STRAGE VIAREGGIO: "MAI PIU' CHI ORGANIZZA SERVIZIO GARANTISCA EFFICIENZA E SICUREZZA"
Di: Mario Bartalucci Segretario Generale Filt Cgil Toscana
ven 03 lug, 2009
La gravità della tragedia provocata dall’incidente al carro cisterna a Viareggio, il rispetto per i morti che tale incidente ha causato e l’immane dolore dei familiari delle vittime e dei numerosi feriti merita qualcosa di più del semplice rifugiarsi nel formalismo delle procedure rispettate o tanto peggio della indistinta attribuzione di responsabilità.
La magistratura sta indagando e grazie ai tecnici messi al lavoro, crediamo, abbiamo fiducia, sappia andare fino in fondo individuando responsabilità, ricostruendone la catena, in capo a cui mettere questo disastro.
Un dato, comunque, già emerge in maniera netta: mentre i processi di liberalizzazione avanzano in tutta Europa, in particolare nei trasporti, non procede di pari passo un insieme di regole e metodologie di controllo che siano in grado di controllare la qualità e l’affidabilità dei mezzi ferroviari circolanti nei paesi europei e delle imprese che tali mezzi forniscono od utilizzano direttamente.
In sovrappiù verifichiamo, nel nostro paese, il persistere di un ritardo incomprensibile nell’attribuire risorse economiche e personale qualificato - esperto di ingegneria ferroviaria - alla struttura chiamata a vigilare sulla sicurezza dell’intero sistema ferroviario, cui spetta certificare e controllare con metodologie adeguate e strumentazioni scientifiche la qualità dei mezzi di qualsiasi tipo circolanti sulla rete ferroviaria del nostro paese.
Mi riferisco alla Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria, che ha la sua sede a Firenze. Ad oltre un anno dai tempi previsti non è ancora stata messa in grado di funzionare per le esigue risorse economiche di cui dispone ed ancora di più per la mancanza di metà del suo organico, ingegneri, tecnici qualificati.
Non deve più accadere che un locomotore delle ferrovie italiane, guidato da macchinisti italiani, si trovi a trainare un convoglio di cui gli attuali metodi di autocertificazione non sono in grado di garantirne l'efficienza e i requisiti minimi di sicurezza. Chi organizza il servizio deve essere in grado di assicurare sicurezza e qualità e la catena delle responsabilità deve essere chiara e trasparente.

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