Open Data Inail: Gen - Apr 2019; Toscana, 17 infortuni mortali (+3 su 2018)
Incidenti mortali gen ago 2017

ITALIA
PRIMO QUADRIMESTRE 2019: TORNA IL SEGNO ‘+’ PER LE MORTI SUL LAVORO IN ITALIA. CRESCONO DEL 7,4% GLI INFORTUNI MORTALI RILEVATI IN OCCASIONE DI LAVORO, DEL 6% CONTANDO ANCHE QUELLI IN ITINERE.
SONO 303 LE VITTIME RILEVATE IN ITALIA DA GENNAIO AD APRILE, DI CUI 204 GLI INFORTUNI REGISTRATI IN OCCASIONE DI LAVORO E 99 IN ITINERE.
LOMBARDIA, LAZIO, CAMPANIA, SICILIA, PIEMONTE, EMILIA ROMAGNA E VENETO SONO ANCORA LE REGIONI IN CUI SI REGISTRA IL MAGGIOR NUMERO DI DECESSI IN OCCASIONE DI LAVORO. IL PODIO NON CAMBIA MOLTO ANCHE OSSERVANDO IL NUMERO COMPLESSIVO DI VITTIME (COMPRESE QUELLE IN ITINERE).
LE PROVINCE PIÙ COLPITE DAGLI INFORTUNI MORTALI IN OCCASIONE DI LAVORO SONO ROMA (16), MILANO (12), PALERMO (7), NAPOLI E VERONA (6).
56 GLI STRANIERI DECEDUTI SUL LAVORO, 40 DEI QUALI IN OCCASIONE DI LAVORO.
LA FASCIA D’ETÀ PIÙ COLPITA DAL DRAMMA DELLE MORTI BIANCHE È QUELLA CHE VA DAI 45 AI 54 ANNI MA L’INCIDENZA PIÙ ELEVATA DI MORTALITÀ SI REGISTRA TRA GLI ULTRASESSANTACINQUENNI.

Le cose, insomma, non accennano a cambiare nemmeno nel 2019, neppure la maglia nera della graduatoria nazionale delle vittime rilevate in occasione di lavoro.
Infatti, è come sempre la Lombardia ad indossarla con 35 decessi, seguita dal Lazio (23), dalla Campania (19), dalla Sicilia (17), dal Piemonte (16) e dal Veneto ed Emilia Romagna (15). La scoraggiante graduatoria continua con la Toscana (13), la Puglia (9), l’Abruzzo (8), il Trentino Alto Adige (7), l’Umbria (5), la Basilicata, la Liguria e le Marche (4), il Molise e la Sardegna (3), il Friuli Venezia Giulia e la Calabria (2).
Quando si tratta, invece, di incidenza della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa, al primo posto si trova il Molise con un indice pari a 28,6 (più del triplo della media nazionale), seguito dalla Basilicata, dall’Abruzzo e dall’Umbria.
Le province più colpite dagli infortuni mortali in occasione di lavoro sono Roma (16), Milano (12), Palermo (7), Napoli e Verona (6), Avellino, Bolzano, Brescia, Cuneo, Firenze, Mantova, Torino e Vicenza (5), Caserta, Foggia, Monza e Brianza e Perugia (4).
Oltre la metà delle vittime aveva un’età compresa tra i 45 e i 64 anni. Le donne che hanno perso la vita nel primo quadrimestre del 2019 sono 26 (4 in occasione di lavoro e 22 in itinere).
Ad emergere anche nel primo quadrimestre 2019, è il dato sulle vittime straniere. Ebbene, come nel primo trimestre, anche nei primi quattro mesi del 2019 il risultato appare piuttosto drammatico. Sono, infatti, 40 gli stranieri che hanno perso la vita nel nostro Paese in occasione di lavoro e 16 in itinere.
A contare più vittime straniere è il Centro Italia con 12 infortuni mortali in occasione di lavoro su un totale di 40.
I settori più colpiti sono quelli delle attività manifatturiere e delle costruzioni con 30 decessi ciascuno in occasione di lavoro. Seguono: trasporto e magazzinaggio (20) e commercio all’ingrosso e al dettaglio (11).
Il giorno in cui si è verificato il maggior numero di incidenti mortali in occasione di lavoro nel primo quadrimestre 2019 è il lunedì.
Intanto, ad aumentare nel nostro Paese sono anche gli infortuni non mortali: dal primo quadrimestre 2018 al 2019 sono passati da 205.826 a 210.720. A Nordest il dato peggiore con 66.251 infortuni, seguito dal Nord Ovest (63.581).
Prima per numero di infortuni la Lombardia (40.099), seguita da Emilia Romagna (27.642) e Veneto (25.229).

