Costruzioni. 15 Marzo Sciopero Generale Unitario per il Rilancio del Settore e del Paese
Sciopero costruzioni

.

==============

Opere ferme e posti di lavoro persi nelle costruzioni, allarme Fillea Cgil Toscana. Il 15 marzo manifestazione a Roma
"L’alta velocità. La E45. La Tirrenica. La Grosseto-Fano, la Firenze Mare, la terza corsia dell’A1. E potremmo continuare: la lista delle infrastrutture e delle opere al palo, in Toscana, è piuttosto lunga, con la costa e il sud della regione che scontano un inaccettabile isolamento infrastrutturale rispetto alle grandi direttrici". E’ la denuncia di Giulia Bartoli, segretaria generale della Fillea Cgil Toscana. «Ritardi, intoppi che costano caro ai cittadini, ai lavoratori e all’economia della nostra regione – aggiunge Bartoli – I cantieri vanno sbloccati: è questa una delle principali richieste che i sindacati dei lavoratori delle costruzioni lanciano al Governo con la manifestazione del 15 marzo a Roma, con lo sciopero generale del settore. Lì si chiederà al Governo anche la convocazione di un tavolo col Ministero delle infrastrutture per decidere le priorità».
Ma non solo. La Cgil incalza. «Urgono una politica industriale e risorse da spendere per tutte le grandi e piccole opere necessarie a rilanciare il Paese e creare occupazione – sottolinea Bartoli – nel rispetto dei contratti nazionali e della sicurezza sul lavoro. Indecisione politica e campagne elettorali permanenti creano solo danni al Paese. Senza dimenticare manutenzioni ed edilizia scolastica – aggiunge – In Toscana quasi un edificio scolastico su due è senza certificato di agibilità. Ci vogliono poi strumenti finanziari ad hoc (nelle costruzioni gli impieghi in Toscana sono stati di 4,1 miliardi di euro nel 2018, dato peggiore dal 2011) per rilanciare le grandi aziende e l’indotto di piccole e medie imprese, anche artigiane. Il settore vive da anni una tremenda crisi anche in Toscana: dal 2008 si sono persi più di 6mila posti di lavoro tra legno, laterizi e cemento (che viaggia sotto il 50% della sua capacità produttiva), 28mila in edilizia con la chiusura di 3500 imprese (-28,3%) e una riduzione del 19% della massa salariale. Abbiamo provato a tenere quanto possibile raggiungendo i 16 milioni di ore di cassa integrazione richieste (nel 2013), poi l’emorragia degli anni precedenti è diventata un fiume in piena e rischiamo di perdere pezzi di storia, professionalità e lavoro (un esempio, il cotto toscano dall’Impruneta ad Arezzo). Basta col perdere tempo – conclude Bartoli – la ripresa dell’economia italiana e toscana passa dalla ripresa dei settori delle costruzioni. In tutto questo, il fenomeno dei “nonni” sui cantieri, che vicini ai 70 anni non riescono ad andare in pensione, persiste ed è inaccettabile che non si trovino scivoli per lavoratori come quelli edili che fanno un lavoro gravoso e pericoloso».
(Fonte: La Nazione 08.03.2018, pagine regionali)

====================

COSTRUZIONI. GENOVESI (FILLEA CGIL): CRESCONO LE RAGIONI A SOSTEGNO
DELLO SCIOPERO GENERALE DEL 15 MARZO PROSSIMO

“Si bloccano i bandi di appalto quando ci sono le risorse, come nel caso della Tav. Si bloccano le opere pubbliche, grandi e piccole, che servono alla competitività delle imprese e a rompere l’isolamento
delle nostre aree interne. Si rallentano i cantieri per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle nostre strade e delle nostre città e si tagliano infine i fondi già a suo tempo destinati per completare almeno una parte delle opere lasciate a metà, sopratutto al Sud...e tutto questo mentre il settore delle costruzioni
ha perso seicento mila posti di lavoro, mentre cresce la disoccupazione e le aziende continuano a fallire. Il Governo è il vero assente, incapace di progettare inverstimenti mirati, di accelerare la spesa, di dare certezza ai programmi pluriennali, di mettere in sicurezza le grandi aziende del settore le cui professionalità ci vengono invidiate da tutti, di velocizzare - attraverso rigenerazione urbana ed incentivo all’uso di nuovi materiali - una seria transizione ecologica”.
Lo ha dichiarato la scorsa settimana, Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, nel suo giro di incontri e assemblee in vista dello sciopero generale delle costruzioni indetto unitariamente
per il prossimo 15 Marzo. “Mai come oggi sono ancor più valide le ragioni di una clamorosa iniziativa del sindacato per il rilancio del settore delle costruzioni e dei materiali (edilizia, cemento, legno, lapidei, laterizi) per difendere l’occupazione che c’è e difenderne la qualità, e soprattutto per creare nuove occasioni di lavoro. Perché senza un lavoro onesto,dignitoso, ben pagato non c’è nè libertà nè
partecipazione. Per questo Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil hanno proclamato lo sciopero generale di tutti i comparti delle costruzioni per il prossimo 15 marzo,con manifestazione a Roma in Piazza del
Popolo. In un momento in cui in tanti vogliono dividere il Nord dal Sud, l’Italia dall’Europa e fare che - come dei moderni Gattopardi - tutto cambi perché nulla cambi, sono in campo le ragioni del lavoro. Sono state in campo il 9 febbraio scorso a Roma, lo saranno il 15 marzo ancora, per chiedere misure concrete per far ripartire i nostri settori. Senza questo non potrà ripartire il Paese” conclude Genovesi.

