"Per crescita investiamo in infrastrutture, sindacato pronto al confronto"
Di: Maurizio Landini [intervista di E.Marro per Corriere]
lun 24 giu, 2019
landini

È pronto per andare al Viminale? Il vicepremier Matteo Salvini convocherà le parti sociali per discutere della manovra.
“Per ora siamo solo a un annuncio che Salvini ha fatto dopo aver visto la piazza piena della manifestazione di Cgil, Cisl e Uil a Reggio Calabria. Sicuramente un primo risultato, anche se osservo che c’è anche un altro vicepresidente, Luigi Di Maio, e soprattutto un presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Quindi vogliamo capire che cosa il governo vuole fare. A noi non interessa essere messi in mezzo alle continue discussioni tra Lega e 5 Stelle, ma sedersi a un vero tavolo di trattativa. E non solo per essere ascoltati, ma per cambiare le cose, per ottenere risultati a favore di lavoratori e pensionati».
Quindi, andrà o no al Viminale?
«Se il sindacato viene convocato, il sindacato va, anche solo per rispetto delle istituzioni. Ma il governo si chiarisca al proprio interno sulle sue reali intenzioni».
Salvini propone di anticipare la manovra economica.
«Intanto vorremmo chiedere al governo come ha deciso di rispondere alla commissione europea per evitare la procedura d’infrazione. Bruxelles l’ha proposta il 5 giugno, ma finora nessuno ha capito che cosa farà il governo italiano. Sarebbe utile evitare la procedura e cambiare l’impostazione della politica economica come Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito a Reggio Calabria. Quindi il problema non è tanto anticipare la manovra, ma entrare nel merito».
Ha ragione la commissione a proporre la procedura?
«Il governo sa che l’Italia ha sottoscritto determinati accordi con le regole sul debito e sul deficit. Ora non si tratta semplicemente di dire se la commissione ha ragione o no, ma come si fa a cambiare certe regole. Bisogna trovare alleanze in Europa e costruire politiche alternative credibili. Noi l’avevamo detto che la manovra Conte non ci avrebbe portato da nessuna parte, mentre il presidente del Consiglio sognava un "anno bellissimo", un vice assicurava di aver "abolito la povertà" e l’altro propagandava di aver "chiuso i porti". Adesso, purtroppo, la situazione è grave, i dati sono tutti negativi».
Eppure Salvini continua a dire che si farà la flat tax e che non aumenterà l`Iva.
«Non so se pensa di avere la bacchetta magica, credo piuttosto che continui questa campagna elettorale permanente. Noi siamo contro la flat tax perché premia i ricchi. E sul fisco proponiamo una riforma in tre punti: più detrazioni su dipendenti e pensionati; lotta all`evasione fiscale e semplificazione legislativa; affrontare il tema della ricchezza patrimoniale, che vale quattro volte e mezzo il debito pubblico ed è concentrata nel 10% delle famiglie più ricche».
Vuole la patrimoniale?
«Il ragionamento che facciamo, insieme con Cisl e Uil, è più complesso e riguarda come applicare il principio costituzionale di un fisco progressivo sulla capacità contributiva. Sediamoci a un tavolo col governo e discutiamone, con l’obiettivo di far ripartire l’economia finanziando un grande piano di investimenti in infrastrutture materiali e immateriali ed evitare che a
partire, per emigrare, siano i nostri giovani. Chiamiamola contributo di solidarietà o meglio di equità».
Ma come funzionerebbe?
«Le proposte non le facciamo sui giornali, ma siamo pronti a farle se si apre una vera trattativa. La piattaforma dei sindacati indica una direzione di marcia ben precisa per rimettere in moto lo sviluppo del Paese a partire dal Mezzogiorno, alternativa al taglio della sanità e delle altre prestazioni dello Stato sociali, che devono essere garantite in modo uniforme sul territorio. Altro che l’autonomia differenziata del governo!».
Salvini dice che le manderà la proposta perché lei non la conoscerebbe.
«Credo che farebbe bene a non pensare di essere sempre un supereroe e conservare quel rispetto per gli altri che serve tra le persone per bene. I testi li conosciamo. E per questo diciamo che non vanno bene: mettono in discussione l’uniformità di diritti fondamentali come la salute, l’istruzione e il lavoro. Inoltre, in un mondo dove devi fare i conti con Usa, Cina e India tu che fai, le piccole patrie?». Enrico Marro per il Corriere della Sera [24.06.2019]

Al LINK il Forum di Landini con il direttore e i giornalisti economici dell'agenzia ANSA

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