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Gennaio-aprile 2019 Inail, in aumento infortuni e incidenti mortali. Toscana 17 mortali, più 3 su 2018
Aumentano le denunce di infortunio sul lavoro nei primi quattro mesi dell'anno, in crescita anche gli incidenti mortali. A dirlo è l'Inail, specificando che tra gennaio e aprile le denunce sono state 210.720 (in aumento di circa 4.900 casi, il 2,4 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2018), 303 delle quali con esito mortale (17 in più rispetto al primo quadrimestre 2018, pari al +5,9 per cento). Dall'analisi territoriale emerge un aumento dei casi mortali solo al Centro e nel Meridione del Paese: 15 in più al Centro (da 54 a 69), 17 in più al Sud (da 47 a 64) e nove in più nelle Isole (da 21 a 30). Nel Settentrione si rileva invece una diminuzione sia nel Nord-Est (da 80 a 61) sia nel Nord-Ovest (da 84 a 79). A livello regionale, spiccano i dieci casi mortali in più denunciati in Puglia e Sicilia e gli 11 in meno in Veneto. L'analisi di genere ha mostrato un andamento opposto tra i due sessi: 29 casi mortali in più per gli uomini (da 248 a 277) e 12 in meno per le donne (da 38 a 26). Quanto alle età, emergono incrementi nella fascia 45-54 anni (+35 casi) e in quella 20-29 anni (+14), a fronte di cali generalizzati nelle altre fasce.

TOSCANA

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In toscana da gennaio ad aprile 2019 sono state 16.187 le denunce di infortunio, 496 in più dello steso periodo del 2.018, 17 sono stati gli infortuni morali, 3 in più sul 2018. Le denunce per malattie professionali sempre da gennaio ad aprile 2019 sono state 2.701, + 16 sul 2018.

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ITALIA (eleborazione Vega)
MORTI SUL LAVORO PRIMO BIMESTRE 2019.

212 VITTIME. LO STESSO BILANCIO DEL 2018. E LA FLESSIONE REGISTRATA NEI PRIMI DUE MESI DELL’ANNO SEMBRA ESSERE SVANITA NEL NULLA.
144 GLI INFORTUNI MORTALI IN OCCASIONE DI LAVORO E 68 QUELLI IN ITINERE.
LOMBARDIA, SICILIA, LAZIO E VENETO LE REGIONI IN CUI SI RILEVA IL MAGGIOR NUMERO DI DECESSI IN OCCASIONE DI LAVORO. E IL PODIO NON CAMBIA ANCHE OSSERVANDO IL NUMERO COMPLESSIVO DI VITTIME, COMPRESE QUELLE IN ITINERE. ROMA, MILANO, FIRENZE, VICENZA, BOLZANO, CUNEO, NAPOLI, PALERMO E TORINO LE PROVINCE PIÙ’ COLPITE DAGLI INFORTUNI MORTALI IN OCCASIONE DI LAVORO. DUE MORTI SU DIECI SONO STRANIERI (18,1% DEL TOTALE). LA FASCIA D’ETÀ PIÙ “FRAGILE” E COLPITA È QUELLA CHE VA DAI 45 AI 54 ANNI.

