«Sciopero generale, pronti. Governo distratto sul lavoro»
Di: Maurizio Landini (intervista L. Lavia per il Corriere)
gio 13 giu, 2019
landini

Landini (Cgil): la priorità?
Bisogna ridurre le tasse sui dipendenti’’
‘’Lo sciopero generale?
‘’Non escludiamo nulla, decideremo insieme a Cisl e Uil’’.
Ma in caso sarebbe una manifestazione contro Salvini, come nel 2004 contro Berlusconi?
«Lo sciopero non è mai contro qualcuno ma per qualcosa e le nostre richieste sono tante. Certo, è vero che stiamo vivendo una fase di grandi diseguaglianze sociali e quindi pericolosa per la democrazia».
Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, si prepara allo sciopero di domani, quello unitario dei «suoi» metalmeccanici. Cosa chiederete al governo domani?
«Lo sciopero dei metalmeccanici chiede nuove politiche industriali, più sicurezza, più occupazione, più salario. E sta dentro il quadro di mobilitazione deciso il 9 febbraio scorso con Cisl e Uil. La piattaforma è precisa: chiediamo un piano di investimenti pubblici nelle infrastrutture materiali e sociali, una riforma fiscale vera che riduca la tassazione sul lavoro e sui pensionati. Chiediamo tante altre cose ma finora il governo non ci ha ascoltato».
Per questo, nella manifestazione del 22 giugno a Reggio Calabria, annuncerete lo sciopero generale?
«Se il governo dovesse continuare a non confrontarsi con noi e proseguire sulla linea pericolosa tenuta in questi mesi non escludiamo di tornare in piazza. Lo valuteremo con Cisl e Uil. In tutte le
proteste che ci sono state dal 9 febbraio in poi, lavoratori, giovani e pensionati hanno aderito e riempito le piazze».
Ma cosa intende con «linea pericolosa»?
«Potrei farle davvero tanti esempi. Invece di combattere l`evasione fiscale parla di un nuovo condono, stavolta sulle cassette di sicurezza, rilanciando il messaggio che chi evade è furbo. Guardi che questa delle cassette è una cosa pericolosissima, rischia di agevolare i capitali illeciti se non mafiosi. Invece di rilanciare gli investimenti pubblici allarga le maglie per i subappalti, che favoriscono la criminalità. E poi continua a dire, facendo propria la linea di Salvini, che siamo invasi dagli immigrati soffiando sulla paura delle persone. Dobbiamo smetterla di raccontare balle, sono molti di più i giovani che devono andare via dal nostro Paese per trovare un lavoro».
Ma è solo colpa del governo se il lavoro non c`è?
«Non solo. Noi chiediamo alle imprese di investire ma chiediamo anche al governo di creare le condizioni perché le imprese lo possano fare. Sono dieci anni che le condizioni di vita e di lavoro degli italiani stanno peggiorando. Tutti gli esecutivi degli ultimi dieci anni hanno le loro responsabilità. Ma il governo Conte, che si era presentato come quello del cambiamento, peggiora addirittura il rapporto con l`Europa».
Il governo studia anche il taglio del cuneo fiscale, una delle vostre richieste. Sarebbe un segnale positivo?
«Dipende da come si fa. Il cuneo fiscale si taglia anche riducendo i contributi versati dai lavoratori, che però a quel punto avranno una pensione più bassa. L`unico modo per tagliare davvero le tasse ai lavoratori e far salire la busta paga, senza pericolosi effetti collaterali, è aumentare le detrazioni per i dipendenti».
Non la convince neanche Di Maio che vuole revocare gli incentivi alla Whirlpool?
«È giusto che lo Stato leghi i finanziamenti pubblici al mantenimento dell`occupazione nel proprio Paese. Ma si deve pretendere anche che l`azienda rispetti tutti gli accordi, che prevedevano non solo il mantenimento dell`occupazione ma anche nuovi investimenti. che invece non mi sembrano in vista. Si dice che il governo già sapesse delle intenzioni di Whirlpool. Non so se è vero, ma il governo dovrebbe chiarire. Del resto sul lavoro il governo mi sembra poco attento, distratto».
Dopo gli scossoni della campagna elettorale, il governo va avanti, almeno per ora. È positivo per il Paese?
«Non ho mai avuto dubbi sul fatto che sarebbero andati avanti. Hanno usato la campagna elettorale per occupare lo spazio di maggioranza e opposizione. Stare dentro il contratto di governo piace sia alla Lega sia al M55».
Ma credeva che il M55 avrebbe influito di più sulla linea del governo?
«Credo che il Movimento una riflessione la debba fare. Un anno fa erano il primo partito sull`onda "siamo noi il cambiamento". Adesso la centralità di Salvini è sotto gli occhi di tutti e Salvini non è certo il cambiamento. Forse anche perché molte cose che erano nel programma del M55, come il ripristino dell`articolo 18, non sono state fatte. Anzi, non sono nemmeno entrate nel contratto di governo. E mi lasci dare la solidarietà mia e della Cgil a Camilleri, sulle critiche a Salvini per l`uso del rosario: ha detto cose giuste e condivisibili».
Lei aveva lanciato la proposta del sindacato unitario dei lavoratori, mettendo insieme Cgil, Cisl e Uil. È stato fatto qualche passo in avanti oppure siamo fermi alla proposta?
«Il sindacato unitario non è una cosa che si fa a tavolino con una riunione. È un processo democratico e di partecipazione. Siamo davanti a una piattaforma unitaria del sindacato su tutti i temi rilevanti, dal pubblico impiego alla sanità, dalle pensioni agli investimenti. C`è una mobilitazione che ha determinato un terreno comune, che è il modo migliore per sviluppare un`azione unitaria. Un`azione che non si costruisce solo dall`alto ma anche dal basso, a partire dai luoghi di lavoro. Il percorso è lungo, ma mi sembra evidente che i primi passi siano stati fatti». di Lorenzo Lavia

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