La vertenza. Aferpi, continua la fase di stallo
Piombino

La temuta rottura con Rebrab non c'è stata, sindacati convocati al ministero. La vigilanza del governo è stata prolungata ancora e ora si ipotizza l'ingresso di un nuovo socio per salvare le acciaierie
di Jacopo Formaioni 11.05.2017Rebrab ha risposto. Questa volta rispettando i tempi. Sono state settimane tese quelle che hanno separato la lettera in cui il ministro Calenda aveva annunciato la messa in mora degli stabilimenti Aferpi e minacciato la rescissione del contratto dalla tanto attesa risposta del gruppo algerino.
La temuta rottura, almeno per il momento, non c'è stata. Issad Rebrab sembra abbia risposto in modo collaborativo, scongiurando lo scenario più temuto: rescissione del contratto e apertura di un contenzioso legale, che avrebbe messo fine ad ogni speranza per lo stabilimento piombinese. Ci vorrà tempo e altri incontri e tavoli tecnici, ma l'ipotesi più probabile è la riconferma per altri due anni del commissario Piero Nardi e il conseguente prolungamento degli effetti della legge Marzano.
Soluzione, questa, che metterebbe al riparo fino al 2019 gli oltre 2000 dipendenti dalla possibilità di licenziamento dopo il 30 giugno. Rebrab avrà così altri due anni per far partire il progetto Aferpi. Notizia positiva, visto che alternative concrete al momento non ce ne sono.
Ieri i sindacati sono stati convocati al ministero. Il ministro Calenda ha informato il tavolo su quanto contenuto nella lettera ricevuta da Cevital e ha fatto sapere che verrà inviata un'ulteriore lettera di risposta nella quale saranno confermati i punti già presenti nell'annuncio di messa in mora, richiedendo inoltre il piano operativo, il piano di business e relative partnership.
“A Cevital - dichiarano i sindacati in una nota congiunta - verrà chiesto, pena l’avvio formale di messa in inadempienza procedurale, di mantenere un livello produttivo tale da poter confermare l’ammortizzatore sociale in essere. Da parte nostra abbiamo ribadito che un eventuale partner dovrà comunque garantire la produzione di acciaio a Piombino come previsto nell’accordo di programma. Il prossimo appuntamento sarà il 17 maggio, per proseguire i lavori nelle assemblee dei lavoratori tenute dalle segreterie nazionali per andare avanti in questa difficile situazione”.
Messi al sicuro i lavoratori, la risposta “positiva” permette di prolungare la vigilanza da parte del governo e tempo per trattare eventualmente con un altro socio, Jindal probabilmente, l'ingresso in partnership in Aferpi.

Jindal nei giorni scorsi sembra aver formalizzato l'interessamento per gli stabilimenti di Piombino con una lettera a Calenda, svincolandolo dall'esito della gara per Ilva, a cui l'industriale indiano partecipa in una cordata con Del Vecchio, Arvedi e Cassa depositi e prestiti, opposta al gruppo guidato da Arcelor Mittal. Se esiste un interesse di Jindal, è evidente che da parte sua non ci saranno mosse ulteriore sino all'esito della gara di Taranto.
Il ministro Calenda avrebbe in mente un ingresso della Jsw di Jindal in Aferpi, pur non escludendo altre possibilità, come quella ventilata nelle settimane scorse di British Steel. Nel caso della scelta del socio indiano, Jindal entrerebbe solo inizialmente in società con Rebrab, per guidare l'acciaieria e permettere al gruppo algerino di realizzare i progetti di logistica e agroindustriale, senza i quali non si garantirebbero i livelli occupazionali promessi alla firma del contratto.
Dal canto suo, Rebrab riesce così a rimanere agganciato all'affare Piombino, sperando di negoziare credito con la garanzia di Sace (società assicurativa per il commercio estero controllata da Cassa depositi e prestiti) e ottenendo del circolante vitale per la continuità produttiva, avendo come garanzia la Regione tramite la Fidi Toscana. Ma allo stesso tempo la risposta di Rebrab è fortemente critica nei confronti del sistema creditizio italiano, colpevole, secondo lui, di riporre scarsa fiducia nei progetti del gruppo Cevital, negandogli i finanziamenti.
Critiche giuste, certo, se non fosse che il progetto Aferpi, sin dalla sua nascita nel dicembre del 2014 ha avuto non pochi problemi, e agli occhi di molti è parso più volte improvvisato e senza una precisa progettazione. Il Sole 24 Ore qualche giorno fa ha lanciato un duro attacco alla gestione dell'intera vicenda, elencando le non poche criticità di questi anni. Tre sono stati gli amministratori persi in questi anni di gestione e l'azienda è adesso in mano a manager non molto esperti nel settore siderurgico. Nello stesso tempo la società tedesca a cui è stato affidato lo studio ingegneristico per i nuovi impianti sembra non sia stata pagata, gli esperti non ascoltati, banche per i finanziamenti non trovate e due dei tre laminatoi non attivi da mesi.
Sembra chiaro che andando avanti così l'azienda perderà sempre più quote di mercato, rischiando di uscirne in modo definitivo. Accuse forse eccessive, ma che danno da pensare. Soprattutto se ora si torna a parlare di commissario straordinario per i prossimi due anni e un probabile proseguimento di questa fase di stallo.

