AGOSTO: FINISCE LA CASSA VENTIMILA DISOCCUPATI IN PIU'
Di: Alessio Gramolati (da corrierefiorentino.it)
mar 18 ago, 2009
Alessio Gramolati 03
La crisi forse avrà superato il suo momento peggiore, ma l’autunno si preannuncia nero. Il rientro dalla ferie rischia di trasformarsi in un dramma per migliaia di lavoratori, ad iniziare dalla prossima settimana o dal 31 agosto, quando imprese grandi e piccoli riapriranno (o dovrebbero farlo). Cifre alla mano, in Toscana ventimila dipendenti si troveranno senza più forme di sostegno al reddito a partire da settembre e altre migliaia li seguiranno in autunno. «Si prospetta una situazione sociale preoccupante — dice Alessio Gramolati, segretario regionale della Cgil —, con un impatto devastante sul potere di acquisto delle famiglie. A settembre ci sarà la prima ondata di persone che si troveranno licenziate e senza ammortizzatori sociali e servono subito sia interventi contro l’emergenza, sia politiche di medio e lungo termine».

VENTIMILA DISOCCUPATI - Se a Firenze le domande di disoccupazione nei primi mesi del 2009 hanno già superato quelle presentate nell’intero 2008 e le ore di cassa integrazione nel primo semestre di quest’anno sono aumentate del 500% rispetto al 2008, anche a Prato la situazione è difficilissima e in Toscana nessuna provincia è immune. «Guardiamo con cautela a quando accadrà tra pochi giorni. Dai nostri calcoli — spiega Gramolati — a settembre tremila persone usciranno dalla cassa integrazione ordinaria e diventeranno esuberi, cioè senza un lavoro, e altre novemila persone saranno in esubero entro la fine dell’anno; cinquemila dipendenti vedranno terminare il sostegno della cassa integrazione in deroga, cioè per le aziende sotto i 15 dipendenti o per situazioni di crisi particolari, e ben dodicimila lavoratori non avranno più alcun sostegno al reddito dal momento che saranno passati sei mesi dalla mobilità o dalla concessione dell’indennità di disoccupazione ». I licenziamenti individuali, in Toscana, sono passati dai 9.704 di febbraio a 18.209 a maggio, ma i dati non fotografano tutta la complessità del problema. «Dopo le ferie si accavallerano le situazioni di perdita di sostegno al reddito e di posto di lavoro e ulteriori chiusure di imprese, un fenomeno che non siamo ancora in grado di quantificare. L’unica certezza è che gli ordinativi non sono ancora ripartiti, anzi perfino il settore alimentare li ha visti calare del 7%, e che gli indicatori non mostrano un miglioramento in arrivo», sottolinea Gramolati. C’è poi il nodo delle ristrutturazioni dei grandi gruppi. «Il caso della Delphi di Livorno (industria di componentistica auto legato al gruppo Gm e chiusa da tre anni, ndr ) rischia di essere il sintomo di una malattia — sintetizza il segretario regionale della Cgil — e cioè del fatto che il sistema produttivo dei grandi gruppi si sta riorganizzando a livello internazionale e che quindi molte imprese, semplicemente, sono destinate a sparire».

I PRECARI - A peggiorare il quadro, la situazione dei 158 mila lavoratori precari in Toscana, prime possibili vittime del perdurare della congiuntura negativa, e delle donne, che hanno più problemi degli uomini a rientrare nel circuito del lavoro una volta licenziate. La geografia dei territori conferma le difficoltà di Prato, Pistoia, Arezzo e della provincia di Firenze, e la crisi del manifatturiero, tessile e pelletteria in testa. «Non possiamo accettare l’alternativa 'disperazione o lavoro nero' per i lavoratori licenziati o senza sostegno al reddito — conclude Gramolati — E il governo deve fare molto di più, iniziare ad aiutare i lavoratori. Servono un allungamento nel tempo degli ammortizzatori ed una seria politica industriale». A Firenze la Camera del lavoro a settembre varerà una banca dati per monitorare la crisi. «Il rischio per l’occupazione c’è, principalmente per il manifatturiero, ma potrebbero anche chiudere molte cooperative di trasporti, già in difficoltà perché la riduzione dei consumi ha fatto diminuire il movimento delle merci e quindi il loro lavoro spiega Monica Stelloni, della Camera del lavoro fiorentina— e anche negli alberghi i problemi potrebbero aumentare. Aspettiamo le prossime settimane per capire l’andamento degli ordinativi e speriamo non ci siano nuove chiusure».
Mauro Bonciani (Corriere Fiorentino 18 agosto 2009)

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