Dieci priorità per un'Europa unita e solidale
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 Elezioni 26 maggio, decalogo per partiti e candidati

Un decalogo da sottoporre ai partiti e ai candidati in vista delle elezioni del 26 maggio. Lo propone il Cime, rete di associazioni a cui aderiscono tra gli altri Cgil, Cisl e Uil, “come strumento di pace in un mondo globalizzato”
In vista delle elezioni del 26 maggio, il Consiglio italiano del Movimento europeo (Cime), rete di associazioni europeiste a cui aderiscono tra gli altri Cgil, Cisl e Uil, ha proposto “dieci priorità per un’Europa unita, democratica e solidale, come strumento di pace in un mondo globalizzato”, sottoponendole ai partiti e ai candidati. Si tratta di un’alternativa europea all’anarchia nazionalista di quella che potremmo chiamare l’Internazionale sovranista. Le dieci priorità, qui sotto sintetizzate, sono state finora sottoscritte da molte organizzazioni della società civile a cominciare dalle tre confederazioni sindacali italiane e da oltre mille militanti europei della causa federalista (qui il documento integrale).
Il prossimo Parlamento europeo si riunirà a Strasburgo il 2 luglio 2019 e i primi due atti politici saranno le elezioni del suo presidente e del presidente della Commissione europea, il cui nome sarà indicato dal Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo, che a sua volta dovrà poi proporre al Parlamento la composizione della sua “squadra”.
Noi siamo convinti che, contrariamente al passato, bisognerà lavorare per facilitare la formazione di un’alleanza di innovatori – che unisca l'internazionalismo socialista, il cosmopolitismo liberale, l'universalismo cristiano e la cultura ambientalista al di là dei gruppi politici tradizionali – pronta a battersi per un'Europa solidale, fondata su una dimensione democratica che sia insieme rappresentativa, partecipativa, economica, di prossimità e paritaria.
La composizione politica della nuova Commissione europea dovrà, a nostro avviso, essere coerente con questa alleanza, se essa sarà maggioritaria nel Parlamento europeo, e non dovrà essere il frutto di alchimie nazionali all’interno del Consiglio.
Per gettare le basi di una vera democrazia europea, i deputati dell’alleanza dovranno affermare che, “a nome dei cittadini europei che li hanno eletti”, essi intendono assumere un ruolo sostanzialmente costituente per cambiare l'Unione, così come riformata con il Trattato di Lisbona, proprio come avvenne nella prima legislatura su ispirazione di Altiero Spinelli.
1) L'obiettivo da raggiungere nel corso della legislatura e dunque entro il 2024 è quello di una Costituzione democratica europea che trasformi l'Unione in una Comunità federale, chiedendo alle cittadine e ai cittadini di esprimere il loro consenso o il loro dissenso in un referendum pan-europeo.
2) L’integrazione europea è fondata su valori dello Stato di diritto. Per garantire il suo rispetto l’Unione europea deve essere dotata di strumenti giuridici efficaci che escludano il diritto di veto nel Consiglio, rafforzino i poteri dell’Agenzia fondamentale per i diritti umani e consentano un monitoraggio costante negli Stati membri. Per queste ragioni, intellettuali di sette Paesi europei hanno deciso di proporre un’Iniziativa di cittadini europei (Ice) rivolta alla Commissione e al Parlamento europeo.
3) È urgente adottare politiche e misure europee per superare gli strumenti economici e finanziari introdotti nell’Ue dall’inizio della crisi, sradicare la povertà, ridurre le diseguaglianze fra generazioni e aree regionali, con particolare riferimento alle aree interne svantaggiate, per favorirne il progresso, creare un welfare europeo attraverso un piano europeo e un mercato unico europeo del lavoro nel quadro di un social compact. Occorre dare piena e vincolante attuazione ai principi del “pilastro sociale” adottato a Göteborg con strumenti normativi e politici e creare le condizioni di un rinnovato dialogo sociale come elemento caratterizzante della democrazia economica e come strumento per definire forme comuni di partecipazione dei lavoratori alle decisioni delle imprese.
4) È necessaria e urgente una politica europea per le migrazioni al fine di garantire il diritto di asilo, l’accoglienza e il rispetto della dignità di chi fugge dai conflitti, dalle persecuzioni e dai disastri ambientali e di altro tipo. Essa deve essere accompagnata da un sostegno europeo alle politiche di inclusione, che obblighino tutti gli Stati membri e impegnino le città e le Regioni, perché la solidarietà si costruisce a partire dalle comunità locali.
5) Occorre fare dell’Ue un modello di trasformazione ecologica, rendendola progressivamente indipendente dalle energie fossili, attuare pienamente gli obiettivi delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e gli accordi di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico al fine di realizzare l’Agenda 2030.
6) Deve essere garantita la sicurezza esterna con una vera e propria politica estera unica europea, che comprenda un controllo effettivo europeo nella vendita degli armamenti da parte degli Stati membri e un’azione concordata per una riduzione reciproca, equilibrata delle forze militari e degli armamenti nel mondo, e che sia fondata su una sola voce dell’Ue nelle sedi internazionali e sul voto a maggioranza nel Consiglio.
7) Sono necessarie politiche e misure europee per assicurare la sicurezza interna dei cittadini al fine di creare una dimensione europea nella lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e al terrorismo transnazionali, gettando le basi di un diritto penale europeo, rafforzando i poteri della Procura europea e creando un’Agenzia di intelligence comune nel pieno rispetto delle prerogative del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali.
8) È essenziale che l’Uem (l’Unione economica e monetaria) sia dotata di un vero e proprio governo politico ed economico e di un bilancio idoneo fondato su una capacità fiscale autonoma, superare la distinzione fra politica monetaria sovranazionale e politiche economiche e sociali largamente nazionali, rispettare il principio secondo cui l’euro è la moneta di tutta l’Ue e creare gli strumenti politici e finanziari per assicurare una prosperità condivisa.
9) Deve essere adottato un bilancio annuale dell’Ue con proiezione quinquennale, fondato su un’autonoma capacità di spesa e di prelievo fiscale, utilizzando le tasse sui profitti dei monopoli digitali e sulle transazioni finanziarie senza aumentare la pressione fiscale sui cittadini. Sono necessarie nuove politiche e strumenti di indebitamento europeo per finanziare l’offerta di beni pubblici europei e investimenti di lunga durata, materiali e immateriali, di ricerca e di innovazione nell’ambito dello spazio europeo di ricerca, conversione ecologica dell’economia e sviluppo sostenibile. Nell’ambito dell’Unione fiscale occorre prevedere forme di tassazione europea degli over the top, combattendo nello stesso tempo l’evasione, l’elusione fiscale e il fenomeno dei paradisi fiscali.
10) Ci vuole una vera cittadinanza federale come parte della democrazia parlamentare rappresentativa e partecipativa europea, dotata di un comune nucleo di diritti individuali e collettivi, rafforzata dall’adesione alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e alla Carta sociale di Torino.