Aferpi: Cevital; c'è impegno, ma difficoltà accesso credito Negoziazioni per realizzare piano, chiesto programma solidarietà 06052017 Cevital ha già investito su Piombino una cifra superiore ai 100 milioni di euro di mezzi propri. E' quanto spiega il gruppo algerino in una lettera al commissario straordinario Piero Nardi, di cui l'ANSA ha preso visione. Si tratta di "una cifra considerevole" e per questo, secondo Cevital, ritenere che "la società non abbia avviato in concreto il suo impegno pare una affermazione pretestuosa". Il gruppo ammette tuttavia difficoltà per reperire nuove risorse, denunciando "l'inusuale completa latitanza di qualsiasi forma di sostegno da parte del sistema creditizio italiano". Nella lettera firmata dal ceo di Cevital, Said Benikene, si sottolinea, tra l'altro, come siano in corso 'negoziazioni' che permetteranno di reperire le risorse patrimoniali e finanziarie per la ripresa produttiva e per realizzare il piano industriale presentato al Mise il 27 marzo scorso. Cevital inoltre non esclude la possibilità di prorogare il periodo di sorveglianza commissariale, svolto da Nardi, e si dice "ben consapevole" dell'importanza sociale della presenza del gruppo per la reindustrializzazione del sito di Piombino. La società ricorda inoltre che il 13 aprile scorso ha presentato la richiesta di proroga "del programma di solidarietà per un periodo di due anni per tutti i dipendenti giunti a scadenza".(ANSA)

06052017 Sindacati attendono incontro con Ministero e commissario.  E' arrivata oggi la risposta da parte di Aferpi al Governo, alla lettera di messa in mora che a metà aprile il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda aveva inviato all'azienda. Al momento i contenuti non sono stati resi noti ma i sindacati aspettano a breve una convocazione al ministero. "Abbiamo appreso che la proprietà Aferpi - dice Lorenzo Fusco della Uilm - ha risposto oggi alla lettera formale inviatale dal Governo e che la risposta è ora nelle mani del Commissario Straordinario. Abbiamo immediatamente richiesto un incontro al Commissario per conoscerne i contenuti il prima possibile e ci aspettiamo di essere a breve convocati dal ministero".(ANSA). 05.05.2017
Cgil Cisl Uil Livorno: Patto per il lavoro, attivate procedure per sciopero generale provinciale. Lettera al sindaco

