10 maggio - Iniziative in Toscana per la mobilitazione nazionale contro la precarietà
10 maggio, giornata nazionale contro la precarietà
LE INIZIATIVE IN PROGRAMMA
AREZZO
Volantinaggio e diffusione materiale davanti alle aziende con maggiore presenza lavoratori precari con particolare riferimento al Consorzio Terranuova
- assemblee articolate dentro la Prada SPA
FIRENZE
Gli eventi e i dati su precariato nella Provincia di Firenze - IL VIDEO - Clicca qui
ore 9 Aula 4, Santa Reparata - Assemblea d'Ateneo
ore 10 presidio in Piazza Dalmazia
ore 21 Piazza Santo Spirito "IL NOSTRO FUTURO” + LARGE STREET BAND
La lettera dei Giovani Non+ Disposti a tutti al Presidente Mario Monti - CLICCA QUI
GROSSETO
Corteo promosso dalla CGIL e dalla Rete studenti Medi con concentramento alle ore 9:00 al Duomo. Conclusione davanti alla Prefettura
LIVORNO
Ore 9.45 Volantinaggio in città con concentramento in Piazza Grande. Previste azioni dimostrative. Volantinaggio per le vie del centro. Calata di uno striscione sulle mura della Fortezza
Piombino Volantinaggio in città con concentramento alle 9.30 in piazza Gramsci.
LUCCA
Presidio e volantinaggio sulla passeggiata di Viareggio
PISA
La mattina alle ore 10 presso l'aula 2 del Polo Didattico "Carmignani" in piazza dei Cavalieri si svolgerà un dibattito sulla riforma del mercato del lavoro alla presenza di Claudio Treves della CGIL Nazionale. Ore 18:30 street parade, partenza da piazza Vittorio Emanuele.
PISTOIA
10 maggio: - volantinaggio in 10 supermercati (i più grandi e rappresentativi), la mattina dalle ore 8,00 alle ore 11,00 ;
- assemblee nei 10 supermercati, in contemporanea, dalle ore 11,00 alle ore 13,00;
volantinaggio anche presso:
- centro storico di Pistoia;
- Centri per l'impiego di Pistoia;
- Biblioteca comunale di Pistoia;
- Sede universitaria di Pistoia;
- mercato settimanale di Montecatini Terme
Il 9 maggio, alle ore 11,00 convocata una conferenza stampa a cui parteciperanno anche dei precari che saranno intervistati.
La Rassegna stampa - presentazione del'iniziativa - Clicca qui
PRATO
Assemblea con performance teatrale tratta dallo spettacolo "Diario di una precaria sentimentale", interventi di giovani precari e associazioni giovanili del territorio.
SIENA
Giovedì 10 maggio si svolgerà a Siena uno sciopero provinciale di 4 ore indetto dalla CGIL per i settori privati (eccetto i servizi pubblici essenziali) per l’intera mattinata; per i turnisti si tratterà delle ultime 4 ore del turno. Sarà invece di 8 ore lo sciopero dei lavoratori edili.
Per esporre alla cittadinanza le motivazioni dello sciopero verranno effettuati presidi e volantinaggi dalle ore 9 alle 13 in tutta la provincia: a Siena in str. Massetana Romana e ai Due Ponti, in Val d’Elsa a Poggibonsi (Salceto) e Colle (rotonda Belvedere), in Val di Chiana al casello di Bettolle, in Amiata ad Abbadia San Salvatore (viale Roma).
“Abbiamo scelto proprio questa data - spiega Claudio Guggiari, Segretario Generale della CGIL di Siena - per effettuarlo in concomitanza con la mobilitazione nazionale dei lavoratori precari. Dopo aver denunciato la scarsa rilevanza del ddl di riforma del mercato del lavoro sulla precarieta' la giornata vuole sostenere anche una politica per il superamento della stessa condizione con richieste di modifica al provvedimento, perche' ai giovani di questo Paese si diano delle risposte vere. Anche in provincia di Siena almeno il 16% dei giovani tra 15 e 34 anni ha perso ogni speranza di trovare un lavoro”.
La CGIL si prepara alla giornata nazionale contro la precarietà in programma per giovedì 10 maggio. Previsti per l'occasione numerosi presidi, cortei e 'azioni' in luoghi simbolo, su tutto il territorio nazionale a livello provinciale e regionale.