“La stabilità dell’emergenza indicata dai numeri non può essere certo considerata come una positiva, o confortante, proiezione delle statistiche sulla mortalità. L’unico vero dato è che il decremento registrato nei primi due mesi del 2019 si è smarrito già nel terzo mese dell’anno. E, così, si continua a morire – troppo – in un Paese come l’Italia in cui non mancano le regole, né i percorsi formativi per applicarle. Vorrei ricordare che tutte le morti in occasione di lavoro potrebbero essere evitate con un corretto approccio aziendale nei confronti della sicurezza dei lavoratori”.
E’ il commento dell’Ing. Federico Maritan, Direttore dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre, innanzi all’ultima indagine – elaborata sulla base dei più recenti dati Inail – che, nel primo trimestre 2019, conta 212 vittime sul lavoro nel Paese, proprio come nel 2018. Quest’anno sono 144 i decessi registrati in occasione di lavoro e 68 quelli in itinere.
E, come non cambiano i confini dell’emergenza, non cambia troppo neppure la graduatoria delle regioni in cui si muore di più. La Lombardia, infatti, continua a guidare tristemente la classifica della Penisola con 22 decessi rilevati in occasione di lavoro, seguita da Sicilia e Lazio con 14 infortuni mortali e dal Veneto con 13 vittime.
Seguono: Campania ed Emilia Romagna (12), Piemonte (11), Toscana (9), Puglia (7), Trentino e Abruzzo (5), Basilicata (4), Umbria, Sardegna, Liguria, Marche (3), Calabria (2), Molise e Friuli Venezia Giulia (1). L’incidenza più alta della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa, invece, viene rilevata in Basilicata con un indice pari a 21,2 (più del triplo della media nazionale). Ed è seguita dalla Sicilia, dal Trentino Alto Adige e dall’Abruzzo (con un indice di 10,2).
Ad indossare, poi, le maglie nere nella classifica provinciale per numero di morti in occasione di lavoro nel primo trimestre 2019 sono: Roma (8), Milano (7), Firenze e Vicenza (5), Bolzano, Cuneo, Napoli, Palermo e Torino (4).
Oltre la metà delle vittime aveva un’età compresa tra i 45 e i 64 anni. Le donne che hanno perso la vita nel primo trimestre del 2019 sono 15 (3 in occasione di lavoro e 12 in itinere).
Ad emergere anche nel primo trimestre 2019, inoltre, è il dato sulle vittime straniere. Ebbene, come nel primo bimestre, anche nei primi tre mesi il risultato appare piuttosto drammatico. Sono, infatti, 26 gli stranieri che hanno perso la vita nel nostro Paese in occasione di lavoro e 16 in itinere.
E a contare più vittime straniere è il Centro Italia con 9 infortuni mortali in occasione di lavoro su un totale di 26.
Il settore più colpito è quello delle Attività Manifatturiere (18 decessi), seguito da quello delle Costruzioni e da quello dei Trasporti (17) e dal Commercio (10).
Il giorno in cui si verifica il maggior numero di incidenti mortali continua ad essere il martedì.
Intanto, ad aumentare nel nostro Paese sono anche gli infortuni non mortali: dal primo trimestre 2018 al 2019 sono passati da 154.820 a 157.715. A Nordest il dato peggiore con 49.186 infortuni, seguito dal Nord Ovest (47.825).
Prima per numero di infortuni la Lombardia (30.061), seguita da Emilia Romagna (20.428) e Veneto (18.701).
Al fine di promuovere e diffondere la Cultura della Sicurezza sul Lavoro, ci auguriamo che il comunicato non solo sia un utile strumento di lavoro per Voi ma anche una fonte di riflessione e di analisi di fronte alla grave situazione che colpisce la nostra Penisola.

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ITALIA (eleborazione Vega)

MORTI SUL LAVORO PRIMO BIMESTRE 2019.

ANCORA UN TRAGICO BILANCIO: 121 VITTIME DA NORD A SUD DEL PAESE.
82 GLI INFORTUNI MORTALI IN OCCASIONE DI LAVORO E 39 QUELLI IN ITINERE.
IN LOMBARDIA, VENETO E SICILIA I DATI PEGGIORI. A ROMA, PALERMO, MILANO, VICENZA, TORINO E MANTOVA I RISULTATI PROVINCIALI PIU’ TRAGICI.
INTANTO, ANCHE NEI PRIMI DUE MESI DEL 2019 PERMANE SIGNIFICATIVA L’INCIDENZA DELLA MORTALITÀ’ DEI LAVORATORI STRANIERI, PARI AL 24% DEL TOTALE E AL 19,5% DEGLI INFORTUNI MORTALI AVVENUTI IN OCCASIONE DI LAVORO.


