14 giugno 8 ore sciopero nazionale dei metalmeccanici
meccanici

IL SERVIZIO DI 'TOSCANA LAVORO'

Metalmeccanici: in 15 mila alla manifestazione Firenze
In 15 mila lavoratori hanno sfilato nel corteo di Firenze, partito intorno alle 9.40 da piazza dei Cavalleggeri, nell'ambito di una delle manifestazioni nazionali indette da Fim, Fiom e Uilm, per lo sciopero di oggi dei metalmeccanici. Il corteo sfilerà per le vie del centro per raggiungere piazza Santissima Annunziata, dove si terrà il comizio finale. Fra i partecipanti alla manifestazione ci sono la segretaria generale della Cisl Anna Maria Furlan, la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi e il segretario generale della Uilm Rocco Palombella. Per le istituzioni, stanno sfilando in corteo, anche il sindaco Dario Nardella e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Lavoro: Fracassi (Cgil), non escludiamo lo sciopero generale
"Questa manifestazione è la preparazione di quella che faremo settimana prossima a Reggio Calabria, la seconda manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil: se non avremo risposte valuteremo qualunque tipo di intervento successivo", e anche lo sciopero generale "non lo escludiamo". Lo ha affermato Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, oggi al corteo per lo sciopero nazionale dei metalmeccanici a Firenze. "Abbiamo delle proposte e delle idee - ha aggiunto - le abbiamo già spiegate a questo governo a partire da ottobre, però non risponde, sembra quasi inerte. E' una fase di stallo che ormai dura da mesi, e questo è inaccettabile per il lavoro".

Governo: Fracassi, ci propone fantasie su versante economico
"Abbiamo di fronte un governo che ci propone delle fantasie sul versante economico". Lo ha affermato Gianna Fracassi, vicesegretaria generale e segretaria confederale della Cgil, oggi a Firenze. Il governo, ha lamentato Fracassi, "propone la Flat Tax, non l'abbassamento delle tasse sul lavoro, sui lavoratori e sui pensionati; propone un nuovo condono per favorire gli evasori e le mafie, perché la proposta sulle cassette di sicurezza è questo, e fa degli interventi normativi come lo sblocca-cantieri che non servono a niente". L'esponente della Cgil ha ammesso che "siamo preoccupati" per la possibile procedura d'infrazione Ue: "La situazione del nostro Paese - ha spiegato - è difficilissima. Noi non soltanto siamo il paese che cresce meno in Europa, e già questo dovrebbe rappresentare un campanello d'allarme, ma noi abbiamo un grande problema rispetto al fatto che abbiamo una debolezza del sistema produttivo, che mi sembra sia testimoniata anche dalle crisi dei grandi insediamenti industriali".(ANSA).

Governo: Furlan, va cambiata drasticamente linea economica
"Siamo assolutamente preoccupati - ha proseguito Furlan - per come sta andando il nostro paese: crescita zero, meno investimenti, cala drasticamente da tanti mesi la produzione industriale. Rischiamo di buttare via i tanti sacrifici fatti dagli italiani e dalle italiane in un lungo periodo di crisi. Era ripartita la crescita e lo sviluppo del paese: scelte economiche sbagliate del governo stanno portando drammaticamente di nuovo l'asticella in basso, questo non è accettabile". La leader della Cisl ha ricordato che tutto questo "lo abbiamo detto al governo nella manifestazione del 9 febbraio come Cgil Cisl e Uil, nella grande manifestazione dei lavoratori pubblici, quella dei pensionati, nello sciopero generale dell'edilizia, oggi con lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici metalmeccaniche, e il 22 noi lo diremo a Reggio Calabria rispetto al tema del Sud del nostro paese".(ANSA).

Lavoro: Palombella, serve sciopero generale, se inascoltati
"Tra pochi giorni presenteremo la nostra piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici", e "se le richieste resteranno inascoltate", allora "chiediamo a Cgil Cisl e Uil di prepararsi a un nuovo sciopero generale di tutte le categorie". Lo ha detto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, rivolgendosi a Federmeccanica nel corso del comizio finale della manifestazione di Firenze dei metalmeccanici. "Questa volta ci presenteremo uniti e determinati per rinnovare, salvaguardare e rilanciare il contratto", ha aggiunto Palombella, secondo cui "con questo rinnovo dobbiamo recuperare il potere di acquisto, aumentare i salari per far ripartire i consumi, risolvere il problema degli inquadramenti professionali, rendere esigibile il tema della formazione, eliminare qualsiasi forma di lavoro precario e combattere l'intollerabile aumento degli infortuni gravi e mortali".(ANSA).

