Denatalità. Difficile assumere la nascita come benedizione
Di: Barbara Orlandi
mar 25 giu, 2019
orlandi

Approfitto dell’opportunità. Può essere che la gioia per la Natività del San Giovanni Battista, patrono di Firenze, abbia giustamente stimolato il Cardinal Betori ad una riflessione sul tema della denatalità.
Leggendo la sintesi dell’omelia però, pur condividendo le critiche verso uno stato ed una politica assente, ciò che proprio non comprendo è quel richiamo a “vincere la paura che ci tarpa le ali”, come se fossimo timorose, oltre al fatto di non sentire la necessità di un richiamo verso la complessa vita delle donne.
Difficile pensare positivo ed assumere la nascita come benedizione in un mondo che continua a far gravare tutto il peso familiare, delle responsabilità verso i piccini ma anche verso gli anziani unicamente sulle spalle delle donne. Di quelle donne che sono discriminate nell’accesso al lavoro, proprio perché portatrici dell’ipotetica maternità, di quelle donne che con fatica conciliano i tempi di vita con i tempi di lavoro e che puntualmente sono additate come coloro che fanno troppe assenze, ritardi, insomma inaffidabili. Così, o il posto di lavoro si perde perché licenziate, o il posto di lavoro si abbandona spontaneamente perché impossibilitate a fronteggiare la mole di responsabilità e carichi di lavoro sia fuori che dentro casa. E allora si, è vero che c’è uno stato assente, ma dobbiamo indagare anche le ragioni di una società che continua a pensare il lavoro delle donne come accessorio o aggiuntivo, non considera con pari dignità né il lavoro né la benedizione di una nascita.
Chi non vorrebbe conquistare uno sguardo positivo sulla vita? Ma la condizione essenziale è che si possa partire da parità di condizioni, dalla certezza che si possa compiere una libera scelta, per quanto mi riguarda sia in un senso che nell’altro. Ma per rimanere al tema della natalità, penso che si dovrebbero davvero consentire le condizioni di poter scegliere come e quando procreare senza che questo sia messo in alternativa con altre scelte di vita, come la dignità del tuo lavoro. Perché le donne dovrebbero scegliere tra maternità e occupazione? Questo Paese ha bisogno del lavoro delle donne, delle loro competenze e sapienze, le donne hanno bisogno di un Paese solidale che promuova un sistema integrato di servizi, assistenza e sussidi.
Parliamo di genitorialità, uguali pesi, uguali misure, provocatoriamente di uguali discriminazioni se proprio servisse a far comprendere … Allora forse la paura si attenua, la gioia della natalità diventa condivisa e il nostro Paese si arricchisce di giovani speranze.
Barbara Orlandi (Responsabile Coordinamento Donne Cgil Toscana)

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