04.05.2017 I sindacati al sindaco Nogarin. Cgil, Cisl e Uil hanno attivato le procedure di legge per arrivare alla proclamazione di uno sciopero generale per la Provincia di Livorno per rivendicare una strategia concreta di sviluppo ed occupazione in un territorio a rischio sociale, così provato dalle tante crisi aziendali.
Abbiamo il diritto e il dovere di reagire non solo emotivamente ma attraverso un progetto condiviso che superi gli steccati ed i conflitti istituzionali municipalistici e sociali e si ponga il problema di “COME RIPARTIRE” in tempi brevi, proprio per questo le confederazioni hanno proposto una piattaforma sindacale che guarda a pochi punti a nostro avviso decisivi che solo nell'unità d'azione e nella compattezza potremo traguardare partendo da:
1) La proroga ammortizzatori sociali e sostegno al reddito.
2) Lo sblocco della dei gara bacini
3) L’ accelerazione accordi di programma Livorno e Piombino
4) Gli investimenti in Infrastrutture
5) La Sanità: nuovo ospedale di Livorno e Case della Salute
6) Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
In merito alla convocazione degli Stati Generali del lavoro da lei proposta, Le chiediamo di attivarsi in tempi rapidissimi, vista la condizione di profondo disagio in cui versa una buona parte dei cittadini della nostra Provincia.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte, chiediamo a tutti di fare altrettanto.
I Segretari Generali di Cgil Cisl Uil Livorno
Fabrizio Zannotti. Giovanni Pardini e Angelo Colombo

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Intanto a Livorno. Intervenendo all'incontro al ministero dello Sviluppo economico - con la presenza di ministro, viceministro, presidente della Regione Toscana, sindaco di Piombino e commissario straordinario - Issad Rebrab, presidente di Cevital, ancora una volta non ha dato garanzie per quanto riguarda il mantenimento della produzione e dell'occupazione dello stabilimento Aferpi di Lucchini.
Il ministro Calenda ha quindi annunciato che entro la giornata di domani l'azienda riceverà da parte del ministero una lettera formale di messa in mora nella quale si dichiara l'azienda inadempiente rispetto agli impegni concordati con governo, istituzioni e sindacati.
A questo punto si aprono due strade: un prolungamento del periodo di sorveglianza di altri due anni rispetto al tempo di gestione straordinaria oggi in atto o la risoluzione del contratto con Cevital.
Per Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom, "è positiva la decisione assunta dal ministro Calenda di messa in mora di Aferpi e la richiesta di proroga di 24 mesi delle garanzie previste dalla legge Marzano al fine di ricercare soluzioni industriali finalizzate a ricolare acciaio a Piombino".
"Inoltre - aggiunge - è positiva la risposta del ministero dello Sviluppo economico alla richiesta delle organizzazioni sindacali di istituire un tavolo congiunto con il ministero del Lavoro per i lavoratori dell'indotto."
"Positiva infine -conclude Rappa - la decisione di Cgil, Cisl e Uil di Livorno di proclamare lo sciopero generale di tutto il territorio a sostegno della vertenza Piombino e di tutte le crisi aperte."