Metalmeccanici: Rossi, sinistra e Pd stiano con loro
"Sinistra e Pd stiano con i metalmeccanici in sciopero". Lo ha scritto sul proprio profilo facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. "Oggi scioperano i metalmeccanici. A Firenze ci sarà una manifestazione. Io sarò a salutarli - ha ripreso il governatore -. Vogliono la dignità del lavoro. Vogliono che il governo abbia una politica industriale e si impegni al rilancio degli investimenti pubblici e privati. Si battono contro il lavoro precario che li divide e li umilia. Tutto il Paese li ascolti. La sinistra e il Pd stiano con i metalmeccanici in sciopero". I lavoratori metalmeccanici in piazza a Firenze "fanno bene" a manifestare, e "noi siamo qui per testimoniare vicinanza", ha proseguito Enrico Rossi. "Non c'è una politica industriale - ha lamentato il presidente della Regione Toscana - nessuno prende in seria considerazione il lavoro, il precariato si estende nelle aziende col lavoro somministrato, non ci sono sufficienti investimenti pubblici e privati, la produttività non cresce. Ci sono migliaia di posti di lavoro a rischio in questo settore". Al Ministero, ha ricordato il governatore toscano, "ci sono tavoli importanti aperti: dovrebbero essere riuniti, magari perché i tavoli da soli non bastano. Aspettiamo risposte per tante vicende toscane, dalla Bekaert a Piombino, dove bisogna ripartire, e altre ancora". Fonte ANSA

Metalmeccanici: Fiom-Cgil, piazze piene e fabbriche vuote
"Oggi piazze piene e fabbriche vuote": così la Fiom-Cgil sintetizza la giornata dello sciopero di otto ore dei metalmeccanici accompagnato dalle tre manifestazioni, a Milano, Firenze e Napoli, indetto insieme a Fim-Cisl e Uilm-Uil, per chiedere al governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, l'industria, i salari, i diritti e la giustizia sociale. "Altissima l'adesione allo sciopero in tutta la categoria, con punte del 100% in molte realtà", sottolinea il sindacato, sostenendo che nei grandi gruppi come "Leonardo ha aderito circa il 70% dei lavoratori (50% per gli impiegati e tra l'80 e il 95% per gli operai); Arcelor Mittal tra l'80 e il 90%, con Genova ferma; per Whirlpool un'astensione media dell'85%, con punte del 100% negli stabilimenti di Varese e Napoli".(ANSA).

 