Il primo mese del 2019 sembrava far emergere un miglioramento dato che le vittime sul lavoro complessive erano in diminuzione del 34% rispetto al 2018. Ma ora, già nel primo bimestre, i segnali appaiono più che mai sconfortanti: il decremento della mortalità rispetto al 2018 si è ridotto al 3,2%, mentre è dell’1,2% quello relativo alle sole morti in occasione di lavoro. Così si ripiomba nuovamente nell'emergenza.
Una classifica che non crea sorprese per la maglia nera indossata dalla Lombardia in cui sui contano 21 vittime - delle quali 15 in occasione di lavoro e 6 in itinere. Sorprende invece il secondo posto della Sicilia che ha più che raddoppiato le sue vittime rispetto al 2018 con 13 morti bianche (9 sul lavoro e 4 in itinere). Lo scorso anno infatti in Sicilia si contavano 5 infortuni mortali. Ancora sul podio, invece, il Veneto con 12 morti (2 dei quali registrati in itinere).
Seguono: Lazio con 11 decessi (4 in itinere); Piemonte 11 (6 dei quali avvenuti in itinere); Toscana 7 (1 in itinere); Campania 7 (1 in itinere); Emilia Romagna 7 (4 in itinere); Puglia 6 (1 in itinere); Abruzzo 5 (2 in itinere); Umbria 4 (1 in itinere); Calabria 4 (3 in itinere); Marche 4 (3 in itinere); Trentino Alto Adige 3 (1 in itinere); Basilicata 3; Liguria 1; Molise 1 e Sardegna 1. Nessuna vittima in Friuli Venezia Giulia, né in Valle D’Aosta.
Ad indossare, poi, la maglia nera nella classifica provinciale per numero di morti in itinere e in occasione di lavoro nel primo bimestre 2019 sono Roma e Palermo con 6 decessi, seguite da: Milano, Torino e Vicenza (5), e Mantova (4).
Un po’ diversa la graduatoria considerando esclusivamente le morti avvenute in occasione di lavoro. Roma infatti rimane al primo posto ma è seguita da Milano e Vicenza (5), e da Palermo e Torino con 4 decessi.
Oltre la metà delle vittime aveva un’età compresa tra i 45 e i 59 anni. Le donne che hanno perso la vita nel primo bimestre del 2019 sono 8.
Ultimo dato, ma non meno importante nell’analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega, è quello relativo alla percentuale delle vittime straniere. Ebbene, come nel mese di gennaio, anche nei primi due mesi il risultato appare piuttosto drammatico. Sono infatti 29 gli stranieri che hanno perso la vita nel nostro Paese, pari al 24% del totale (29 su 121), di cui al 19,5% degli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro (16 su 82).
Il giorno in cui si verifica il maggior numero di incidenti mortali è il martedì.
Intanto, ad aumentare nel nostro Paese sono anche gli infortuni non mortali: dal primo bimestre 2018 al 2019 sono passati da 96.121 a 100.290. A Nordest il dato peggiore con 31.404 infortuni, seguito dal Nord Ovest (30.398).
Prima per numero di infortuni la Lombardia (19.011), seguita da Emilia Romagna (13.029) e Veneto (11.935)

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TOSCANA

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ITALIA (eleborazione Vega)

Nel mese di gennaio sono state 44 le vittime del lavoro in Italia, 15 di questi erano stranieri. 3 i morti in Toscana
Erano 67 nel 2018, 7 gli stranieri. “Nel primo mese di quest'anno c'è stato un decremento significativo della mortalità sul lavoro nel Paese. A gennaio 2019, infatti, i decessi sono stati 44 contro i 67 del 2018. Ma, a fare da contraltare a questa ‘flessione’ (-34,3%) c’è una nuova emergenza che si rivela nei dati. Ovvero le vittime straniere: il 34% sul totale degli infortuni mortali rilevati a gennaio (15 su 44 per la precisione)”.
In testa alla graduatoria nazionale per numero di vittime all'inizio del nuovo anno c’è la Lombardia, con 10 infortuni mortali totali sul lavoro. Sul podio anche Veneto (5) e Sicilia (4). Seguono: Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Toscana (3), Umbria, Puglia e Calabria (2). E Abruzzo, Trentino Alto Adige, Marche, Molise, Liguria, Campania, Basilicata (1).
Ad indossare, invece, la maglia nera nella classifica provinciale nel primo mese 2019 sono Mantova e Roma con 3 vittime.
Le fasce d’età più colpite – che costituiscono oltre la metà di tutte le morti sul lavoro – sono comprese tra i 45 e i 64 anni.
Il settore più colpito per numero di casi di morte in occasione di lavoro non è determinato dall’INAIL e registra 17 casi. Seguono, trasporto e magazzinaggio (4 casi) e commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli (3 casi).