Susanna Camusso, responsabile Politiche europee e internazionali della Cgil nazionale; Pier Virgilio Dastoli, presidente del Cime

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Le parti sociali lanciano un «Appello per l'Europa»

Sottoscritto da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Invito a votare per “difendere la democrazia, la crescita economica sostenibile e la giustizia sociale”. Landini: necessaria un'Unione nuova, forte, solidale e fondata sul lavoro

“Esortiamo i cittadini di tutta Europa ad andare a votare alle elezioni europee per sostenere la propria idea di futuro e difendere la democrazia, i valori europei, la crescita economica sostenibile e la giustizia sociale”. E’ uno dei passaggi centrali dell'Appello unitario firmato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil per una Europa delle riforme, dell'inclusione e del lavoro contro “quelli che intendono mettere in discussione il progetto europeo per tornare all'isolamento degli Stati nazionali, richiamando in vita gli inquietanti fantasmi del novecento”.

Una sorta di manifesto per un’Europa del lavoro che indica quattro priorità: “Unire persone e luoghi, dotarsi degli strumenti per competere nel nuovo contesto globale, potenziare la rete di solidarietà sociale europea, sviluppare il dialogo sociale e la contrattazione”.

“Vogliamo un’Europa nuova, forte e solidale, fondata sul lavoro, attenta alle tematiche sociali, capace di combattere le diseguaglianze e il dumping sociale, innovativa, in grado di sostenere investimenti e innovazione. È questo il senso dell’appello che abbiamo firmato oggi con Confindustria”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “È un richiamo - sottolinea il leader del sindacato di Corso d’Italia - che alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo, il mondo del lavoro e le imprese rivolgono ai cittadini italiani, alle forze politiche, alle istituzioni per cambiare, rafforzandola, l’Europa”. “Noi pensiamo - conclude Landini - di aver bisogno di più Europa, di un’Europa diversa da quella dell’austerità, lontana dai cittadini e dai lavoratori. Indichiamo un’Europa capace di dare prospettive di lavoro ai giovani, aperta al mondo, fattore di stabilità e pace, che sa accogliere. Un’Europa capace di compensare e ridurre le diversità economiche e sociali che vivono al suo interno”.

