Cambiare il sindacato per cambiare l'Europa
Di: Maurizio Landini (sintesi intervento al congresso Ces)
mer 22 mag, 2019
landini

Sintesi. Dobbiamo combattere le disuguaglianze crescenti, ma per farlo dobbiamo essere, tutti assieme, un soggetto di trasformazione sociale. Abbiamo bisogno di cambiare l'Europa perché le disuguaglianze che l'attraversano sono troppo forti e noi, che siamo la patria dello Stato sociale, rischiamo oggi di passare alla storia come quelli che si sono inventati il fiscal compact e l'austerità. Per cambiare l'Europa, però, abbiamo bisogno di cambiare anche noi, come sindacato. Dobbiamo chiederci se, così come siamo organizzati, così come funzioniamo, siamo in grado di cambiare questo processo e di svolgere fino in fondo un ruolo che ridia peso e senso al lavoro dipendente come soggetto organizzato.
Vanno combattute le disuguaglianze per affermare la democrazia. Per questo serve una politica industriale europea e non le delocalizzazioni; serve un sistema fiscale vero per il continente e non il dumping che esiste adesso; servono diritti nel lavoro e nella formazione, non la libertà di licenziamento, non la deregolamentazione del mercato del Lavoro. Servirebbe un social compact che si estende a tutti al posto del fiscal compact; servirebbe ridurre gli orari di lavoro anziché aumentarli e servirebbe tagliare le unghie alla finanza, rilanciando il ruolo pubblico degli investimenti per avere un'idea anche di nuovo modello di sviluppo ambientalmente sostenibile.

Del resto i bassi salari, la precarietà, la rabbia sociale, la solitudine che le persone che lavorano vivono, sono frutto anche di questi processi e cioè di un sistema di accumulazione della ricchezza che ha prodotto le diseguaglianze che anche noi stiamo vivendo. Se alla disoccupazione si aggiunge la sottoccupazione, in Europa siamo al 18%, quindi parlare di un miglioramento della situazione occupazionale è assolutamente inopportuno. E allora l'obiettivo dell'Europa deve diventare proprio questo: la piena e buona occupazione e non semplicemente la riduzione dell'inflazione.

Lo dico con onestà, a partire dall'organizzazione che rappresento, tutti insieme abbiamo bisogno di cambiare e di porci il problema di che cosa significa oggi avere un sindacato che sia un soggetto di trasformazione sociale, in grado di costruire un'Europa sociale. E allora abbiamo bisogno di parlarci di più, abbiamo bisogno di assumere obiettivi comuni e abbiamo bisogno anche di riconoscere i limiti e gli errori della nostra azione, perché solo così si può realizzare un cambiamento concreto. Questa credo sia la battaglia da fare non solo andare a votare domenica, ma essere in grado da lunedì di mettere in campo in tutta Europa un'azione contrattuale comune, che metta al centro il lavoro, la lotta alla precarietà e l'aumento dei salari dei lavoratori, perché questi sono i punti di fondo.

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