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TOSCANA

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ITALIA Inail

Inail, il 2018 annus horribilis per infortuni, morti e malattie professionali
Tornano ad aumentare gli infortuni e le morti sul lavoro in Italia nel 2018, con un'inversione di tendenza del trend decrescente registrato negli ultimi anni nel nostro Paese. A dirlo è l'ultimo rapporto dell'Inail, che ha pubblicato i dati provvisori relativi allo scorso anno.
A livello nazionale le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Istituto sono state 641.261 (+0,9%), 1.133 delle quali con esito mortale (+10,1%). In aumento anche le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 59.585 (+2,5%).
DENUNCE DI INFORTUNIO –
A livello nazionale si evidenzia un incremento sia dei casi avvenuti sul lavoro (+0,6%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un incremento pari al 2,8%.
Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato dell'1% nella gestione Industria e servizi e dell'1,4% nel Conto Stato (tre quarti dei quali riguardano studenti delle scuole pubbliche statali).
Aumentano le denunce di infortunio nel Nord-Ovest (+1,1%), nel Nord-Est (+2,2%) e al Sud (+0,8%).
L'incremento riguarda prevalentemente ed i lavoratori extracomunitari (+9,3% a fronte di un +1,2% dei lavoratori comunitari) mentre le denunce di infortunio dei lavoratori italiani, che rappresentano circa l'84% del totale, sono in calo dello 0,2%
CASI MORTALI – Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all'Istituto nel 2018 sono state 1.133, 104 in più rispetto alle 1.029 denunciate tra gennaio e dicembre del 2017 (+10,1%), delle quali 786 (+5,4%) casi in occasione di lavoro e 258 (+ 22,6%) occorsi in itinere.
A incidere su questo dato è stato, anche, l'alto numero di vittime di incidenti plurimi (37 delle 82 del 2018 contro le 42 dell'intero 2017) dovuto, in particolare, al crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 denunce di casi mortali sul lavoro, e ai due incidenti stradali avvenuti in Puglia, a Lesina e Foggia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti.
DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE –
Nel 2018 sono tornate ad aumentare anche le denunce di malattia professionale protocollate dall'Inail con un incremento del +2,5%, pari a 1.456 casi in più rispetto all'anno precedente. L'incremento percentuale maggiore è quello del +2,8% registrato nell'Industria e servizi. In Agricoltura le denunce di malattia professionale sono aumentate dell'1,8%, mentre nel Conto Stato il numero delle patologie denunciate è diminuito del 5,1%.
L'analisi territoriale evidenzia incrementi delle denunce al Centro (+1.341), dove si concentra oltre un terzo del totale dei casi protocollati dall'Istituto, al Sud (+618), dove le tecnopatie denunciate sono quasi un quarto del totale, e nel Nord-Ovest (+190).
Il 90% del totale dei casi denunciati all'Inail è rappresentato da: patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (36.637 casi); patologie del sistema nervoso (6.681, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell'orecchio (4.574); patologie del sistema respiratorio (2.613) e dai tumori (2.461).
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ITALIA 2  (Elaborazione Osservatorio sul lavoro Vega)

2018, un altro anno di morte sul lavoro: 1133 le vittime. più di 10 mila nell'ultimo decennio.
I numeri più drammatici al nord con Lombardia, Emilia e Veneto in testa. 81 i morti in Toscana (+9 sul 2017)