Aferpi: sindacati, Governo mette in mora Cevital Uilm e Fim Cisl, giusto prolungare periodo di sorveglianza
"Domani l'azienda riceverà la lettera formale di messa in mora da parte del ministero dello Sviluppo economico e vedremo come replicherà". Lo rende noto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, dopo la rinione al Mise tra il Ceo di Cevital, Issad Rebrab, il ministro Carlo Calenda, Fim, Fiom e Uilm nazionali e territoriali, il presidente della Toscana, Enrico Rossi e il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani. "Il prolungamento del periodo di sorveglianza di almeno due anni rispetto al tempo di gestione straordinaria tuttora in atto - prosegue Palombella - è un'ipotesi avanzata dal ministro Carlo Calenda che condividiamo e che riteniamo sia da attuare al più presto. Il management di Cevital si è dimostrato inadempiente rispetto a quanto concordato con governo, istituzioni e sindacati sia dal punto di vista finanziario sia da quello dell'utilizzo della forza lavoro, sia per quanto concerne le produzioni stesse del sito siderurgico di Piombino. allo stato delle cose emergono più fatti connessi a inadempienze imprenditoriali che a motivi di sviluppo. Così non va". Per il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, "la proroga del periodo di sorveglianza è un atto indispensabile in assenza di impegni veri e ha fatto bene il ministro a ribadire all'azienda le questioni centrali di questa fase di fronte a gravi inadempienze contrattuali di Cevital: la garanzia di immissione di capitali per assicurare la liquidità, le garanzie sul contratto per la fornitura del forno elettrico, lo stato di avanzamento del programma di demolizione dei vecchi impianti e di bonifica dell'area". "Tutte questioni - conclude Bentivogli - sulle quali l'azienda è stata troppo generica e indeterminata. Sosteniamo, insieme al Governo, che Rebrab risponda nelle prossime ore a una lettera formale di proroga della sorveglianza. Inoltre servono risposte sull'arrivo dei 25 milioni di circolante in azienda, il dettaglio del contratto per l'investimento sul forno elettrico, sul piano di smantellamento (ci sono 62 ettari da liberare) e l'assicurazione del 40% di ore lavorate per garantire il prosieguo dei contratti di solidarietà".
"Le nostre preoccupazioni erano fondate. Cevital non ha fornito le necessarie garanzie dal punto di vista finanziario, dimostrandosi inadempiente". Lo affermano in una nota il segretario confederale dell'Ugl, Ermenegildo Rossi, e Antonio Spera, segretario generale di Ugl Metalmeccanici, dopo l'incontro al Mise sul futuro dell'azienda siderurgica Aferpi di Piombino (Livorno). "Il Governo - hanno aggiunto - invierà a Cevital una lettera in cui si formalizzerà lo stato inadempiente dell'azienda rispetto agli impegni presi in precedenza e questo comporterà il prolungamento di due anni del periodo di sorveglianza. Ora spetta all'azienda dare risposte esplicite nelle prossime ore e se così non sarà è necessario che il Governo si riservi la possibilità di valutare con i sindacati un percorso alternativo. Faremo di tutto per difendere il futuro dei lavoratori e dell'intero indotto, perché non possiamo perdere una realtà industriale così importante, non solo per il territorio, ma a livello nazionale".(ANSA).
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Protesta dei lavoratori dell'Aferpi a Piombino: dopo il rinvio dell'incontro al Mise, è stata occupata l'aula consiliare. "Lo abbiamo fatto già ieri pomeriggio, continuiamo a farlo anche oggi e fino a quando non avremo certezza sulla data di un incontro", spiega David Romagnani della Fiom. "Ci siamo dati una scadenza, il 20 aprile. In mancanza di risposte - aggiunge il sindacalista - questa volta non organizzeremo una manifestazione davanti al Mise, bensì davanti a Palazzo Chigi come già aveva annunciato anche Maurizio Landini, in occasione dello sciopero". "C'è molta preoccupazione - osserva Romagnani -, da qui la decisione, insieme a Fim e Uilm, di recarsi in Comune e restarci in permanenza. Il sindaco ci ha accolto e ha solidarizzato con noi". Il futuro dell'impianto siderurgico mette in ginocchio, spiegano i sindacati, non solo la città di Piombino ma un intero territorio, per le tante aziende dell'indotto legate alle acciaierie. (ANSA).

Aferpi:Bellanova a telefono con sindacati,incontro 19 aprile
Il viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova ha confermato che, per Aferpi, l'incontro è stato aggiornato al 19 aprile alle ore 13. Al telefono con i rappresentanti dei lavoratori si è impegnata all'estensione della legge Marzano, che prevede misure per la ristrutturazioni industriali. A riferirlo David Romagnani della Fiom. Bellanova, ha spigato il sindacalista, si è cioè impegnata "alla copertura per i lavoratori per i prossimi due anni". (ansa)

Aferpi: presidio lavoratori in Comune continua, anche notte
Il presidio dei lavoratori di Aferpi in Comune a Piombino proseguirà fino al 19 aprile, giorno in cui è fissato l'incontro al ministero dell'economia con il responsabile del gruppo Cevital che ha rilevato l'impianto ex Lucchini. Una rappresentanza, in accordo con l'amministrazione comunale, resterà anche durante la notte per marcare la protesta. E' quanto si apprende dai sindacati mentre è in corso una riunione della Rsu nell'aula consiliare a Piombino per stabilire una serie di iniziative pubbliche di sensibilizzazione al problema.(ANSA)

