Lavoro: Istat, 8,8 milioni di donne vittime molestie e ricatti sessuali. 167.000 negli ultimi 3 anni
lavoro molestie

Dati Istat. Molestie: Cgil, si combattono con diritti e qualità del lavoro

"La riduzione dei diritti sul lavoro, gli alti livelli di disoccupazione e il profondo divario di genere sono l'humus che favorisce la crescita dei soprusi nei confronti delle donne. Purtroppo i dati Istat lo confermano: dati drammatici e sottostimati, poichè nascondono un fenomeno raramente denunciato". Così il segretario confederale della Cgil, Tania Scacchetti, commenta il rapporto dell'Istat sulle molestie e i ricatti sessuali sul lavoro: "È evidente la correlazione tra questi numeri e le condizioni del lavoro in generale, e delle donne in particolare. Cresce il dato sulle dimissioni in relazione alla nascita dei figli; proliferano gli annunci di offerte di lavoro che selezionano in base allo stato civile e alla volontà o meno di diventare madri; resta drammatica la situazione delle lavoratrici di settori ad alta informalità, come quello domestico; permane lo sfruttamento di donne e uomini stranieri il cui permesso di soggiorno è legato allo svolgimento di una attività lavorativa".
Secondo la dirigente sindacale "per prevenire questi abusi serve sostenere e allargare la legislazione, estendere gli accordi contro la violenza e le molestie in recepimento della convenzione di Istanbul". È fondamentale, aggiunge, costruire "azioni di formazione e collaborazione per favorire positive relazioni interpersonali negli ambienti di lavoro, oltre che assicurare tutela sociale e sanitaria. Tutte azioni che la Cgil ha sempre sostenuto e praticato". Inoltre "bisogna fare di più per contrastare gli abusi di potere, dimostrati dal fatto che il fenomeno riguarda, pur in misura fortemente ridotta, anche gli uomini. È necessario che i luoghi di lavoro siano giusti ed equi, al di là delle gerarchie e delle dinamiche di potere, per tutti indipendentemente dal sesso". E così conclude: "Per combattere le molestie e la violenza contro le donne è importante favorire la qualità del lavoro, i diritti, il superamento delle disuguaglianze, il ruolo e il lavoro delle donne. Solo così gli uomini, troppo spesso impuniti, avranno maggiori difficoltà a molestarle e a violare la loro dignità". da rassegna.it

I dati nel report "Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro" negli anni 2015-2016. Nel corso della vita 1 milione 173mila donne (7,5%) ne sono state vittime in ufficio o in azienda e l'80,9% di loro non ne ha parlato con nessun collega. I dati generali tendono a diminuire mentre restano stabili le percentuali sui ricatti sessuali nel posto di lavoro

Si stima che siano 8 milioni 816mila (43,6%) le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita abbiano subito qualche forma di molestia sessuale e si stima che siano 3 milioni 118mila le donne (15,4%) che le hanno subite negli ultimi tre anni. Non solo: emerge anche che nel corso della vita 1 milione 173mila donne (7,5%) siano state vittima di ricatti sessuali sul luogo di lavoro per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro o per ottenere progressioni nella carriera.

Solo negli ultimi tre anni sono 167mila le donne che in ufficio o in azienda hanno subito queste forme di ricatto (l'1,1%); al momento dell'assunzione ne sono state colpite più frequentemente le donne impiegate (37,6%) e le lavoratrici nel settore del commercio e dei servizi (30,4%). La quota maggiore delle vittime, inoltre, lavorava o cercava lavoro nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (20%) e in quello del lavoro domestico (18,2%). Nell'11,3% dei casi le donne vittime hanno subito più ricatti dalla stessa persona e il 32,4% dei ricatti viene ripetuto quotidianamente o più volte alla settimana. La grande maggioranza delle vittime (69,6%) ritiene molto o abbastanza grave il ricatto subito. Nonostante questo, nell'80,9% dei casi, le vittime non ne hanno parlato con nessuno sul posto di lavoro. Quasi nessuna, inoltre, ha denunciato quanto accaduto alle forze dell'ordine.
Se nel loro insieme i dati sulle molestie sessuali sulle donne risultano comunque in costante diminuzione
dal 1997-1998 a oggi, (diminuiscono le vittime di esibizionismo, di telefonate oscene, di molestie fisiche e, anche se in misura minore, le vittime di pedinamenti e di molestie verbali), risultano invece stabili i ricatti sessuali sul lavoro.
Sono soltanto alcuni dei dati che emergono nel Rapporto Istat: "Le molestie e i ricatti sessuali sul lavoro" nel 2015-2016, diffuso oggi.

E per la prima volta sono rilevate le molestie a sfondo sessuale anche ai danni degli uomini: si stima che 3 milioni 754mila uomini le abbiano subite nel corso della loro vita (18,8%), 1 milione 274 mila negli ultimi tre anni (6,4%).
Gli autori delle molestie a sfondo sessuale risultano in larga prevalenza uomini: lo sono per il 97% delle vittime donne e per l'85,4% delle vittime uomini.

Le molestie verbali sono la forma più diffusa sia nel corso della vita (24% delle donne e 8,2% degli uomini) sia nei tre anni precedenti all'indagine.
Le molestie con contatto fisico, ovvero le situazioni in cui le vittime sono state accarezzate o baciate contro la loro volontà, sono state subite nel corso della propria vita dal 15,9% delle donne e dal 3,6% degli uomini.

Nella maggior parte dei casi, il 60%, questo tipo di molestie sono perpetrate da estranei o da persone che si conoscono solo di vista (15,8%). Considerando l'intero corso della propria vita, avvengono più frequentemente sui mezzi di trasporto pubblici per le donne (27,9% dei casi) mentre per gli uomini nei locali come pub, discoteche, bar (29,2%).
La percezione della gravità delle molestie fisiche subite è molto diversa tra i generi: il 76,4% delle donne le considera molto o abbastanza gravi contro il 47,2% degli uomini.

Sono diffuse anche le molestie attraverso il web: nel corso della propria vita il 6,8% delle donne ha avuto proposte inappropriate o commenti osceni o maligni sul proprio conto attraverso i social network e all'1,5% è capitato che qualcuno si sia sostituito per inviare messaggi imbarazzanti o minacciosi od offensivi verso altre persone. In questo caso il dato degli uomini non è particolarmente diverso (rispettivamente 2,2% e 1,9%).

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Creato il:mar 13 feb, 2018 3:01 pm

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