Al LINK l'intervista a Massimo Braccini sehretario generale Fiom Cgil Toscana

Le trasformazioni che stanno investendo il mondo delle imprese metalmeccaniche e più in generale il sistema della manifattura impongono scelte che devono essere in grado di rispondere alla necessità di crescita dei settori strategici attraverso il rilancio degli investimenti pubblici e privati, il sostegno all’occupazione, ai salari e alla domanda interna.
L’orientamento e alcune scelte del Governo sui temi relativi al mondo del lavoro, delle imprese industriali e dei giovani rischiano, in una situazione di recessione come quella che si sta profilando, di accentuare una condizione economica, sociale e industriale difficile e dalle prospettive particolarmente critiche.
I recenti dati confermano purtroppo questa tendenza. La produzione industriale è in ribasso del 5,5%, si tratta della diminuzione tendenziale più forte dal 2012 e nel mese di dicembre gli ordini crollano del 7%.
Nello specifico, la produzione manifatturiera registra un risultato negativo pari a -2,4%; la metallurgia - 2,3%, l’elettrodomestico -5,1%, i macchinari e le attrezzature -2,2% e l’elettronica -2,2%. La produzione nel settore auto ha registrato un calo del 19,4% su base annua di cui nel solo mese di novembre regista un calo dell’8,6%.
A fronte di questa situazione è necessario che Governo e il Sistema delle imprese riconoscano il ruolo dei lavoratori. Il governo deve adottare politiche mirate a contrastare delocalizzazioni e le chiusure di stabilimenti, a partire dal Mezzogiorno, ancora una volta, duramente colpito dalla crisi e a sostenere i buoni motivi per attrarre investimenti industriali. Vanno rafforzati i vincoli della responsabilità sociale delle imprese verso i lavoratori e il territorio. È necessario investire per creare occupazione per i giovani disoccupati, attraverso il consolidamento di alcuni settori in cui il nostro paese ha una leadership e incentivi per l'ecosostenibilità del nostro sistema industriale.
Per Fim Fiom e Uilm, le politiche pubbliche devono concentrarsi su ciò che crea lavoro, sull’occupazione, sulla qualità e la dignità del lavoro e in questo contesto misure come il reddito di cittadinanza non possono essere sostitutive di questo impegno e soprattutto non possono essere il solo strumento di lotta alla povertà.
Peraltro la recente introduzione del Decreto “dignità” non ha prodotto i risultati auspicati: sui lavoratori continuano a scaricarsi gli effetti della precarietà. Aumenta il ricorso alle prestazioni occasionali, ai contratti intermittenti, al part-time involontario, ai rapporti di lavoro meno tutelati.
Anche dal lato previdenziale, quanto definito con quota 100 non modifica strutturalmente la legge Monti- Fornero. E’ infatti una misura temporanea (3 anni) che interviene su un sistema pensionistico che si conferma iniquo e ingiusto e di cui continuiamo a chiederne il cambiamento. In particolare per quanto riguarda la tutela dei lavoratori precoci e dei lavori usuranti. Non tutti i lavori sono uguali. Chi lavora a turni, fa lavori gravosi, faticosi, le donne e i giovani, i lavori di cura e la discontinuità lavorativa e contributiva non trovano risposta nella normativa definitiva “quota 100”. Serve un sistema previdenziale più equo, più flessibile e più solidale in cui l’età pensionabile tenga conto del lavoro che realmente si è svolto.
A questo deve ricollegarsi la necessaria revisione della legislazione sugli “ammortizzatori sociali” come richiesto con il documento di Fim Fiom e Uilm del 24 settembre 2018 e su cui abbiamo costruito una mobilitazione che ha consentito di raggiungere alcuni primi, parziali risultati. Adesso è necessaria la revisione complessiva del sistema degli ammortizzatori sociali e la ricostruzione del loro carattere universale.
Il taglio del contributo per l’Inail da parte del Governo va nella direzione contraria alla ricerca delle risorse pubbliche e private indispensabili per la formazione e la prevenzione dei rischi sul lavoro. E’ necessario un piano di investimenti straordinari per garantire la salute e la sicurezza di chi lavora.
Non va infine dimenticato che tutte le decisioni assunte dai diversi Governi sono fondate sul ricorso alla tassazione che per circa l’85% è pagata dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Occorre ridurre le tasse a chi le paga e non incoraggiare l’illegalità. I condoni fiscali sono l’ennesimo schiaffo ai lavoratori, ai pensionati e ai contribuenti onesti.
Fim, Fiom e Uilm chiedono al Governo e al Sistema delle imprese l’urgenza di agire sui seguenti elementi:
• la riduzione delle aliquote Irpef sul lavoro dipendente
• l’aumento dei salari
• l'incremento di investimenti pubblici e privati nei settori strategici
• la reindustrializzazione delle aree in crisi, con piani di sviluppo territoriale che garantiscano l'occupazione;
• l'impegno comune al confronto in sede Ue per detrarre gli investimenti dai vincoli comunitari
• lo sviluppo di infrastrutture energetiche, digitali e dei trasporti;
• lo sviluppo della filiera manifatturiera collegata alla mobilità ecocompatibile di persone e merci;
• il contrasto alla “controriforma” del codice degli appalti, alla sostanziale liberalizzazione dei subappalti e per l’estensione delle clausole sociali;
• un investimento straordinario nella salute e nella sicurezza delle persone e del territorio;
• la riforma degli ammortizzatori sociali;
• l’incentivazione di contratti di solidarietà “espansivi” finalizzati alla riduzione degli orari di lavoro e all’occupazione giovanile;
• il sostegno agli investimenti delle imprese (piano impresa 4.0), la formazione e l’istruzione;
• leggi per l'applicazione erga omnes dei contratti e la rappresentanza dei lavoratori recependo quanto previsto dagli accordi interconfederali e di categoria
• lo sviluppo di forme di partecipazione dei lavoratori nella progettazione dell’organizzazione del lavoro e nelle scelte strategiche aziendali.

Creato il:ven 10 mag, 2019 4:00 pm

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