più grave) svalutazione della scuola e dei suoi valori. Noi crediamo fermamente che si debba fare altro e che questo Paese abbia bisogno invece di una grande campagna di rilancio dei valori dell’istruzione e della Comunità Educante. Per questo FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal hanno presentato un “manifesto ideale” in cui viene rilanciata l’idea di scuola come “bene comune”, base di confronto sul nuovo contratto. Questo, su due ricorrenze per noi significative: il settantesimo anniversario della Costituzione e il cinquantesimo anniversario della morte di don Lorenzo Milani. Il prossimo 18 novembre sarà l’occasione per ribadire questo nostro intendimento con l’iniziativa “100 Appuntamenti per la Scuola” in tutta Italia. In Toscana, è prevista una manifestazione a Vicchio, Comune nel Mugello di cui Barbiana è frazione, con successiva visita alla scuola fondata dal Priore. E magari lassù a Barbiana sarà offerta a tutti una fetta di pane condita con l’olio, ma sarà tutta un’altra fettunta.)

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