Aferpi: sindaco Piombino; vicini a lavoratori, sì a presidio
"Appoggiamo la protesta delle Rsu Aferpi che hanno deciso di occupare la sala consiliare del palazzo comunale fino alla prossima convocazione della riunione con l'azienda da parte del ministro Carlo Calenda". Lo afferma il sindaco di Piombino Massimo Giuliani. "Si tratterà pertanto di un presidio congiunto che cercheremo di gestire al meglio facendo emergere che l'amministrazione comunale è vicino ai lavoratori come abbiamo sempre fatto", ha aggiunto il sindaco. Giuliani ha quindi confermato che la prossima convocazione al Mise sarà il 19 aprile alle 13. "Questa mattina siamo riusciti ad avere un colloquio telefonico con il viceministro Teresa Bellanova che ha parlato direttamente con i lavoratori in sala consiliare. Nel corso della telefonata ho richiesto la vicinanza del governo al presidio sindacale con una visita di un rappresentante del ministero a Piombino", ha detto ancora Giuliani. Nel corso della telefonata, il viceministro Bellanova ha raccolto l'indignazione dei sindacati "facendo riferimento alla necessità di passare da una politica degli annunci a una politica del fare". Il viceministro, ha riferito ancora il sindaco, ha affermato l'intenzione di prolungare la Marzano finché non siano verificati gli impegni annunciati dall'azienda e ha comunicato che da parte del ministro Calenda saranno fatti a breve approfondimenti con il ministro del lavoro su questo tema. Intanto il palazzo comunale e la fortezza del Rivellino a Piombino da stasera verranno illuminati di rosso, come testimonianza della condivisione da parte del Comune della protesta.(ANSA).

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La politica ha il dovere di governare, basta con le inadempienze dell'imprenditore e col tergiversare, qui è a rischio il polo siderurgico piombinese. Sta al Governo decidere se si deve staccare la spina al progetto Cevital o continuare a crederci. Piombino torni a colare acciaio".Migliaia di metalmeccanici, 3000 secondo i sindacati, hanno dato vita ad una manifestazione per le vie del centro di Piombino. Un lungo corteo, con in testa i segretari generali dei tre sindacati, Marco Bentivogli (Fim), Maurizio Landini (Fiom) e Rocco palombella (Uilm), è partito dal cavalcavia dello stabilimento ex Lucchini per raggiungere il centro della città siderurgica. Lo sciopero, che interessa tutta la categoria della provincia di Livorno, è stato indetto per sollecitare risposte sul progetto del gruppo Cevital dell'algerino Issad Rebrab sul futuro delle acciaierie. Il corteo si è svolto senza tensioni e sta raggiungendo piazza Verdi dove si terranno i comizi conclusivi. "Ci attendiamo - spiegano i sindacati - risposte dal Governo sul progetto Cevital, sugli ammortizzatori sociali, sulla proroga della legge Marzano, sul finanziamento del Piano industriale. La politica ha il dovere di governare, basta con le inadempienze dell'imprenditore e col tergiversare, qui è a rischio il polo siderurgico piombinese. Sta al Governo decidere se si deve staccare la spina al progetto Cevital o continuare a crederci. Piombino torni a colare acciaio".

Siderurgia: Landini, vertenza Piombino fino a Palazzo Chigi
"Porteremo la vertenza Piombino davanti a Palazzo Chigi e chiederemo un incontro a Gentiloni": dal palco, a chiusura della manifestazione dei metalmeccanici della provincia di Livorno a sostegno della vertenza per le acciaierie ex Lucchini, il segretario generale della Fiom Maurizio Landini lancia il suo messaggio chiaro all'esecutivo perché per Piombino, secondo polo industriale siderurgico, il governo prenda un impegno per garantire il futuro, così come per l'Ilva. "Se dall'incontro di lunedì prossimo, 27 marzo, al Mise non ci saranno risposte concrete - ha affermato Landini -, lanceremo una grande manifestazione a Roma, davanti a Palazzo Chigi e chiederemo un incontro con Gentiloni". (ANSA).

Siderurgia: Palombella (Uilm), Piombino torni a fare acciaio
"Piombino deve tornare a produrre acciaio e quest'obiettivo deve essere la primaria condizione che deve caratterizzare l'attività del gruppo Cevital. In caso contrario è il governo che dovrà assumersi la responsabilità di ripristinare la concreta produzione del sito siderurgico in questione". Lo ha detto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm che oggi è intervenuto alla manifestazione dal palco di piazza Verdi a Piombino per lo sciopero sulla vertenza Aferpi. "E' inaccettabile - ha continuato Palombella - la stasi che grava su questa vertenza col rischio di drammatiche ripercussioni sociali ed industriali se non ci fosse la continuità produttiva dello stabilimento". "L'azienda - ha sottolineato il dirigente sindacale- prevede una ripresa parziale dell'attività produttiva dal 3 aprile, con un orizzonte che arriva sino alla fine di luglio ed entro questo arco temporale la proprietà dovrà rispondere almeno agli impegni legati ai contratti già firmati. Ma quel che più importa è che il patron Issad Rebrab deve decidersi ad illustrarci le linee del nuovo piano industriale. Non facendolo è come se si tirasse fuori dagli impegni presi".