L’indice di incidenza sugli occupati porta in cima alla triste graduatoria il Sud con in testa il Molise, seguito da Basilicata e Calabria. Le fasce d’età più colpite sono quelle che vanno dai 45 ai 64 anni che dovrebbero avere maggior esperienza e consapevolezza dei rischi. Il lunedì il giorno in cui si sono verificati più incidenti.
“Bilancio più che drammatico per gli infortuni mortali sul lavoro. Nel 2018 si contano 1.133 vittime, ovvero 104 vittime in più del 2017. E sono 786 i decessi registrati in occasione di lavoro e 347 quelli in itinere. Un vero eccidio che fa rabbrividire perché rimanda ad una media di mortalità crudele di quasi 100 persone al mese”.
La situazione nell’ultimo anno è tristemente peggiorata. Da Nord a Sud.
La conferma giunge sulla base degli ultimi dati INAIL ma anche dalla più recente indagine elaborata proprio dall’Osservatorio mestrino dove, oltre ai numeri di infortuni mortali totali, si approfondisce anche l’emergenza degli incidenti occorsi nei luoghi di lavoro.
E sono ad esempio le vittime dei cantieri edili, dove è la caduta dall’alto ad essere la causa di morte più frequente, o dell’industria dove lo spostamento di un carico in un magazzino può schiacciare un operaio fino a farlo morire sono le morti che ci colpiscono maggiormente nella cronaca ma che spesso si dimenticano troppo in fretta e superficialità”.
Dalla Lombardia i dati peggiori: le vittime registrate in occasione di lavoro nel 2018 sono 113. Seguono: Emilia Romagna (84), Veneto (69), Piemonte (68), Campania (66), Lazio (63), Toscana [(58) +23 in itinere, 81 in totale, + 9 su 2017], Puglia (45), Sicilia (36), Calabria (34), Liguria (33), Friuli Venezia Giulia (24), Abruzzo (19), Basilicata (15), Marche (14), Trentino Alto Adige e Sardegna (13), Molise (11), Umbria (7) e Valle D’Aosta (1).
Ed è sempre la Lombardia a guidare la triste classifica delle morti sul lavoro, che tengono conto anche degli infortuni in itinere, con 163 vittime. Al secondo posto Emilia e Veneto (115) e terzo è il Piemonte (98), 81 in Toscana (+ 9 su 2017)
Osservando invece l’incidenza della mortalità rispetto al numero di occupati è il Molise, con 104,8 infortuni ogni milione di occupati, a guidare la graduatoria italiana seguito dalla Basilicata (79,6) e dalla Calabria (63,3). Prima regione del Nord è invece la Liguria (54,7) seguita dal Friuli Venezia Giulia (47,5).Nell’indagine per macroaree, poi, spetta al Sud con un incidenza di 52,8 (Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) indossare la maglia nera, seguito dal Nordest (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) con un indice di 34.
A colpire, però, non sono solo i numeri, ma anche l’età delle vittime. Quasi la metà tra i 50 e i 65 anni, a dimostrazione di come l’esperienza non sia sufficiente a tutelare i lavoratori. Anzi, purtroppo, la percezione del rischio sembra diminuire con il passare del tempo.
Le donne vittime di un infortunio mortale in occasione di lavoro nel 2018 sono state 49 (104 comprese quelle in itinere).
Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro nel 2018 sono 117 (in totale, compresi gli infortuni in itinere, sono 181).
Il settore più colpito, sempre in occasione di lavoro, non è determinato dall’INAIL e registra 226 casi. A seguire, Costruzioni (125 vittime), Attività Manifatturiere (105) e Trasporti e Magazzinaggio (104).
La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro è Roma (46 decessi). Ed è seguita da: Torino e Milano (33), Napoli (32), Genova (20), Brescia (18), Bologna e Verona (17), Udine (16), Mantova e Salerno (15), Foggia, Caserta e Modena (14), Arezzo, Treviso, Bergamo (13).
Per quanto concerne infine le rilevazioni degli infortuni totali (compresi quelli in itinere) è sempre Roma in prima posizione (66); seguita da: Milano (49) seguita da Torino (44), Napoli (44), Foggia (30), Verona (28), Genova (26), Bologna (25), Bergamo (20), Padova e Treviso (19).
Infine a crescere sono anche gli infortuni dai 635.433 del 2017 ai 641.261 del 2018. Circa 6000 in più. Sul podio ancora una volta la Lombardia con 119.937 infortuni, seguita dall’Emilia Romagna (85.823) e dal Veneto (76.486).
Osservatorio Sicurezza Sul Lavoro Vega

 

Creato il:ven 01 feb, 2019 2:03 pm

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