Open Data Inail: Gennaio-Dicembre 2018; Toscana, 81 infortuni mortali (+9 su 2017)
Incidenti mortali gen ago 2017

TOSCANA

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ITALIA Inil

Inail, il 2018 annus horribilis per infortuni, morti e malattie professionali
Tornano ad aumentare gli infortuni e le morti sul lavoro in Italia nel 2018, con un'inversione di tendenza del trend decrescente registrato negli ultimi anni nel nostro Paese. A dirlo è l'ultimo rapporto dell'Inail, che ha pubblicato i dati provvisori relativi allo scorso anno.
A livello nazionale le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Istituto sono state 641.261 (+0,9%), 1.133 delle quali con esito mortale (+10,1%). In aumento anche le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 59.585 (+2,5%).
DENUNCE DI INFORTUNIO –
A livello nazionale si evidenzia un incremento sia dei casi avvenuti sul lavoro (+0,6%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un incremento pari al 2,8%.
Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato dell'1% nella gestione Industria e servizi e dell'1,4% nel Conto Stato (tre quarti dei quali riguardano studenti delle scuole pubbliche statali).
Aumentano le denunce di infortunio nel Nord-Ovest (+1,1%), nel Nord-Est (+2,2%) e al Sud (+0,8%).
L'incremento riguarda prevalentemente ed i lavoratori extracomunitari (+9,3% a fronte di un +1,2% dei lavoratori comunitari) mentre le denunce di infortunio dei lavoratori italiani, che rappresentano circa l'84% del totale, sono in calo dello 0,2%
CASI MORTALI – Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all'Istituto nel 2018 sono state 1.133, 104 in più rispetto alle 1.029 denunciate tra gennaio e dicembre del 2017 (+10,1%), delle quali 786 (+5,4%) casi in occasione di lavoro e 258 (+ 22,6%) occorsi in itinere.
A incidere su questo dato è stato, anche, l'alto numero di vittime di incidenti plurimi (37 delle 82 del 2018 contro le 42 dell'intero 2017) dovuto, in particolare, al crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 denunce di casi mortali sul lavoro, e ai due incidenti stradali avvenuti in Puglia, a Lesina e Foggia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti.
DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE –
Nel 2018 sono tornate ad aumentare anche le denunce di malattia professionale protocollate dall'Inail con un incremento del +2,5%, pari a 1.456 casi in più rispetto all'anno precedente. L'incremento percentuale maggiore è quello del +2,8% registrato nell'Industria e servizi. In Agricoltura le denunce di malattia professionale sono aumentate dell'1,8%, mentre nel Conto Stato il numero delle patologie denunciate è diminuito del 5,1%.
L'analisi territoriale evidenzia incrementi delle denunce al Centro (+1.341), dove si concentra oltre un terzo del totale dei casi protocollati dall'Istituto, al Sud (+618), dove le tecnopatie denunciate sono quasi un quarto del totale, e nel Nord-Ovest (+190).
Il 90% del totale dei casi denunciati all'Inail è rappresentato da: patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (36.637 casi); patologie del sistema nervoso (6.681, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell'orecchio (4.574); patologie del sistema respiratorio (2.613) e dai tumori (2.461).
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ITALIA 2  (Elaborazione Osservatorio sul lavoro Vega)

2018, un altro anno di morte sul lavoro: 1133 le vittime. più di 10 mila nell'ultimo decennio.
I numeri più drammatici al nord con Lombardia, Emilia e Veneto in testa. 81 i morti in Toscana (+9 sul 2017)

