Il boom del lavoro atipico in Europa e Mario Draghi che prende la tessera Cgil
Di: Anna Maria Romano
ven 12 gen, 2018
Anna Maria Romano

Questo 2018 è iniziato all’insegna del lavoro: dati e riflessioni su quanto e come aumenta, dimenticando troppo spesso di aggiungere i giusti aggettivi per identificare quale lavoro si crea. E quindi quale modello sociale ci viene proposto.
Anche Mario Draghi nell’ultima riunione del Dialogo Sociale della BCE ha aperto il discorso iniziale con noi sindacalisti, sottolineando la necessità di lavoro meglio pagato e meno precario per guardare ad un’Europa più coesa e capace di sviluppo. “Sorridendo”, gli ho proposto l’iscrizione alla CGIL… Noi insieme ai nostri partner e rappresentanti Europei siamo fortemente consapevoli che il futuro dell’Europa delle Persone passa proprio dalla qualità e dalla equità del lavoro; dalla dignità del valore del lavoro e del suo corrispettivo economico; dalla quantità e qualità di diritti come elemento di aggregazione dei popoli. Altrimenti, ciò che resterà sarà ancora l’Europa dei Mercati e della Finanza. La CES ed UNI Europa, ai quali la CGIL aderisce a livello europeo, sono impegnate in questo senso con diverse campagne.
Vi presento una sintesi delle decisioni assunte dall’ultimo Comitato Esecutivo di UNI Europa, sindacato di rappresentanza Europea dei servizi (in senso ampio, includendo anche la Finanza) sul lavoro atipico, questo sì in forte crescita in tutta Europa:
“Il mondo del lavoro nel settore dei servizi sta subendo enormi cambiamenti. La digitalizzazione e nuovi modelli di business emergenti modificano profondamente il posto di lavoro e incidono nella sostanza dei tradizionali rapporti di lavoro e occupazione. Di conseguenza, nuove forme di occupazione e modalità di lavoro si sono diffuse rapidamente. Questi si differenziano dall'occupazione tradizionale e regolare e possono assumere forme diverse: disposizioni atipiche dell'orario di lavoro, contratti a breve termine/a tempo determinato, precario, rapporti di lavoro atipici e lavoro autonomo (in realtà “dipendenti” fasulli).
UNI Europa si impegna a sostenere i lavoratori autonomi o in rapporti di lavoro atipici e a trovare soluzioni concrete e durature per affrontare le sfide del futuro mondo del lavoro e delle forme di lavoro non standard nel settore dei servizi.
UNI Europa continuerà a difendere i diritti sociali e lavorativi di questi lavoratori a livello europeo, anche attraverso le seguenti azioni, approvate dal nostro Comitato Esecutivo (ogni azione costituisce una Campagna specifica da attuare in loco, che nei singoli paesi e con gli affiliati, anche insieme alla CES n.d.r.) opponendosi alla e-card dei servizi dell'UE: 1)rispondendo alle consultazioni sulle proposte di legge in questo ambito del Parlamento UE; 2) combattendo il lavoro sommerso; 3)facendo azioni di pressione sul la nuova Autorità Europea del Lavoro; 4) chiedendo una corretta attuazione e applicazione del diritto del lavoro dell'UE.
Con queste azioni vogliamo non solo ottenere migliori diritti e protezioni per i lavoratori autonomi e/o in un rapporto di lavoro atipico, ma anche contribuire a porre fine al dumping sociale e alla minaccia di i diritti e le condizioni dei lavoratori in generale in tutta Europa. Together we can: Insieme si può” .

L'autrice è responsabile delle Politiche Internazionali della Cgil Toscana

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