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Per il futuro, per tornare a produrre acciaio a Piombino è sciopero generale il 24. “Non possiamo permetterci altri ritardi”. Qualche giorno dopo è in programma un nuovo incontro al Mise. Cevital ha chiesto tempo al ministro, ma intanto lo stabilimento è fermo Venerdì 24 sarà sciopero generale. Dopo l'annuncio dell'ulteriore slittamento dell’incontro al Mise fissato per il 15 marzo, i sindacati non hanno esitato a confermare la data e le proporzioni della prossima mobilitazione.
Il nuovo incontro al Mise è fissato al 27 marzo. Said Benikene, ceo di Cevital, ha chiesto più tempo per presentarsi dal ministro Carlo Calenda con le linee guida lungo le quali punta a sviluppare il piano industriale vero e proprio e il relativo piano finanziario. Un ulteriore slittamento che ha avvolto ancora di più in un'aura surreale l'intera faccenda, ormai sospesa da mesi.
I sindacati, impegnati anche in una serie d’incontri con i consigli comunali delle cittadine del territorio della Val di Cornia, stanno organizzando lo sciopero dei metalmeccanici dell’intera provincia di Livorno previsto per venerdì 24 marzo. La preoccupazione, però, cresce. “Lo stabilimento è fermo – sostengono Fim, Fiom e Uilm – non sono partiti né gli investimenti promessi né le opere di smantellamento e bonifiche che avrebbero dovuto garantire l’occupazione. Non possiamo più permetterci altri ritardi, altrimenti in un mercato globale non riusciremo più a recuperare clienti e rischieremo di veder scomparire l’unico stabilimento italiano che produce rotaie”.
Per i sindacati è Cevital che deve garantire il ritorno alla produzione di acciaio, ma se non fosse più ritenuto un soggetto credibile dovrebbe essere il governo a garantire il futuro dello stabilimento, partendo dal rispetto dell’accordo di programma e dalla ricerca di alternative. Cominciando eventualmente a fare chiarezza sulle reali possibilità di un Piano B che coinvolga un altro partner e l'Ilva di Taranto. Alla manifestazione prevista per venerdì prossimo ci saranno probabilmente i tre segretari nazionali di Fim, Fiom e Uil, anche se al momento è confermata solo la presenza di Maurizio Landini. “Il Governo si decida di fare finalmente la sua parte senza più tergiversare – concludono i sindacati –. Se Cevital è ancora un interlocutore credibile, si garantisca la continuità produttiva, si parta con gli investimenti e gli smantellamenti, si garantisca il mantenimento dei contratti di solidarietà per i lavoratori almeno fino a luglio del 2019 prorogando la legge Marzano”.
All’incontro del 27 a Roma parteciperà il Ceo di Cevital Said Benikene, visto il calendario degli impegni in Algeria di Issad Rebrab. Tecnici e consulenti di Aferpi hanno lavorato intensamente in queste settimane, secondo voci interne all’azienda, all’affinamento di un piano industriale, le cui linee potrebbero essere presentate nell’incontro del 27 marzo al ministero. Successivamente quanto emersodall'incontro sarà comunicato ufficialmente ai sindacati entro il 31 marzo. Tuttavia Benikene ha già chiesto tempo fino a giugno per passare a un progetto esecutivo, corredato da un piano di finanziamenti e dall’eventuale scelta di possibili partner industriali. L'idea che Cevital voglia svincolarsi dagli impegni presi al momento dell'acquisto, soprattutto riguardanti il mantenimento dell'occupazione, si fa sempre più forte. Solo l'azienda potrà fugare ogni dubbio. di Jacopo Formaioni da rassegna.it

Creato il:mar 21 mar, 2017 3:58 pm

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