===============

Il 15 marzo si fermano per 8 ore i lavoratori dell'edilizia, legno, cemento, lapidei e laterizi con manifestazione a Roma. Fillea, Filca e Feneal: "Chiediamo un tavolo al governo per affrontare la più grave crisi del dopoguerra. La filiera deve ripartire"
Per far ripartire il Paese occorre una politica industriale in grado di rilanciare l’intera filiera delle costruzioni: dall’edilizia ai materiali, dal settore del legno e arredo al cemento, dai lapidei al settore dei laterizi. "Abbiamo chiesto un tavolo a Palazzo Chigi dove affrontare la più grave crisi dei nostri settori dal dopo guerra ad oggi, per dare una risposta alle oltre 600mila persone che hanno perso il lavoro e al milione che rischia di perderlo". Per questo Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil proclamano lo sciopero generale di 8 ore, l'intero turno, per il prossimo 15 marzo in tutti i settori dell’intera filiera delle costruzioni.
Il 15 dunque si fermeranno i cantieri, le fabbriche del legno e dell’arredo, le cave e le fornaci, le cementerie per l’intera giornata con migliaia di lavoratori e disoccupati che manifesteranno a Roma a sostegno delle proposte concrete e fattibili "che come sindacato abbiamo avanzato e su cui il Governo non vuol confrontarsi”. Così dichiarano in una nota Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi, Segretari Generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.
“Occorre una cabina di regia presso Palazzo Chigi per riaprire i cantieri con politiche mirate, che intervengano tanto con strumenti finanziari mirati per le imprese del settore (un Fondo nazionale di garanzia) che per sbloccare le grandi opere da Nord a Sud. Serve una politica di investimenti mirati in grado di essere immediatamente tradotti in piani straordinari per la messa in sicurezza di territori, strade, ponti. Dobbiamo qualificare le stazioni appaltanti sempre meno in grado di progettare e di rendere esecutivi i bandi fatti. Occorre un piano per la qualità delle materie prime al servizio di ristrutturazioni, rigenerazione e anti sismico, di nuove politiche abitative".
Le sigle quindi proseguono: "Occorre una sistematizzazione degli incentivi, da quelli per le ristrutturazioni a quelli per il risparmio energetico e per il bonus mobile. Serve una politica di tutela e riconversione dell’occupazione nei settori dei materiali, serve qualificare l’impresa e contrastare il dumping contrattuale con un sistema che premi qualità e sicurezza. Occorre accelerare sugli appalti verdi al fine di premiare chi fa ricerca ed innovazione nei nostri settori. Serve una sburocratizzazione mirata di diversi passaggi del Codice appalti senza ridurre tutele e diritti e senza tornare alla liberalizzazione dei sub appalti o al massimo ribasso. Servono, cioè, politiche di sviluppo, come richiesto dalla stessa piattaforma di Cgil, Cisl e Uil”.
Per queste ragioni, concludono Panzarella, Turri e Genovesi, "le lavoratrici e lavoratori dei nostri settori saranno in piazza il prossimo 9 febbraio a Roma e saranno in piazza anche il prossimo 15 marzo sempre nella capitale. Per chiedere lavoro e sviluppo, consapevoli che se non riparte il settore delle costruzioni non ripartirà il Paese”. da rassegna.it

Creato il:mer 06 feb, 2019 1:13 pm

Condividi questo contenuto

Le ultime notizie

23-04-2019
Avranno ancora tempo fino al 31 marzo 2020 gli stabilimenti balneari ....
23-04-2019
Si terranno giovedì 2 maggio, a partire dalle ore 9.30 ....
23-04-2019
Sono circa 500mila gli ettari di superficie agricola non utilizzata ....
23-04-2019
"E' inaccettabile e sbagliato che il governo non partecipi alle ....
©CGIL TOSCANA - progetto sviluppato con il CMS ISWEB« di ISWEB S.p.A. | Credits | Privacy CHI SIAMO ISCRIVITI
Italiano     English     Franšais     Deutsch     Espa˝ol     Russo