Protagonisti di questa giornata di protesta i giovani e i precari, traditi dalle tante promesse del governo che aveva annuciato una riforma del lavoro volta innanzitutto alle nuove generazioni: la riduzione, quindi, della precarietà e l'estensione degli ammortizzatori sociali. “Basta con le promesse e le bugie” afferma la CGIL che accusa il governo di aver strumentalizzato i giovani per ridurre ulteriormente i diritti di tutti: innalzando l'età pensionabile, riducendo gli ammortizzatori sociali, non cancellando neanche una delle 46 tipologie contrattuali, non avendo migliorato l'accesso al lavoro, tentando di facilitare i licenziamenti con la cancellazione dell'articolo 18.
Al Governo e al Parlamento la CGIL chiede innanzitutto la cancellazione dei contratti truffa; che l'indennità di disoccupazione includa tutti i precari; un equo compenso, investimenti e innovazione per combattere la disoccupazione.
Cancellare i contratti più precari e stop alle truffe. “Le forme di lavoro - si legge nel manifesto che lancia il 10 maggio - che nascondono vere e proprie truffe devono essere cancellati: in primo luogo l'associazione in partecipazione e il lavoro a chiamata. Deve essere introdotta una regolamentazione efficace per impedire l'abuso del lavoro autonomo anche attraverso un tetto di reddito al di sotto del quale non si possono attivare contratti a progetto e prestazioni a partita iva. Per quanto riguarda i voucher bisogna definire il loro valore orario e circoscriverne l'utilizzo, innanzitutto eliminando la norma che li prevede per l'intera attività stagionale agricola”.
Equo compenso. Impedire che collaboratori e partite iva paghino di tasca propria gli aumenti contributivi. Secondo la CGIL "tutti devono avere diritto ad un equo compenso che non può essere inferiore a quanto previsto nei contratti nazionali di lavoro per i dipendenti di pari professionalità. Se non si stabilisce un compenso minimo l'aumento dei contributi previdenziali rischia di essere pagato tutto dai collaboratori a progetto e dalle partite iva. Inoltre chi lavora a partita iva già paga i contributi tutti di tasca propria: per questo chiediamo che diventi obbligatoria la rivalsa previdenziale nei confronti del committente nella misura dell'8%".
Ammortizzatori davvero universali. "Tutti gli iscritti alla gestione separata dell'INPS, sia collaboratori a progetto che partite iva, devono aver diritto all'indennità di disoccupazione (ASPI e mini-ASPI) qualora perdano la porzione prevalente del loro reddito".
Art.18: Norma di civiltà. “La norma sul diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo deve essere difesa e migliorata, per impedire licenziamenti facili o licenziamenti discriminatori mascherati”.
Indennità di maternità e malattia più accessibili e consistenti. I lavoratori iscritti alla gestione separata già pagano un contributo dello 0,72% per le prestazioni sociali (maternità, assegni familiari e malattia): fondi che ad oggi rimangono parzialmente inutilizzati. Chiediamo che i requisiti per l’accesso a tali prestazioni siano allargati e che il trattamento sia uniformato a quanto previsto per i lavoratori dipendenti.
Tutele nell'accesso al lavoro. Basta stage truffa. "Gli stage sono uno strumento di orientamento al lavoro e non di lavoro mascherato: per questo chiediamo una regolamentazione chiara affinché siano attivabili solo durante i percorsi di studio. Chiediamo che l'apprendistato diventi il canale di formazione e accesso al lavoro e non l'ennesimo strumento per avere manodopera a basso costo: per questo occorre aumentare la percentuale delle assunzioni al termine del periodo di apprendistato e innalzare il rapporto tra dipendenti qualificati e apprendisti”.
Basta precarietà, anche nel pubblico impiego. "I servizi pubblici di cui usufruiamo, dalla sanità all'istruzione, sono tenuti in piedi da lavoratori, in buona parte precari e da lungo tempo. La qualità dei servizi ai cittadini dipende anche dalla stabilità e dalla qualità del lavoro. Chiediamo nuove assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e nei settori della conoscenza per dare risposte anche a chi da anni lavora in condizioni di precarietà e nuove regole per evitare l'utilizzo selvaggio dei contratti precari".
Creare nuovo lavoro. "La riforma del lavoro da sola non crea nuova occupazione. Chiediamo un piano di investimenti per consentire al nostro Paese di uscire dalla recessione e indirizzare lo sviluppo verso i settori più innovativi. Solo così si crea nuovo lavoro”.
Materiali:
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