“L’Ue – si legge nell’appello - è stata decisiva nel rendere lo stile di vita europeo quello che è oggi. Ha favorito un progresso economico e sociale senza precedenti con un processo di integrazione che favorisce la coesione tra Paesi e la crescita sostenibile. Continua a garantire, nonostante i tanti problemi di ordine sociale, benefici tangibili e significativi, nella comparazione internazionale, per i cittadini, i lavoratori e le imprese in tutta Europa”.

“Gli interessi economici nazionali, oggi, possono essere perseguiti, in una dimensione continentale, solo attraverso politiche europee. Di fronte a giganti economici, i paesi europei presi singolarmente, avranno sempre minore peso politico ed economico”. I firmatari ricordano: “Stiamo affrontando enormi sfide, una globalizzazione senza regole, il risorgere di nazionalismi, tensioni internazionali, ridefinizione delle relazioni UE-Regno Unito, migrazioni, disoccupazione, prospettive per il futuro dei nostri giovani, cambiamenti climatici, trasformazione digitale, crescita costante delle diseguaglianze economiche o sociali”. Ma “la risposta non è battere in ritirata, ma rilanciare l'ispirazione originaria dei Padri e delle Madri fondatrici, l'ideale degli Stati Uniti d'Europa”.

"Sono tempi incerti, instabili, travagliati per l'Europa e per il mondo. Le conseguenze economiche e sociali della crisi degli anni recenti e delle politiche di rigore pesano ancora sui cittadini, sui lavoratori e sulle imprese. Quelli che intendono mettere in discussione il Progetto europeo, vogliono tornare all'isolamento degli Stati nazionali, alle barriere commerciali, ai dumping fiscali, alle guerre valutarie, richiamando in vita gli inquietanti fantasmi del novecento", si legge nell’appello. Nel documento, le parti sociali sostengono di ritenere "importante che i deputati italiani che verranno eletti al Parlamento Europeo si occupino prioritariamente di: "unire persone e luoghi" partendo da un "piano straordinario per gli investimenti in infrastrutture e reti"; "dotarsi degli strumenti per competere nel nuovo contesto globale" con il "completamento del mercato unico" e una "politica industriale europea"; "potenziare la rete di solidarietà sociale europea" andando verso "l'armonizzazione e la convergenza dei sistemi fiscali e dei sistemi di protezione del lavoro" e "sviluppare il dialogo sociale e la contrattazione".

"Noi parti sociali - si legge nel testo - siamo più che mai convinte che il colpo d'ala europeo sia storicamente maturo, necessario, possibile. Esso rappresenta la risposta coerente ed efficace per preservare e sviluppare, nella complessità del nostro tempo, il patrimonio di civiltà costruito nei secoli dall'Europa nel quale trovano compendio gli ideali di progresso economico, giustizia sociale, democrazia, pace".

"L'Europa – si legge nell’appello - deve proseguire il processo di integrazione, deve andare avanti, completare l'Unione economica, accelerare la convergenza sui diritti e sulle tutele sociali, rafforzare la prospettiva dell'Unione politica. Guai a pensare - proseguono nel documento unitario le parti sociali - che le conquiste raggiunte siano sufficienti: significherebbe non comprendere le preoccupazioni, le frustrazioni, il disagio e la sofferenza sociale dei tanti milioni di europei che non sono in grado di gestire autonomamente la complessità dei nostri tempi".

E si dovrà dare voce allo "slancio di partecipazione dei giovani di tutta Europa con il rinnovato impegno sull'ambiente, ormai drammaticamente ineludibile, e con un modello di crescita che restituisca ai giovani il diritto al futuro", proseguono. Per Confindustria e i sindacati quindi "urge accelerare il processo di integrazione europea, da perseguire anche se sarà necessario coinvolgere i Paesi membri in tappe e tempi diversi avviando un percorso costituente, comunque necessario. È già accaduto nel 1957 con i sei paesi fondatori; è successo nel 1998 con la creazione dell'euro". Con questo spirito, "continueremo a contribuire ad un progetto europeo di successo e ad un'Europa unita che garantisca una crescita sostenibile ed inclusiva, un contesto di benessere a lavoratori e imprese, proponendo iniziative che migliorino le condizioni di vita e di lavoro ed offrano un futuro migliore a tutti i cittadini europei".

SCARICA IL PDF DELL'APPELLO

Creato il:mar 09 apr, 2019 1:48 pm

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