La violenza sulle donne e quell'inaccettabile caccia al movente
Di: Barbara Orlandi
mar 17 set, 2019
barbara orlandi

Abbiamo l’obbligo di interrogarci sugli episodi di violenza sulle donne che si stanno sommando nella nostra regione. Solo negli ultimi giorni: “Maltrattamenti in famiglia, arrestato 40enne nel fiorentino”, “Maltrattata in famiglia, denunciati marito e figlio 18enne nel senese”.
Le condizioni di vita possono diventare difficili quando manca il lavoro, quando si fatica a far fronte alle spese, ad educare i figli, e dover rinunciare alle vacanze; ma niente e poi niente può giustificare atteggiamenti violenti nei confronti delle donne. Si ripetono episodi di violenza sulle donne in ogni ambito familiare, più o meno abbiente, in centro o in periferia, in grandi e piccoli nuclei familiari.
Quindi? Evidentemente non serve solo inasprire le pene per confidare in un’azione deterrente. Il Codice Rosso, da solo servirà a ben poco.
Ciò su cui dobbiamo riflettere è come produrre pratiche virtuose che insegnino il valore della cura e il rispetto tra le persone. Il superamento di stereotipi che da sempre penalizzano le donne. Tutti pronti sempre a tentare di scovare un movente che giustifichi la violenza, per sentirsi quasi assolti collettivamente. Ma non ci sono assoluzioni, non ci sono scuse, attacchi d’ira, raptus, perdita della pazienza che potrà mai giustificare la violenza sulle donne. Lo sappiamo, ne siamo convinte e pretendiamo che da questa perenne tragedia si impari ad agire sulle teste, nelle culture, a scuola, nei luoghi di lavoro pubblici e privati. Le norme da sole non costituiscono un’inversione di una cultura misogina che nel nostro Paese ha antiche radici. Serve che le donne possano essere libere, autonome, indipendenti, non ricattabili, che siano nelle condizioni non solo di denunciare ma di potersi difendere e allontanare, essere economicamente indipendenti. Serve la formazione al rispetto e la cultura del valore del lavoro, per tutte quelle donne che ancora un lavoro non ce l’hanno, per quelle che lavorano dentro e fuori casa, per quelle che vogliono scegliere della loro vita, dei loro amori e dei loro affetti.

(l'autrice è la responsabile del Coordinamento Donne Cgil Toscana)

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