L’indice di incidenza sugli occupati porta in cima alla triste graduatoria il Sud con in testa il Molise, seguito da Basilicata e Calabria. Le fasce d’età più colpite sono quelle che vanno dai 45 ai 64 anni che dovrebbero avere maggior esperienza e consapevolezza dei rischi. Il lunedì il giorno in cui si sono verificati più incidenti.
“Bilancio più che drammatico per gli infortuni mortali sul lavoro. Nel 2018 si contano 1.133 vittime, ovvero 104 vittime in più del 2017. E sono 786 i decessi registrati in occasione di lavoro e 347 quelli in itinere. Un vero eccidio che fa rabbrividire perché rimanda ad una media di mortalità crudele di quasi 100 persone al mese”.
La situazione nell’ultimo anno è tristemente peggiorata. Da Nord a Sud.
La conferma giunge sulla base degli ultimi dati INAIL ma anche dalla più recente indagine elaborata proprio dall’Osservatorio mestrino dove, oltre ai numeri di infortuni mortali totali, si approfondisce anche l’emergenza degli incidenti occorsi nei luoghi di lavoro.
E sono ad esempio le vittime dei cantieri edili, dove è la caduta dall’alto ad essere la causa di morte più frequente, o dell’industria dove lo spostamento di un carico in un magazzino può schiacciare un operaio fino a farlo morire sono le morti che ci colpiscono maggiormente nella cronaca ma che spesso si dimenticano troppo in fretta e superficialità”.
Dalla Lombardia i dati peggiori: le vittime registrate in occasione di lavoro nel 2018 sono 113. Seguono: Emilia Romagna (84), Veneto (69), Piemonte (68), Campania (66), Lazio (63), Toscana [(58) +23 in itinere, 81 in totale, + 9 su 2017], Puglia (45), Sicilia (36), Calabria (34), Liguria (33), Friuli Venezia Giulia (24), Abruzzo (19), Basilicata (15), Marche (14), Trentino Alto Adige e Sardegna (13), Molise (11), Umbria (7) e Valle D’Aosta (1).
Ed è sempre la Lombardia a guidare la triste classifica delle morti sul lavoro, che tengono conto anche degli infortuni in itinere, con 163 vittime. Al secondo posto Emilia e Veneto (115) e terzo è il Piemonte (98), 81 in Toscana (+ 9 su 2017)
Osservando invece l’incidenza della mortalità rispetto al numero di occupati è il Molise, con 104,8 infortuni ogni milione di occupati, a guidare la graduatoria italiana seguito dalla Basilicata (79,6) e dalla Calabria (63,3). Prima regione del Nord è invece la Liguria (54,7) seguita dal Friuli Venezia Giulia (47,5).Nell’indagine per macroaree, poi, spetta al Sud con un incidenza di 52,8 (Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) indossare la maglia nera, seguito dal Nordest (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) con un indice di 34.
A colpire, però, non sono solo i numeri, ma anche l’età delle vittime. Quasi la metà tra i 50 e i 65 anni, a dimostrazione di come l’esperienza non sia sufficiente a tutelare i lavoratori. Anzi, purtroppo, la percezione del rischio sembra diminuire con il passare del tempo.
Le donne vittime di un infortunio mortale in occasione di lavoro nel 2018 sono state 49 (104 comprese quelle in itinere).
Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro nel 2018 sono 117 (in totale, compresi gli infortuni in itinere, sono 181).
Il settore più colpito, sempre in occasione di lavoro, non è determinato dall’INAIL e registra 226 casi. A seguire, Costruzioni (125 vittime), Attività Manifatturiere (105) e Trasporti e Magazzinaggio (104).
La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro è Roma (46 decessi). Ed è seguita da: Torino e Milano (33), Napoli (32), Genova (20), Brescia (18), Bologna e Verona (17), Udine (16), Mantova e Salerno (15), Foggia, Caserta e Modena (14), Arezzo, Treviso, Bergamo (13).
Per quanto concerne infine le rilevazioni degli infortuni totali (compresi quelli in itinere) è sempre Roma in prima posizione (66); seguita da: Milano (49) seguita da Torino (44), Napoli (44), Foggia (30), Verona (28), Genova (26), Bologna (25), Bergamo (20), Padova e Treviso (19).
Infine a crescere sono anche gli infortuni dai 635.433 del 2017 ai 641.261 del 2018. Circa 6000 in più. Sul podio ancora una volta la Lombardia con 119.937 infortuni, seguita dall’Emilia Romagna (85.823) e dal Veneto (76.486).
Osservatorio Sicurezza Sul Lavoro Vega

 

Creato il:ven 01 feb, 2019 2:03 pm

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