AFFRONTARE L'EMERGENZA COSTRUIRE IL FUTURO
Di: intervista a Paolo Graziani
mer 21 ott, 2009
PAOLO GRAZIANI
Tremonti a a seguire anche Berlusconi hanno fatto l'elogio del posto fisso, siamo alla svolta?

Ma quale svolta! Non vorrei che il governo mettendo in pista un dibattito tutto teorico su posto fisso si, posto fisso no abbia trovato un altro modo per non parlare della crisi, del dramma di migliaia e miglia, milioni di persone alle prese con licenziamenti, cassa integrazione e indennità di disoccupazione che stanno per finire e cassa in deroga.
Se poi è un ripensamento vero dovrebbero da subito assumere i 40.000 precari della scuola.
Mi risulta che facciano il contrario, li licenziano. Noi siamo pronti comunque a discuterne, Epifani ha già sfidato il governo in tal senso.

Già, la crisi. La Cgil ha deciso addirittura un mese di mobilitazione e una grande manifestazione nazionale a Roma il 14 novembre.

Renderemo così visibili la situazione reale delle persone che pagano sulla propria pelle la crisi, senza averne nessuna colpa. Mi pare che in tanti già facciano finta di non ricordare che tutto è partito dalla follia di chi ha fatto soldi e ne ha fatti tanti su una economia fatta di carta. Ricordo bene quando uscivano i dati sulla disoccupazione in aumento e le borse per questo schizzavano verso l'alto. Non poteva durare, non è durato, ma non è giusto ed è anche immorale che a pagare sia che ha subito questa situazione e a più riprese ne ha denunciato i meccanismi.

Più vicini a noi, com'è la situazione in Toscana, si vede una qualche luce alla fine del tunnel?

Non mi pare di scorgerla. Siamo dentro il tunnel, sappiamo che il tunnel prima o poi finirà, il problema è in quali condizioni saremo quando la luce, magari fioca, arriverà.
Al momento sappiamo che la cassa integrazione in un anno – gennaio settembre 2009 su 2008 e praticamente quadruplicata. Molti lavoratori sono alla fine delle 52 settimane a disposizione, dopodiché resta solo mobilità e licenziamenti. La disoccupazione ordinaria è raddoppiata in un anno. Nel primo semestre del 2008 erano circa 20.000. La disoccupazione ordinaria dura massimo un anno e dunque i 20.000 dell'anno scorso sono già a casa senza un soldo. In migliaia aspettano ancora i primi euro della cassa in deroga. Tutte queste persone con un reddito fortemente ridotto, se non azzerato, nel frattempo devono mangiare, pagare le bollette, il mutuo o l'affitto, mandare i figli a scuola. C'è n'è abbastanza per dire che siamo in emergenza.

La Cgil Toscana va ripetendo da mesi che bisogna affrontare l'emergenza e contemporaneamente operare per costruire le basi della ripartenza, spieghiamo?

Lo chiediamo a ragione perché se abbiamo mediamente bene operato per affrontare l'emergenza sul piano sociale, abbiamo l'esigenza di fare un salto di qualità sul piano della progettazione del nostro futuro. Il sistema produttivo toscano, peraltro in difficoltà ancor prima dell'arrivo della crisi mondiale, non si salva se resta ancorato al suo passato.

Dove e come intervenire, cosa consolidare, quali le nuove strade da percorrere?

Rapidamente e per punti credo siano questi i temi gli ambiti sui quali confrontarsi, discutere per
arrivare a scolte condivise: difesa del manifatturiero, con una attenzione tutta particolare ai distretti che da tempo in fase declinante; costruzione di un quadro programmatico di economia ambientalmente sostenibile impiantata sulle energie rinnovabili e su un uso qualificato delle risorse primarie, (acqua, aria, territorio); potenziamento di servizi nuovi come la logistica, l'intermodalità, e trasporti; consolidamento del turismo e riqualificazione commerciale (rapporto fra grande e piccola distribuzione); accelerazione delle grandi opere infrastrutturali da considerarsi non solo come interventi necessari per lo sviluppo regionale ma anche come strumento anticiclico per l'occupazione (agevolazione per le aziende appaltatrici che riassorbono lavoratori espulsi dal sistema produttivo; un piano di rilancio e dei poli universitari e dei centri di ricerca nel quadro di una economia regionale della conoscenza che punti alle eccellenze; un piano di riqualificazione urbana finalizzato ad un recupero razionale, sostenibile ed economico delle aree industriali dismesse abbinato ad una programmazione metropolitana delle aree destinate ad insediamenti produttivi: aggiornamento del piano di sviluppo rurale.

Buon lavoro!

Si c'è molto da lavorare, ci sono scelte da fare, meglio se condivise, e soprattutto non c'è tempo da perdere. La Cgil c'è, nel frattempo continuerà a spedenersi per rendere visibile la crisi, le sue inaccettabili conseguenze sulle persone. Per questo saremo a Roma in Piazza Navona il 27 ottobre, in Piazza del Popolo il 12 novembre e in tanti, a migliaia, sabato 14 novembre per la grande manifestazione nazionale. nb

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